Ci sono in media 2,2 milioni di famiglie che oggi vivono in povertà energetica in Italia. La maggior parte risiede nel Mezzogiorno (1 su 5), in comuni sotto i 50mila abitanti e in aree suburbane, con due o più minori a carico, di cui almeno il 10% risiede in ambienti poco salubri, scarsamente riscaldati, raffrescati e illuminati. Negli ultimi due anni, l’indicatore di povertà energetica è rimasto tutto sommato stabile nel paese, attestandosi intorno all’8,5%, dopo essere cresciuto di mezzo punto percentuale nel 2021 rispetto all’anno precedente, l’equivalente di 125mila famiglie in più.
Nel 2024, però, tutto lascia presagire che la quota di famiglie in povertà energetica potrebbe salire di nuovo avvicinandosi in media al 9% se la spesa delle bollette restasse così com’è. Ma il rischio concreto, nel caso in cui la spesa si alzasse, è che la forbice si allarghi fino a toccare quota 12%. Sono queste le previsioni poco incoraggianti che l’Osservatorio sulla povertà energetica (Oipe) ha presentato a Roma alla quinta plenaria del “Manifesto” del Banco dell’Energia, l’ente no-profit che oggi riunisce circa 80 membri tra enti di ricerca come l’Oipe, imprese, associazioni e organizzazioni del terzo settore con l’obiettivo di trovare spunti di riflessione e risposte congiunte al fenomeno della povertà energetica.
Tanti gli ospiti del mondo istituzionale, della ricerca e del settore energetico presenti all’evento, tra cui il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il presidente del Banco dell’Energia Alberto Martinelli, il presidente di A2A Roberto Tasca, l’ad di Edison Nicola Monti, l’ad di Eni Plenitude Stefano Goberti e il presidente di Iren, Luca Dal Fabbro, e Roberto Malaman, segretario generale di Arera.
L’appuntamento è stata l’occasione per fare il punto sulla povertà energetica nel nostro Paese, per presentare i nuovi progetti e i nuovi firmatari del Manifesto, ma anche per tirare le fila su quanto fatto dal Banco dell’energia fino a oggi: più di 10 milioni di euro raccolti e distribuiti, che hanno permesso il sostegno di più di 13.000 famiglie in oltre 70 progetti su tutto il territorio nazionale.
Aprendo l’evento, il ministro ha ricordato che “il governo ha previsto strumenti come il bonus sociale elettrico e gas e creato il Fondo Reddito Energetico con una dotazione di 200 milioni per sostenere le fasce più deboli colpite duramente dall’esplosione dei prezzi”. Il ministro ha aggiunto che “l’attenzione è rivolta anche ai 4,5 milioni di utenti vulnerabili interessati dal passaggio al mercato libero dell’energia che dovrà, per queste fasce, essere graduale, perché la transizione deve essere innanzitutto equa”.
Nonostante la percezione di una calma apparente, le rilevazioni di Ipsos condotte per il Banco dell’Energia, segnalano però che nel Paese si respira un clima di crescente incertezza perché le famiglie italiane sono sempre più preoccupate per la propria condizione economica. Incertezza alimentata da caro vita, aumento dei tassi di interesse, recente conflitto in Medio Oriente con le sue complicazioni sui prezzi dell’energia e imminente fine delle ingenti misure pubbliche, più volte prorogate negli ultimi tre anni dai governi Draghi e Meloni, per calmierare gli effetti negativi dei rincari dell’energia su famiglie e imprese (interventi per complessivi 91,2 miliardi di euro tra il 2° trimestre del 2021 e il secondo trimestre 2023).
Per tutti questi motivi, l’indagine di Ipsos ha rilevato che l’81% degli italiani ha paura di non riuscire ad affrontare delle spese nel prossimo futuro. E l’80% teme i rincari in bolletta, un dato più alto del 6% rispetto a quanto rilevato da Ipsos a maggio 2023, tornando sui livelli del 2021. Non a caso, tra le spese ordinarie, i pagamenti di bollette e utenze domestiche restano il primo pensiero per circa 1 italiano su 4 alla luce di ulteriori rincari stimati intorno al 25% nel 2024. Infatti, l’80% degli intervistati teme i rincari in bolletta: un dato più alto del 6% rispetto a quanto rilevato da Ipsos a maggio 2023, tornando sui livelli del 2021.
