Un’Oasi WWF in una app

Un’Oasi WWF in una app

Con il Fondo europeo per lo sviluppo regionale è stata sviluppata un’applicazione scaricabile su smartphone per accompagnare visitatori e visitatrici nel percorso escursionistico

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Visitare in autonomia un’area protetta con l’aiuto di un assistente virtuale. Si può fare ad Atri, in provincia di Teramo, grazie ai fondi europei messi a disposizione dalla Regione Abruzzo, che hanno reso ancora più accessibile la Riserva naturale regionale Oasi WWF Calanchi di Atri, uno dei paesaggi più suggestivi dell’area collinare adriatica.

Con il Fondo europeo per lo sviluppo regionale è stata sviluppata un’applicazione scaricabile su smartphone per accompagnare visitatori e visitatrici nel percorso escursionistico – un anello di sei chilometri – , lungo il quale sono fisicamente presenti 11 punti di interesse. In corrispondenza di queste postazioni, l’applicazione fornirà tutte le informazioni per garantire a chi si avventura nei Calanchi di Atri un’esperienza a 360 gradi.

Finanziato con poco meno di duecentomila euro, di cui circa 160 mila a valere sul Fondo europeo per lo sviluppo regionale 2014-2020, il progetto Enjoy Badlands si è concluso nel 2019 con il lancio di Picus, la prima app italiana che permette di esplorare in completa autonomia la riserva naturale dei Calanchi di Atri, ricevendo tutte le informazioni sulla zona della riserva che si sta visitando dall’istrice parlante Picus.

L’istrice è l’animale simbolo di quest’area protetta, che, oltre allo spettacolo offerto dai Calanchi, è anche ricca di biodiversità. A discapito delle espressioni con cui sono comunemente noti – “Bolge dantesche”, “Unghiate del Diavolo” – che li vorrebbero inospitali, in questi luoghi prosperano infatti flora e fauna. L’accezione negativa associata ai calanchi si ritrova, del resto, nel termine inglese che li designa – badlands, terre cattive – ripreso nel nome del progetto anche proprio per sfatare la falsa nomea tradizionalmente associata al paesaggio dei calanchi.

I calanchi sono delle formazioni derivate dall’azione erosiva dell’acqua piovana su terreni argillosi, che produce solchi sul fianco di colline e montagne, creando un caratteristico paesaggio dall’aspetto brullo. Sebbene, come si legge sul sito del WWF, i calanchi siano presenti in numerose zone collinari dell’Abruzzo, “solo ad Atri caratterizzano così fortemente il paesaggio”, davvero unico al mondo per come si presenta in questa porzione di territorio.

Oltre ai calanchi, qui l’ambiente naturale è molto diversificato, con molteplici habitat che coesistono uno accanto all’altro in poco spazio: sono infatti presenti fossi, laghetti, e boscaglia dove vivono indisturbate, tra gli altri, numerose specie di rapaci, lepri e lupi.

Un paesaggio che merita di essere non solo tutelato, ma anche valorizzato, insieme a tutte le sue ricchezze: come i capperi e la liquirizia, autentiche eccellenze della zona. Grazie a Picus, è ora sempre visitabile, anche al di fuori dei tour organizzati, venendo incontro persino a soste non programmate di viaggiatori e viaggiatrici di passaggio.

L’innovazione rappresentata da Picus si accompagna alla vasta offerta di appuntamenti naturalistici e culturali della Riserva: oltre alle escursioni – dalle più classiche a quelle nelle serate di luna piena – è possibile partecipare tutto l’anno a laboratori, degustazioni enogastronomiche, rassegne letterarie, spettacoli teatrali e concerti direttamente nell’Oasi, che diventa così un luogo da scoprire e da vivere, oltre che da proteggere.

https://riservacalanchidiatri.it/

Il progetto è realizzato con il contributo della Commissione Europea. Dei contenuti editoriali sono ideatori e responsabili gli autori degli articoli. La Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsivoglia uso fatto delle informazioni e opinioni riportate.

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