Torre del Cerrano: l'area marina è un paradiso di sostenibilità
di
Sara Ficocelli
Per conservare il parco abruzzese all'insegna del rispetto dell'ambiente è stato realizzato, con fondi Ue, il progetto "Dipinto Cerrano", pensato per rendere accessibili le infrastrutture, preservare la pineta e riqualificare le dune e il giardino mediterraneo
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ACQUE LIMPIDE, pini domestici e pini d'Aleppo, spiaggie dorate: con i suoi 7 km di coste, tre miglia nautiche di mare e dune sabbiose modellate dai venti, l'area marina protetta di Torre del Cerrano, in Abruzzo, è un piccolo paradiso affacciato sull'Adriatico dove la natura mantiene ancora intatto il suo equilibrio. È questo il regno del piccolo e raro Gasteropode dell’adriatico, del fratino e del giglio di mare, della Sabellaria halcocki (animale marino famoso per le biocostruzioni spettacolari) e del rarissimo Zafferanetto delle spiagge, nonché di gronchi, spigole, sogliole e saraghi, che in questi splendidi fondali sabbiosi trovano a sempre il loro ambiente ideale. L'indubbio fascino di questo luogo ha però messo seriamente in crisi, negli ultimi anni, il suo ecosistema, minacciato oggi da cambiamento climatico e da un turismo che nel 2017 ha portato qui 4900 visitatori e nel 2018 ben 5600. Lo Zafferanetto delle spiagge
Per conservare il parco abruzzese all'insegna della sostenibilità è stato realizzato, con fondi Ue, il progetto "Dipinto Cerrano", pensato soprattutto per rendere accessibili le infrastrutture, preservare la pineta - un ambiente unico in Italia e altamente simbolico per la Regione, creato un secolo fa da Luigi Corrado Filiani, possidente colto e lungimirante - e riqualificare le aree delle dune e del giardino mediterraneo. L’investimento totale è stato pari a 375mila euro, 300mila provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale.
"Il progetto, elaborato e attuato dall'area marina protetta di Torre del Cerrano, ha migliorato l'accessibilità, si è occupato della conservazione e manutenzione delle pinete litoranee, ha aggiornato il sistema di informazione e accoglienza turistica dei Comuni di Silvi e Pineto e ha creato infine un info point proprio nella sede di Torre di Cerrano; sono stati poi realizzati una Biblioteca del mare e gli innovativi allestimenti del Museo del Mare", spiega a Europa Italia il vice presidente della Regione Emanuele Imprudente, con delega ai parchi. La Torre del Cerrano
Dal punto di vista ambientale, l'area fa parte della Rete Natura 2000 e rappresenta un patrimonio in termini di biodiversità marina e costiera; l'educazione ambientale rappresenta non a caso uno degli obiettivi principali dell'iniziativa, che si è focalizzata sulla realizzazione di programmi didattici e divulgativi destinati a scuole, cittadini dei Comuni di Pineto e Silvi e visitatori. "Sono state formate figure professionali specializzate, 'Le guide del Cerrano', appunto, competenti in diversi ambiti, dalla biologia marina alla botanica all'archeologia", continua Imprudente.
Il nome stesso di questo tratto di costa sintetizza il rapporto tra l'Abruzzo, "Regione verde d’Europa", con oltre il 30% del territorio tutelato, e la natura: Cerrano è infatti il torrente che scende dalle colline di Atri - altra area protetta, famosa per i calanchi - e sfocia nella marina di Silvi, mentre la Torre, costruita nel 1568 dagli spagnoli, rappresentava un tempo un fondamentale baluardo di difesa della costa dai pirati saraceni. La pineta del Comune di Pineto
Affacciata fra le dune, la Torre oggi è completamente restaurata e ospita il Centro di biologia marina, a due chilometri dal centro di Pineto. Da dieci anni ormai è aperta al pubblico e negli ultimi tempi è diventata meta turistica per migliaia di visitatori, boom che in poco tempo ha trasformato l'area - stando alla Carta Europea del Turismo Sostenibile - nel primo parco marino certificato d'Europa: un riconoscimento prestigioso e altrettanto impegnativo, che può essere mantenuto e protetto solo orientando ogni singola azione - pubblica e privata - nella direzione dell'ecosostenibilità.
Il progetto è realizzato con il contributo della Commissione Europea. Dei contenuti editoriali sono ideatori e responsabili gli autori degli articoli. La Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsivoglia uso fatto delle informazioni e opinioni riportate.