Dal mito di Enea alla tutela dell'ambiente: il modello Castro, la perla del Salento
di SARA FICOCELLI
Viaggio nella cittadina che secondo il mito ha accolto l'eroe in fuga da Troia, alla scoperta di percorsi recuperati anche grazie ai finanziamenti Ue. E per le sfide del dopo-Covid, nuovi fondi puntano sul "riposizionamento competitivo"
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RILANCIARE il turismo in un periodo storico come questo sembra più una sfida che un obiettivo concreto, eppure la Puglia, che durante l'estate appena trascorsa ha fatto man bassa di turisti insieme a Sardegna e Abruzzo, ha deciso di puntare proprio sulla scoperta del territorio e delle sue ricchezze per contrastare il grigiore di una crisi economica che sembra solo all'inizio.
Castro, piazza Perotti
L'Unione europea, in collaborazione con la Regione Puglia, in quest'ottica ha deciso investire, per il 2020, 860mila euro di fondi per "Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche". Siamo andati alla scoperta di Castro, considerata la perla del Salento, per capire da dove parte il rilancio del territorio e cosa occorre per trasformare un Comune di meno di 3000 abitanti in una destinazione ambitissima. E con circa 1 milione di extragettito ricavato per lo più grazie al turismo.
Il busto di Minerva, museo civico di Castro
Per inquadrare la Storia di questo centro esteso appena 4,4 km quadrati bisogna tornare al 1978, quando Castro era ancora una frazione del Comune di Diso, che di abitanti ne ha appena 980. Pressoché sconosciuto al turismo, il paese scontava secoli di povertà e un passato segnato, come quello di molti altri Comuni del Salento, dall'invasione del turchi, che intorno al 1500 cominciarono a razziare le coste pugliesi per fare incetta di schiavi.
Castro, passeggiata intorno alle mura
La decadenza di quello che allora era solo un borgo di pescatori è durata fino agli inizi degli anni '70, con l'inizio di un lento ma inesorabile periodo di rilancio dovuto al turismo dei "Vip", attratti dalla misterosa bellezza del luogo. Il 1978 è stato appunto l'anno della svolta, con l'indipendenza da Diso e l'avvio di un processo di recupero del patrimonio locale e conseguente scoperta del paese da parte dei turisti di tutto il mondo. Oggi Castro, pur contando appena 2400 abitanti, vanta il bilancio più florido della provincia di Lecce, con ben 1 milione di extragettito dovuto principalmente a turismo, parcheggi e piscina comunale. Un risultato straordinario, che ha fatto meritare al paese l'appellativo di "perla del Salento".
Campanule pugliesi sulle mura antiche di Castro
La visita al centro storico non può che partire da Piazza Perotti, intitolata al poeta del '900 - Armando Perotti - che qui si rifugiò per scrivere in solitudine e che, innamoratosi del paese, alle sue strade dedicò le sue poesie. Il borgo si trova a 123 metri sul livello del mare ed è molto probabilmente qui che ha avuto origine il mito di Enea, che quando fuggì da Troia con Anchise sulle spalle arrivò in un luogo nascosto con un grande tempio dedicato alla divinità.
Il busto di Minerva, museo civico di Castro
l ritrovamento della statua di Minerva, nel 2015, ha fatto largo all'ipotesi che il poeta Virgilio conoscesse l'esistenza di un santuario dedicato alla Dea sulla sommità di punta Mucurune a Castro, deduzione che fa del paese uno dei centri più importanti della storia antica non solo per il territorio salentino, ma per l'intero Mediterraneo. Il busto oggi è custodito nel Museo Archeologico "Antonio Lazzari" insieme a tante altre meraviglie che vanno dalla prestoria al medioevo.
Castro, mura messapiche
Tra mito e realtà, per comprendere la storia di Castro non si può insomma prescindere dal suo rapporto col mare. Dal punto di vista marittimo, il paese si trova sul 40esimo parallelo, che tecnicamente appartiene allo Ionio, ma dal punto di vista popolare ci troviamo nel basso Adriatico. Questa ambivalenza fa sì che il borgo abbia in qualche modo due anime, rappresentando, come pochi altri comuni del Salento, uno dei punti di congiunzione tra oriente e occidente.
