Rivoluzionare l'agricoltura con la chimica verde
Ridisegnare il futuro dell'agricoltura nelle aree marginali del Centro e Sud Italia grazie alla chimica verde. Lo stiamo facendo attraverso il supporto dell’Unione europea, con il finanziamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione relativo alla programmazione 2014-2020.
Il progetto si chiama Cometa - Colture autoctone mediterranee e loro valorizzazione con tecnologie avanzate di chimica verde e ha avviato una sperimentazione della durata di 42 mesi per dimostrare che la chimica verde può essere uno strumento strategico per valorizzare la specificità dei territori attraverso colture autoctone. Uno dei modi per rendere lo sviluppo economico sostenibile.
I risultati del progetto sono stati presentati durante la conferenza presso la sede di Caserta del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria - Centri cerealicoltura e colture industriali (CREA-CI) nell’aprile del 2022.
Cometa è stato coordinato da Novamont, azienda leader a livello mondiale nello sviluppo e nella produzione di bioplastiche e bioprodotti, con laboratori di ricerca a Novara, Terni e Piana di Monte Verna, in provincia di Caserta. In qualità di partner hanno contribuito Bioagritest - Centro interregionale di diagnosi vegetale, l’Istituto agronomico mediterraneo (CIHEAM), il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e l’Università degli studi di Sassari.
Lo studio di Cometa si è concentrato su sistemi colturali cosiddetti non-food e “multi-purpose”, come cardo, cartamo e brassicaceae, che si prestano a essere coltivati in aree a rischio di erosione e desertificazione, inquinate o male utilizzate. In particolare, la sperimentazione ha interessato alcune zone di Campania, Sardegna, Lazio, Sicilia e Umbria, dove, grazie a tecnologie avanzate di chimica verde a basso impatto, le diverse frazioni di queste colture (semi, radici, fusto, foglie) sono state convertite in bioprodotti per il comparto agricolo e industriale, tra cui bioprodotti per mangimistica per animali, bioplastiche, bioinsetticidi, ingredienti per la cosmesi e la nutraceutica, biostimolanti e compost per l’agricoltura.
L’idea alla base di Cometa è quella di generare un impatto positivo in termini economici per i territori più marginali attraverso l’attivazione di filiere agroalimentari virtuose.
I risultati ottenuti sono stati oggetto di oltre venti pubblicazioni scientifiche e diversi brevetti, a dimostrazione dell’efficacia e dell'innovatività del progetto, che offre un modello replicabile per lo sviluppo di pratiche agricole sostenibili che possono generare benefici ambientali, sociali ed economici.
(A cura di FGB)
Il progetto è realizzato con il contributo della Commissione Europea. Dei contenuti editoriali sono ideatori e responsabili gli autori degli articoli. La Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsivoglia uso fatto delle informazioni e opinioni riportate.