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Nuovo terremoto in Turchia e Siria: crolli e persone sotto le macerie. Undici morti, 5 nelle città siriane, di cui 4 nella calca

Ancora vittime e palazzi collassati ad Antiochia e nella provincia di Hatay, dove è stato distrutto l'aeroporto. Toccata la città portuale di Mersin. Feriti ed edifici a terra in diverse province siriane
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Articolo in aggiornamento

Due nuove scosse di terremoto - di magnitudo 6.4 e 5.8 - hanno colpito la Turchia meridionale e la Siria di NordOvest ieri sera alle 18,03 e alle 18,07. Il bilancio dopo la prima notte parla di almeno sei morti in Turchia mentre in Siria si registrano, per ora, cinque vittime, di cui quattro schiacciate nella calca causata dal panico ad Aleppo e Tartus. Duecentotredici le persone ferite in Turchia e cinquecento in Siria. Continuano le operazioni di ricerca in tre edifici crollati. Il nuovo disastro colpisce due Paesi ancora immersi nelle conseguenze del sisma che due settimane fa ha provocato oltre 47.000 vittime e più di 100.000 palazzi collassati o fortemente danneggiati, questo solo in Turchia. 

A causa delle scosse di ieri, la prima potente ma più breve rispetto a quella registrata il 6 gennaio scorso e che durò 75 secondi, ci sono edifici crollati e feriti ad Antiochia, la città della provincia di Hatay r…

Articolo in aggiornamento

Due nuove scosse di terremoto - di magnitudo 6.4 e 5.8 - hanno colpito la Turchia meridionale e la Siria di NordOvest ieri sera alle 18,03 e alle 18,07. Il bilancio dopo la prima notte parla di almeno sei morti in Turchia mentre in Siria si registrano, per ora, cinque vittime, di cui quattro schiacciate nella calca causata dal panico ad Aleppo e Tartus. Duecentotredici le persone ferite in Turchia e cinquecento in Siria. Continuano le operazioni di ricerca in tre edifici crollati. Il nuovo disastro colpisce due Paesi ancora immersi nelle conseguenze del sisma che due settimane fa ha provocato oltre 47.000 vittime e più di 100.000 palazzi collassati o fortemente danneggiati, questo solo in Turchia. 

A causa delle scosse di ieri, la prima potente ma più breve rispetto a quella registrata il 6 gennaio scorso e che durò 75 secondi, ci sono edifici crollati e feriti ad Antiochia, la città della provincia di Hatay rasa al suolo lunedì 6 all'alba. Crolli sono stati certificati in tutta la provincia. Giulia Longo, coordinatrice in Turchia per la Caritas, ha detto a Repubblica: "Intorno a me c'è tanta polvere". Ancora gli attivisti legati alla Fondazione Specchio, che hanno alzato il loro campo base a quindici chilometri dal nuovo epicentro, hanno testimoniato: "Ci sono danni ingenti".

Il governatore di Hatay ha confermato i nuovi crolli e le persone intrappolate. Monsignor Paolo Bizzetti da Istanbul spiega: "E' venuto giù un pezzo dell'aeroporto di Hatay, che serviva proprio la città di Antiochia. Ed è stata colpita la città portuale di Mersin, risparmiata dalle prime tre scosse". Mersin è decisamente a occidente rispetto alle aree colpite, nell'Anatolia sudorientale, due settimane fa.

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Il doppio epicentro del nuovo evento tellurico è da situare tra la citta costiera di Samandag e, nell'entrotera, Defne. Entrambe sono a occidente di Antiochia, il capoluogo della provincia di Hatay. E a Samandag è morta una donna colpita da un blocco di cemento. Altri due morti sono stati accertati proprio a Defne e nella lontana Antalya, la regione turistica della Turchia. Per i sismologi turchi, questi ultime due sono terremoti indipendenti da quello delle 4,17 del 6 gennaio con centro nella provincia di Karamanmarmas, poi replicato da altre due scosse di forte intensità.

L'agenzia turca per le emergenze, Afad, ha chiesto alle persone nell'area di tenersi lontane dagli edifici già danneggiati e di allontanarsi dalle zone costiere per timore che ci possa essere un innalzamento del livello del mare. Il vicepresidente turco, Fuat Oktay, ha poi reso noto che il rischio tsunami era rientrato.

La situazione in Siria

Sono almeno 500 le persone rimaste ferite, secondo quanto riferiscono i Caschi bianchi, nella Siria Nordoccidentale. Diversi sono rimasti infortunati nella fuga che si è scatenata dopo la scossa, alcuni si sono buttati da terrazzi e balconi. Feriti nei crolli ad Afrin, Salqin, Harem, Idlib, Khirbet al-Juz e nelle zone rurali vicino ad Aleppo. Tra le cinque vittime un bambino della città costiera di Tartus, morto per un attacco di cuore, secondo Rami Abdel Rahman, capo dell'Osservatorio siriano per i diritti umani con sede in Gran Bretagna. Action for humanity ha spiegato a Repubblica che in Siria ci sono case di due e tre piani a terra in almeno due province. "La gente è uscita in strada anche se gli edifici erano già vuoti", ha raccontato l'attivista di Still I Rise, Abdulkafi Alhamdo. La scossa è stata avvertita anche ad Aleppo e Latakia e pure a Damasco "dove le persone si sono riversate per le vie della città".