"The Playful Paradigm", a Udine lo scambio tra generazioni è molto più di un gioco

L'Unione Europea, tramite il programma europeo Urbact, nel 2017 ha riconosciuto l'iniziativa del capoluogo friulano come "buona pratica europea" insieme ad altre 96 città del continente

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IL COMUNE di Udine sta lavorando con altre città europee - Viana do Castelo, Esplugues, Klaipeda e Cork - alla promozione di un modello di inclusione e coesione sociale che mette al centro l'elemento del gioco. Il progetto, che si intitola "The Playful Paradigm", si concentra su una serie di azioni confluite in una vera e propria strategia urbana che rende il gioco un elemento di connessione tra diverse generazioni, di riutilizzo temporaneo degli spazi pubblici, di stimolazione cognitiva per gli anziani e di recupero di spazi abbandonati, come quello trasformato in Ludoteca aperto a bambini, famiglie ed anziani. Questo modello si sta dimostrando particolarmente efficace per le connessioni che ha con tutta una serie di altre tematiche (dalla rigenerazione urbana all'invecchiamento attivo) e sta creando nuove economie urbane e spazi pubblici, come l'Archivio italiano dei giochi ospitato nell'ex macello riqualificato. "Udine, - spiega Giulia Manzan, assessore ai progetti europei del Comune di Udine - per la sua collocazione geografica e per la sua storia, fatta di contaminazioni, ha una vocazione naturale per la collaborazione con altri Paesi europei. Siamo quindi intenzionati a proseguire in questa direzione, per essere un punto di riferimento per altre città europee che vogliono puntare sul gioco come 'buona pratica' ". Abbiamo intervistato Agnese Presotto, coordinatore dell'iniziativa.

In che consiste il progetto "The Playful Paradigm"?

"I giochi offrono opportunità uniche per sostenere le sfide che le città contemporanee devo affrontare come l'invecchiamento della popolazione, i cambiamenti climatici, l'esclusione sociale, la transizione energetica. Il progetto Playful Paradigm lavora come "rete di trasferimento" della buona pratica sviluppata a Udine ormai da più di 20 anni. Il gioco è essenziale per lo sviluppo dei bambini, ma è importante anche per le persone anziane perché mantengono l'attività fisica e cognitiva e prevengono il decadimento cognitivo mentale. Le attività ludiche sono strumenti potenti se applicati nelle città. I giochi possono essere utilizzati come veicoli per lavorare e co-creare con la comunità locale soluzioni in quartieri svantaggiati o nelle scuole con gli studenti. Possono innescare la partecipazione della società civile, coinvolgendo cittadini e associazioni locali".

Che ruolo ha avuto l'Ue?

"L'Unione Europea, tramite il programma europeo Urbact, nel 2017 ha riconosciuto "Playful Paradigm" come "buona pratica europea" insieme ad altre 96 città in tutta Europa e successivamente ha promosso la formazione di "reti di trasferimento" delle buone pratiche e finanziato il progetto presentato dalla città di Udine, che è capofila di una di qeste reti. L'iniziativa si concentra su una serie di azioni confluite in una vera e propria strategia urbana che il Comune sta attuando da anni sotto l'egida del Progetto Città Sane (Organizzazione mondiale della sanità) e del Patto europeo dei sindaci per il clima e l'energia, che rende il gioco un elemento di connessione tra diverse generazioni, di riuso temporaneo degli spazi pubblici, di stimolazione cognitiva per gli anziani e di recupero di spazi abbandonati, come quello trasformato in Ludoteca aperto a bambini, famiglie ed anziani".

Cosa vi ha colpito di più di questa esperienza?

"L'idea era di avere uno spazio di incontro per famiglie, anziani, bambini, per tutti. La ludoteca è stata un'iniziativa che ha fornito risposte a esigenze concrete dei cittadini di essere soggetti attivi e non semplici spettatori passivi. Nel 2012 il Comune di Udine ha recuperato un edificio pubblico non in uso, nel centro della città facendolo diventare la sede della ludoteca. È un luogo dove non vi sono limiti di età, genere o lingua. È diventato l'emblema dell'inclusione sociale, della stimolazione cognitiva, dell'intrattenimento e dell'apprendimento permanente in città. Inoltre, Udine ha un ricco calendario annuale di eventi in cui i giochi e le strategie di "gamification" vengono messe in pratica. Ad esempio: CamminaMenti - Muovi le tue menti, con giochi per la prevenzione della demenza e l'inclusione delle persone anziane, così come la fiera annuale "Energia in gioco", dove bambini e famiglie imparano giocando come si risparmia energia, la Giornata mondiale dei giochi, il Pi greco Day, il Darwin Day, la biblioteca di libri viventi, iniziative di prevenzione e contrasto al gioco d'azzardo patologico, con il progetto "smart play- fai la mossa giusta". Questo modello si sta dimostrando particolarmente efficace per le connessioni che ha con tutta una serie di altre tematiche (dalla rigenerazione urbana all'invecchiamento attivo) e sta creando nuove economie urbane e spazi pubblici, come l'Archivio italiano dei giochi ospitato nell'ex macello riqualificato".

Quali sono le prospettive per il futuro?

"L'archivio italiano dei giochi è l'ultima evoluzione in ordine di tempo della strategia urbana di Udine basata sul gioco. Si trova all'interno di un'area di prorietà pubblica che ospitava l'ex macello comunale che è rimasta in disuso per molti anni e che grazie anche all'archivio dei giochi ha ripreso vita, diventando anche teatro di giochi all'aperto nel periodo primaverile ed estivo. Nel 2017, Udine ha lanciato l'Archivio nazionale dei giochi italiano con l'obiettivo di stabilire la prima classificazione italiana dei giochi tradizionali e moderni. L'attività iniziale dell'archivio dei giochi è stato finanziata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, mentre si affiderà anche al crowdsourcing nei prossimi anni".

Il progetto è realizzato con il contributo della Commissione Europea. Dei contenuti editoriali sono ideatori e responsabili gli autori degli articoli. La Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsivoglia uso fatto delle informazioni e opinioni riportate.