Pete Buttigieg: "Parliamo di ciò che vogliamo, un cammino nuovo e migliore"
di ALBERTO FLORES D'ARCAIS
L'ex candidato alle primarie, vincitore in Iowa e poi sostenitore di Biden, parla nella serata finale della convention: "L'anello che porto al dito è la dimostrazione che l'America può cambiare"
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Aveva esordito alle primarie con una vittoria in Iowa, che spesso è stata la pedana di lancio verso la nomination. Era stato secondo, per un soffio dietro Bernie Sanders, in quel New Hampshire che gli aveva dato una certa notorietà nazionale. Poi è arrivata la South Carolina e le speranze di Pete Buttigieg, il più giovane candidato (37 anni) alla Casa Bianca del lotto democratico, si erano improvvisamente dissolte. Alla vigilia del Super Tuesday del 3 marzo aveva annunciato a sorpresa il ritiro pur essendo al terzo posto nella conta dei delegati conquistati per la Convention.
‘Mayor Pete’, come ad inizio anno veniva benevolmente chiamato dai media americani per ricordare la sua poca esperienza politica (sindaco di South Bend, una cittadina dell’Indiana), aveva gettato la spugna dopo aver visto che i giovani su cui puntava tanto (e che lo avevano premiato a inizio corsa) avevano scelto il vecchio Joe Biden.
Tra i primi avversari a schierarsi con l’ex vice-presidente di Obama quando Sanders aveva ancora il vento in poppa, Buttigieg ha deciso di mettere la forza dei suoi argomenti e le sue battaglie per i diritti civili (è stato il primo candidato alla Casa Bianca apertamente gay) al servizio di Biden. Che lo ha ripagato dandogli un posto di rilievo come oratore dell’ultima giornata della Convention ‘virtuale’ di Milwaukee e che molto probabilmente lo ripagherà (in caso di vittoria il 3 novembre) con un posto di ministro nella nuova amministrazione democratica.
“Poco più di dieci anni fa, mi sono arruolato in un esercito dove licenziarmi non era solo possibile, era la prassi. Ora, nel 2020, è illegale in America licenziare chiunque a causa di chi è o di chi ama. L’anello stesso che ho al dito riflette il modo in cui gli Stati Uniti possono cambiare”. Pete Buttigieg mostra la sua fede (afp)
‘Mayor Pete’ ha voluto ricordare nel suo discorso quella che per molti americani (soprattutto in campo repubblicano) è ancora una diversità. Un omaggio al marito Chasten, “un ragazzo carino e con un grande sorriso” conosciuto, di ritorno dalla guerra in Afghanistan, grazie ad un sito di incontri online come accade sempre più spesso ai millennials americani.
di MARCO ANSALDO, ALBERTO D'ARGENIO, ANAIS GINORI, ANTONELLO GUERRERA, TONIA MASTROBUONI, FILIPPO SANTELLI
Ha fatto un discorso breve ma efficace spiegando perché è importante non solo chiudere l’era di Donald Trump ma anche quella delle divisioni e del caos che hanno segnato l’America degli ultimi tempi. “Penso che sia molto importante per i democratici parlare di ciò per cui siamo a favore, non solo di ciò per cui siamo contro. Stiamo vivendo un momento straordinario, anche se oscuro, tormentato e impegnativo. E questo momento è anche un’opportunità unica”.
Ha posto una serie di domande, più o meno retoriche. “Ogni americano deve ora decidere. L’America può essere un posto dove la fede è la guarigione e non l’esclusione? Possiamo diventare un paese che sia all’altezza della verità e in cui anche la vita dei neri sia importante? Riusciremo a gestire le domande e i dubbi della scienza e della medicina rivolgendoci a scienziati e medici? Cosa faremo per rendere l’America una terra dove nessuno che lavori a tempo pieno possa vivere in povertà?”.
"Immaginate cosa potremmo realizzare con la coalizione che stiamo costruendo, radunando progressisti e moderati, indipendenti e anche 'ex repubblicani' per contribuire a creare un futuro al quale tutti appartengono?"
Ha ripetuto le parole che poco prima del discorso alla Convention aveva scritto con una email ai suoi numerosi fans che sperano di vederlo di nuovo candidato in un prossimo futuro. “Aggiungo la mia voce al coro degli americani che questa settimana hanno sostenuto la necessità di mettere fine all’era di caos, incompetenza, crudeltà e divisioni di Trump e di iniziare un cammino nuovo e migliore. È un momento decisivo della storia, una maggioranza di americani è già pronta per il cambiamento. Sta ora a noi galvanizzare questa maggioranza e lanciare una nuova era”.