In un contesto così difficile, il Banco ha intensificato ulteriormente il proprio impegno, ampliando il proprio spettro di azione. “Con il nuovo corso del Banco abbiamo aperto la nostra governance a soggetti che condividono i nostri valori e la nostra mission e che, collaborando in iniziative che coinvolgono anche gli altri firmatari del Manifesto, ci permettono di ampliare la platea di famiglie vulnerabili sostenute dai nostri interventi”, ha dichiarato Alberto Martinelli, presidente del Banco dell’Energia.
“Oltre a progetti dedicati a supportare economicamente i nuclei familiari in condizione di vulnerabilità tramite il pagamento diretto delle utenze, con ‘Energia in periferia’ il Banco realizzerà nuove iniziative mirate alla sostituzione degli elettrodomestici a bassa efficienza energetica e a creare consapevolezza sui consumi. A questi progetti si aggiungono attività per sviluppare il modello delle Comunità energetiche rinnovabili e solidali, le quali rappresentano un esempio virtuoso di autoproduzione di energia”, ha affermato Roberto Tasca, presidente di A2A.
Le nuove iniziative
Alla Plenaria sono stati presentati altri progetti che verranno realizzati nel 2024 per sostenere oltre 2000 famiglie. Uno di questi partirà a Cagliari dove sarà realizzato il progetto “Energia in periferia” sulla falsariga di quanto accaduto a Milano, Roma, Reggio Calabria, Umbria, Napoli e Torino. Il progetto, nato per dare supporto alle famiglie vulnerabili dal punto di vista energetico, residenti nelle zone periferiche delle città, sarà replicato nel quartiere di Santa Teresa del capoluogo sardo con la collaborazione di Edison, uno dei principali firmatari del Manifesto “Insieme contro la povertà energetica” e membro del Cda della Fondazione Banco dell’Energia. A Cagliari, grazie al sostegno della Fondazione Domus de Luna, il progetto aiuterà 500 nuclei familiari attraverso il pagamento delle bollette emesse da qualunque operatore e l’avvio di percorsi di educazione al risparmio energetico con i Ted (Tutor per l’energia domestica).
Incontro formativo con i Tutor per l’energia domestica (TED) - Energia in Periferia – Quarto Oggiaro Milano
Distribuzione di lampadine ad alta efficienza energetica alle famiglie beneficiarie – Energia in Periferia – Casa Famiglia Lodovico Pavoni - Torpignattara Roma
In più Edison, dopo aver donato al Banco dell’Energia un milione di euro in impianti di produzione da fonti green per la realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, ha realizzato il primo progetto di Cers a Roma in collaborazione con Federconsumatori Lazio. L’impianto, ubicato sul tetto della Fondazione Istituto Leonarda Vaccari, produrrà 119.000 kWh all’anno con un risparmio dei costi del 57% per la Comunità “Le Vele” che accoglie minori con gravi disabilità.
Un altro progetto nasce dalla partnership del Banco dell’Energia con la Fondazione con il Sud per aiutare i territori del Mezzogiorno. Una prima forma di collaborazione riguarderà il “Bando per le Comunità energetiche e sociali al Sud”, lanciato da Fondazione con il Sud nel 2022 e che ha messo a disposizione 1,5 milioni di euro per favorire la nascita di Comunità energetiche rinnovabili e solidali (Cers). Il Banco dell’Energia darà il suo contributo su alcune progettualità selezionate tramite il bando cofinanziando il 50% dei costi per gli impianti Fer o donando i pannelli fotovoltaici. Inoltre, il Banco finanzierà con oltre 300mila euro lo sviluppo di Cers in varie regioni del Sud Italia, tra cui Campania, Puglia e Sicilia.
E ancora: Plenitude (Eni), dopo essere entrata a far parte del Cda di Banco dell’Energia e aver supportato i progetti “Energia in periferia” di Napoli e Torino, a favore di 200 famiglie nel pagamento delle bollette energetiche emesse da qualunque operatore, sosterrà nuovi progetti rivolti a nuclei familiari in condizione di vulnerabilità sociale attraverso la sostituzione degli elettrodomestici a bassa efficienza energetica. La società contribuirà anche allo sviluppo di Comunità energetiche rinnovabili e solidali nel sud Italia.
Anche Iren, già firmataria del Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, ha annunciato il suo ingresso nel Cda della Fondazione Banco dell’energia. Iren impegnerà per 300.000 euro, al fine di promuovere in prima persona una serie di progetti - in collaborazione con il Banco - che permetteranno di contrastare attivamente la povertà energetica in varie regioni d’Italia.