Uscita dall'amministrazione, Haley ha mantenuto i rapporti con la Casa Bianca, tenendo una posizione che ora potrebbe favorire un suo rientro. "Il presidente - ha spiegato subito - è stato duro con la Cina, duro con l'Iran e ha vinto. Ha usato con il mondo le parole di cui il mondo aveva bisogno". Poi ha definito Joe Biden "un bene per Iran e Isis" e "grande per il partito comunista cinese".
Haley poi ha attaccato chi descrive il Paese come razzista. "In molti del partito democratico è diventato di moda dire che l'America razzista. Non è vero, questa è una bugia, non lo è e ve lo dico io che sono l'orgogliosa figlia di un'immigrata". Entrambi i genitori vengono dall'India.
Tutti gli interventi sono stati costruiti per realizzare un quadro di Donald Trump, presentato come l'"uomo che ama l'America", "pensa agli altri", il leader giusto per "affrontare la pandemia" e riportare l'economia di nuovo in alto.
"Joe Biden - ha dichiarato il figlio del presidente - e la sinistra radicale ora vogliono toglierci la libertà di parola. Vogliono bullizzarci fino alla sottomissione. Se ci riusciranno, non ci sarà più la cosiddetta maggioranza silenziosa, ma una maggioranza silenziata. Questo deve finire. La libertà di espressione era un valore liberale, almeno fino a quando la sinistra radicale ha preso il sopravvento".
La convention si era aperta con il messaggio dell'arcivecosco di New York, il cardinale Timothy Dolan, che aveva invitato a pregare per tutelare tutti gli esseri umani, tra cui "quell nel grembo", ma anche per i "nostri immigrati e rifugiati", un passaggio che avrà lasciato perplesso più di un elettore repubblicano.
All'inizio interventi brevi, forse volutamente di personaggi di non grande caratura internazionale, e con una logica meno chiara rispetto a quella mostrada dai democratici. Il saluto di Steven Melnikoff, veterano della Seconda guerra Mondiale, Charlie Kirk, fondatore di Tuning Point Usa, l'organizzazione giovanile no-profit che promuove la libertà. Kirck ha definito Trump la "guardia del corpo della civilizzazione dell'Occidente" e colui che preserverà la Repubblica americana.
Un' infermiera della West Virginia che ha ringraziato la "leadership" di Trump, dicendo che la sua "azione sul Covid ha salvato vite". E' seguito un video con l'elenco di tutti gli errori dell'Oms e dei democratici nel contrastare il virus. A un certo punto è stato dato il messaggio che fosse stato il presidente a stanziare tremila miliardi di dollari per affrontare l'emergenza Covid, quando invece era stato il Congresso con un accordo bipartisan.
Gli interventi sono stati fatti dal Mellon Auditorium di Washington DC, senza platea e si sono alternati con l'incontro tra il presidente e alcune sostenitori, infermieri, impiegati alle poste, camionisti. Trump ha ascoltato la presentazione di ognuno e ha ringraziato. Un modo di lanciare un messaggio al Paese: mentre Biden ha incontrato le persone attraverso il video, Trump li ha accolti direttamente alla Casa Bianca.
La narrazione sentimentale è andata avanti con l'intervento del rappresentante dell'Ohio, Jim Jordan, uno dei fedelissimi di Donald Trump, che ha ricordato un episodio privato: il giorno della telefonata del presidente a un padre distrutto. "Due anni fa nostro nipote, Eli - ha raccontato Jordan - venne ucciso in un incidente d'auto. Viveva a poco più di un chilometro da noi. Era cresciuto con il wrestling e aiutando i nostri ragazzi, era campione statale a livello di liceo. Tre giorni, mentre stavano andando in macchina per raggiungere la casa dei genitori di Eli, mi chiamò il presidente, parlammo di questa tragedia, lui mi chiese come stavano reagendo i genitori". Jordan chiese al presidente di parlare con il padre e la madre del ragazzo, per "rendere meno terribile un giorno terribile". "Qual è il nome? - chiese Trump - poi lo chiamò. Dopo la telefonata tutta la famiglia rimase cinque minuti in silenzio".
A supporto del presidente, anche una ex stella del football americano, il campione afroamericano Herschel Walker: "Quello che mi ferisce l'anima è sentire in che modo chiamano Trump. La parola peggiore è 'razzista'. Lo considero un insulto personale perché vorrebbe dire che sono amico da 37 anni di un razzista. Ho visto razzisti da vicino, non era Trump".
Andrew Pollack, che nel 2018 perse la figlia nel massacro al liceo di Parkland, in Florida, e ha rilanciato il diritto all'autodifesa, così come i coniugi McCloskey, che a fine giugno, nel pieno delle manifestazioni di Black Lives Matter, uscirono da casa armati, a St. Louis, lui con un fucile d'assalto, lei con una pistola, puntando le armi meno i manifestanti.
In poche ore divennero il simbolo dell'americano che si difende da solo, diritto sancito dal Secondo emendamento della costituzione americana. I McCloskey hanno sostenuto di "essersi sentiti in pericolo", contro "quella folla selvaggia perché è un nostro diritto", anche se, in realtà, dalle immagini video registrate da più testimoni, i manifestanti erano apparsi pacifici.
La fidanzata di Donald Trump Jr, Kimberly Guilfoyle, ex conduttrice alla Fox, ha fatto un intervento appassionato e enfatico, duro nei confronti dei democratici, prendendo a prestito lo slogan di Joe Biden definendo le elezioni una "battaglia per l'anima dell'America". "Trump metterà l'America al primo posto - ha aggiunto - gli Americani devono stare al fianco di un presidente che non ha paura, crede in voi, ama questo Paese e combatterà per lei".