Ampliare l’offerta culturale con i fondi europei

Ampliare l’offerta culturale con i fondi europei

Per realizzare l’intervento, il MANN ha ricevuto 5.884.834,00 euro di finanziamenti, di cui 4.053.192,75 euro sono risorse da attribuire ai finanziamenti della Politica europea di Coesione

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Fra i principali obiettivi dell’Unione europea c’è quello di rendere la cultura accessibile a tutte le persone dal punto di vista delle infrastrutture chiave per la sua fruizione, prime fra tutte i musei. Grazie al Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020 gestito dalla Regione Campania, il Museo archeologico nazionale di Napoli (MANN), uno dei più importanti e antichi musei del mondo, ha intrapreso un'ambiziosa iniziativa di restauro e valorizzazione. Fra i numerosi interventi previsti, c’è l’ampliamento del cosiddetto "Braccio Nuovo", per trasformarlo in un’area chiave per l’offerta di servizi a chi visita il museo e le sue collezioni.

Per realizzare l’intervento, il MANN ha ricevuto 5.884.834,00 euro di finanziamenti, di cui 4.053.192,75 euro sono risorse da attribuire ai finanziamenti della Politica europea di Coesione.

Per l’eccezionale valore e la ricchezza del patrimonio custodito al suo interno, il Museo archeologico nazionale di Napoli è il massimo punto di riferimento in Italia per le opere d’arte e i manufatti archeologici, oltre che uno dei più importanti al mondo, soprattutto per quanto riguarda l’arte romana; la sua collezione egizia è invece la terza al mondo per importanza, dopo quelle del Museo egizio del Cairo e di quello di Torino. Il MANN è anche fra i primi musei a esser stati costituiti in Europa, essendo ospitato all’interno di uno dei più imponenti palazzi monumentali di Napoli – palazzo degli Studi, costruito nel 1585.

Il museo nacque su iniziativa dei Borbone, in particolare di Carlo e poi di suo figlio, Ferdinando IV, al quale si deve l’idea di riunire all’interno dell’attuale edificio che ospita il museo due importanti collezioni di reperti archeologici: la collezione Farnese, formata da reperti provenienti da Roma e dintorni, così chiamata perché ereditata da Carlo di Borbone da sua madre, Elisabetta Farnese; e le cosiddette collezioni pompeiane, costituite da reperti rinvenuti in seguito alle esplorazioni promosse da Carlo nelle città vesuviane di Pompei ed Ercolano, sepolte dall’eruzione vulcanica del 79 d.C.

Fra il Settecento e l’Ottocento, il palazzo fu sottoposto a una lunga fase di lavori di ampliamento e ristrutturazione che permisero un ulteriore arricchimento delle collezioni del Museo, che, nel 1860, è diventato nazionale.

Oggi, l’intervento realizzato grazie ai fondi europei prevede la creazione, all’interno del Braccio Nuovo, di nuovi spazi multifunzionali per ampliare l'offerta culturale del MANN e rendere l’intera esperienza di visita più vicina alle esigenze delle persone.

In particolare, l’opera di ristrutturazione del Braccio Nuovo consiste nel completamento di quattro livelli fuori terra. La sfida principale è quella di conservare la facciata storica che affaccia sul cortile posteriore, integrando nuovi spazi funzionali e moderni che rispettino e valorizzino l'architettura esistente. Con gli interventi si prevede poi di ricavare spazio aggiuntivo per le nuove funzionalità del museo.

Con i suoi 1.250 metri quadrati di superficie distribuiti su quattro piani, il Braccio Nuovo sarà in grado di ospitare un auditorium moderno e attrezzato per conferenze, seminari ed eventi culturali, una biblioteca specializzata e una fototeca, oltre ai nuovi locali per bar e caffetteria. Altri spazi saranno invece dedicati all'allestimento di mostre temporanee e alla sezione didattica, che include una sala multifunzionale pensata per accogliere scolaresche e gruppi per attività educative e interattive.

Proiettandosi verso il futuro, il MANN si conferma così non solo custode, ma anche promotore attivo della cultura, dimostrando come i fondi europei possono essere efficacemente impiegati per conservare, promuovere e valorizzare l’eredità storica e artistica.

(A cura di FGB)

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