Si è chiuso il 6 ottobre con l'evento "Le svolte giuste - Il punto di vista dei territori sul futuro della transizione ecologica in Italia", il percorso di ascolto degli stakeholder nei territori in cui il gruppo A2A opera, un ciclo di incontri che si è svolto tra giugno e settembre. I risultati di questo percorso sono stati commentati dal presidente di A2A, Marco Patuano, dal ministro per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, e da un panel di esperti, a cominciare da Jeffrey Sachs, economista statunitense, presidente dell'UN Sustainable development solutions network e direttore del Center for sustainable development della Columbia University.
"Il sesto assessment report dell'Intergovernamental panel on climate change conferma che senza una svolta sulla decarbonizzazione subiremo le gravi conseguenze del climate change. L'Earth Overshoot Day, il giorno in cui la Terra esaurisce le proprie risorse rigenerabili, si avvicina sempre di più: quest'anno in Italia è stato il 13 maggio. Da queste consapevolezze e con la volontà di dare un contributo allo sviluppo sostenibile - ha spiegato Patuano -, A2A ha disegnato nel 2021 il suo piano strategico decennale che prevede investimenti per 16 miliardi di euro su transizione energetica ed economia circolare. Completare la transizione ecologica è una priorità globale, ma si tratta di una sfida di fronte a cui aziende e istituzioni non possono ambire a farcela da sole. In questo scenario si colloca il progetto Le Svolte Giuste, perché i territori sono fondamentali ed è cruciale coinvolgerli e ascoltarli".
10 Svolte per una giusta transizione
Il progetto parte dalla consapevolezza che la transizione ecologica pone aziende, istituzioni e territori di fronte a veri e propri bivi. Gli incontri si sono focalizzati su 10 "Svolte Giuste" da intraprendere per favorire la transizione ecologica: scelte che sono state sottoposte agli stakeholder di ciascun territorio per indicare la strada da intraprendere per il futuro. Le decisioni hanno riguardato: innovazione tecnologica e comportamenti individuali, generazione Z e boomer, istituzioni e stakeholder, smart cities e smart land, cambiamenti radicali e cambiamenti incrementali, pubblico e privato, ambiente e società, filantropia e valore condiviso, crescita e decrescita, decisione collettiva e decisione dei competenti.
Transizione ecologica e stakeholder di A2A
Dall'analisi è emerso che gli stakeholder di A2A sono futuristi, proiettati verso l'innovazione tecnologica (per il 60,4%), pur consapevoli che l'implementazione delle innovazioni non sarà possibile senza il contributo dei comportamenti individuali, e molto attenti ai diritti delle nuove generazioni (per il 92%). Sono accoglienti più che esclusivi, convinti che le decisioni necessarie a promuovere la transizione ecologica vadano prese coinvolgendo tutti gli attori (per il 73,7%) e non solo le Istituzioni.
Inoltre si dimostrano focalizzati sulla tutela dell'ambiente (per il 73,5%), delle sue risorse e della biodiversità, anche a scapito dei bisogni della società. Infine, gli stakeholder coinvolti sono più prudenti che rivoluzionari: per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, si orientano verso i cambiamenti incrementali (per il 70%), piuttosto che verso i cambiamenti radicali, che rischiano di creare spaccature e conflitti nella società.
Le sei raccomandazioni di A2A
Alla fine del ciclo, A2A ha stilato sei consigli per un futuro migliore: sostenere l'innovazione tecnologica nei settori ad alto impatto ambientale, accelerare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno, coinvolgere nelle decisioni una platea sempre più ampia di interlocutori, favorire l'inclusione delle nuove generazioni nei processi decisionali, rendere la trasparenza un tratto distintivo della transizione ecologica e promuovere il dibattito per la semplificazione normativa.