Castro, passeggiata intorno alle mura
Il legame a doppio filo col Mediterraneo, del resto, è sancito prima di tutto dalla città fortificata, un tempo sede di prigioni e accampamenti e oggi suggestiva sede di concerti e iniziative culturali. Intorno al borgo vecchio si snoda una passeggiata ristrutturata proprio grazie a fondi Ue, realizzata tra il 2006 e il 2009 e premiata dal Centro studi locali come uno degli interventi di recupero meglio riusciti. Tra rigogliose palme di fichi d'India, alberi d'ulivo e scille marittime, il percorso abbraccia tutto l'anello intorno alle mura e ogni angolo è uno scorcio di colori e profumi che resta impresso nella memoria.
Castro, centro storico
La bellezza di Castro è stata talmente ben valorizzata, negli anni, che in paese oggi le case costano anche più di 2000 euro al metro quadro, tanto che spesso a potersele permettere sono soprattutto gli stranieri. La corsa all'acquisto da parte degli americani ha avuto inizio qualche anno fa grazie al passaparola e la richiesta è talmente alta che l'amministrazione, per non far perdere l'identità al centro storico, ha intenzione di realizzarvi un grande albergo diffuso controllato dal Comune. Pescatore al porto di Castro
Del resto, camminando con lo sguardo rivolto verso il mare, è impossibile non innamorarsi: le mura antiche sono ricoperte di campanule pugliesi, fiori color carta da zucchero inseriti nella lista rossa delle specie protette e capaci di crescere solo in determinate condizioni di umidità; la costa è un trionfo di piante mediterranee di ogni tipo, e si contano almeno una cinquantina di specie di fiori. Per proteggere l'ecosistema di Castro, così delicato e unico al mondo, sono stati approvati dei programmi regionali finanziati dalla Ue con l'obiettivo di contenere l'invasione dell'Ailanto, pianta infestante proveniente dalla Cina, molto pericolosa per gli scavi archeologici perchè capace di infiltrarsi con le radici in profondità, danneggiando i reperti. Castro, centro storico
Il centro storico, però, non è sempre stato il gioiellino che è oggi, anzi: fino al 2005 era abitato solo da anziani e spesso i cittadini lo usavano come discarica, depositando nei campi abbandonati ogni tipo di rifiuto. La rinascita è cominciata nel 2005 grazie all'interessamento del professore Francesco D'Andria, accademico dei Lincei e direttore degli scavi archeologici di Hirapolis in Turchia dove ha rinvenuto la Tomba di San Filippo: insieme agli archeologi della scuola di Specializzazione “Dinu Adamasteanu” di Lecce si attivò per riconoscere l'antica Civita Castrum Minervae, approdo di Enea, intuizione confermata dieci anni dopo dal ritrovamento della statua.
Castro, centro storico
Allontanandosi dalla parte antica, è possibile raggiungere la costa attraverso uno dei tanti sentieri millenari che abbracciano il paese: l'importanza di questi antichi percorsi è tale che l'Unione europea, negli anni, ha finanziato 600mila euro per il loro recupero, e fra tutti svetta per bellezza e importanza quello della Palombara, che porta all'omonima grotta. Poco distante degli scavi costosissimi - prima realizzati con finanziamenti europei e poi grazie a un sistema solidarietà da parte di donatori privati - hanno portato alla luce le antiche mura messapiche.
Castro, centro storico
Ultimo ma non ultimo, a meritare una visita è certamente la cattedrale del paese, dal maestoso altare barocco-leccese aggiunto ai tempi della Riforma Cattolica. Nella chiesa, il dinamismo si impone sulla staticità antica e due mondi - vecchio e nuovo, oriente e occidente - si contendono gli spazi. Il passato resiste immobile, come una promessa di grazia e rinascita. L'auspicio migliore per il futuro.