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(afp)

Ma Biden ci crede: palco pronto per il discorso anche in caso di contestazioni

Cattolico praticante, inizia la giornata in preghiera davanti alla tomba di Beau, il primogenito ucciso da un tumore al cervello nel 2015. Poi visita l'abitazione dov'è cresciuto a Scranton, in Pennsylvania, e, alla faccia della scaramanzia, scrive sul muro del salotto: "Da questa casa alla Casa Bianca, con la grazia di Dio"
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Dieci bandiere a stelle e strisce danzano agitate dal vento lungo la passerella blu che porta al palco dominato dall'enorme scritta "Biden-Harris". Issato ieri in gran fretta da tre squadre di operai, quando lo staff della campagna si è convinto di essere in vantaggio negli stati incerti: "Abbiamo tante strade per la vittoria". E il candidato dem Joe Biden butta giù il suo discorso.Con un sms convoca gli ospiti per il comizio drive in alle 11 di notte: quando l'Arizona sembra tingersi di blu.

Eccolo il traguardo di "Old" Joe, come per tutta la campagna il rivale Donald Trump ha apostrofato il candidato più anziano della storia d'America, 78 anni il prossimo 20 novembre. Un immenso parcheggio davanti al "Chase Center on the Riverfront", il centro congressi affacciato sul fiume Christina, alla destra di quel Westin Hotel scelto come quartier generale, nella periferia industriale della Wilmington dove si trasfer&ig…
Dieci bandiere a stelle e strisce danzano agitate dal vento lungo la passerella blu che porta al palco dominato dall'enorme scritta "Biden-Harris". Issato ieri in gran fretta da tre squadre di operai, quando lo staff della campagna si è convinto di essere in vantaggio negli stati incerti: "Abbiamo tante strade per la vittoria". E il candidato dem Joe Biden butta giù il suo discorso.Con un sms convoca gli ospiti per il comizio drive in alle 11 di notte: quando l'Arizona sembra tingersi di blu.

Eccolo il traguardo di "Old" Joe, come per tutta la campagna il rivale Donald Trump ha apostrofato il candidato più anziano della storia d'America, 78 anni il prossimo 20 novembre. Un immenso parcheggio davanti al "Chase Center on the Riverfront", il centro congressi affacciato sul fiume Christina, alla destra di quel Westin Hotel scelto come quartier generale, nella periferia industriale della Wilmington dove si trasferì con la famiglia a 10 anni al seguito di papà Joseph, venditore di auto. Nato, d'altronde, non lontano da qui: a Scranton, Pennsylvania, lo Stato destinato a incoronare il nuovo presidente, proprio mentre il coronavirus raggiunge un nuovo picco di casi. A sfregio, The Donald ci ha voluto chiudere la campagna. E Biden c'è tornato anche ieri, portando i nipoti a visitare l'umile casa dov'è cresciuto. E dove, alla faccia della scaramanzia, ha scritto sul muro del salotto, col pennarello nero: "Da questa casa alla Casa Bianca, con la grazia di Dio".

Cattolico praticante, aveva iniziato la mattinata inginocchiandosi davanti all'altare di St. Joseph on the Brandywine: raccogliendosi poi in preghiera davanti alla tomba di Beau, il primogenito ucciso da un tumore al cervello nel 2015, sepolto nel piccolo cimitero alle spalle della chiesetta, accanto a Neilia, la prima moglie, e alla figlioletta Naomi. Morte in un terribile incidente d'auto sei settimane dopo il suo ingresso al Senato come rappresentante del fino ad allora repubblicano Delaware nel 1972. Quella tragedia lo trasformò in un pendolare della politica che per anni fece in treno su e giù da Wilmington a Washington per dare la buonanotte ai figli superstiti. Tanto che alla stazione locale hanno poi dato il suo nome.

Il sogno democratico riparte dunque da qui. Fra le auto strombazzanti di amici, collaboratori e alti papaveri del partito, venuti a fargli sentire il loro sostegno a colpi di clacson. Convocati nella notte, restano ore chiusi nelle loro auto, nel rispetto delle misure anti covid, aspettando speranzosi, e al gelo, il discorso promesso. Sempre che la matematica sia dalla parte di Joe: "Parlerò solo se ho qualcosa da dire". Ma Trump ha già annunciato il suo discorso nella notte. E Biden di sicuro non vuol incorrere nell'errore di Al Gore del 2000. All'epoca, di fronte all'incertezza del risultato, il dem non fece dichiarazioni: lasciando il rivale George W. Bush a parlar di vittoria in tv, con buona pace dei numeri della Florida. No, Joe agirà da presidente fin dalla prima ora, iniziando a formare il governo, infischiandosene di polemiche, violenze e annunciate azioni legali dei repubblicani.

E pensare che solo nove mesi fa su Joseph Robinette Biden scommettevano in pochi. Lo scorso febbraio, solo il sostegno degli afroamericani della Carolina del Nord ne resuscitò la campagna: in cambio della promessa fatta a Jim Clyburn, potente senatore di quello stato e leader della maggioranza dem alla Camera, di scegliere "una vicepresidente donna e nera". Più somigliante all'America di oggi certo. Ma pure capace di far dimenticare il trattamento da lui riservato all'antesignana del #MeToo, Anita Hill, nel 1991. Quando, capo della commissione Giustizia, la lasciò massacrare dai colleghi senatori mentre accusava di molestie il giudice conservatore afroamericano Clarence Thomas, appena nominato alla Corte Suprema.

Il rilancio di febbraio ha ricompattato il partito: arrivato unito fin qui. Trump, invece, non lo ha mai sottovalutato. Pur denigrandolo in pubblico, chiamandolo "old", vecchio, appunto, e "sleepy", addormentato (salvo contraddirsi da solo, definendolo pure " raffinata mente di un complotto criminale"), in privato lo ha sempre temuto. Fino a tentare, un anno fa, di spingere l'alleata Ucraina ad infangarlo con l'inchiesta su Hunter, il figlio nel Cda della società del gas di quel Paese. Sì, proprio l'atto che portò a l'impeachment del presidente, poi assolto dal Senato a maggioranza repubblicana.

Biden, d'altronde, proprio come Trump, è uomo dalle mille resurrezioni: secondo la lezione ricevuta dal padre, licenziato di fresco, quando era ancora un bambino: "Un uomo non si misura da quante volte cade, ma da quante si rialza". Balbuziente, ritrovò la parola leggendo poesie ad alta voce ed è poi sopravvissuto ai tanti, terribili lutti della sua vita, trasformandosi nel logorroico empatico che tutti descrivono. Rialzandosi pure dagli scivoloni della politica, le sue posizioni non sempre amate nel partito dove molti non gli perdonarono l'opposizione all'uso forzato dei bus per integrare gli studenti neri nelle scuole bianche rinfacciatogli pure da Kamala nel corso del primo dibattito. Né il voto favorevole alla guerra in Iraq. Infatti ha visto naufragare le sue aspirazioni presidenziali due volte: nel 1988 e nel 2008, proprio contro Barack Obama che poi lo volle suo vice. Oggi le bandiere a stelle e strisce danzano festose per lui. Old Joe ha raggiunto il traguardo.