Micro4Food, un’eccellenza europea nella ricerca sugli alimenti

Micro4Food, un’eccellenza europea nella ricerca sugli alimenti

Il progetto ha ricevuto un finanziamento di 1.734.031,76 euro tramite il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020 gestito dalla Regione Trentino Alto-Adige

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Studiare bevande e alimenti per migliorarli e innovarli, assicurandosi che siano di alta qualità.

È quello che fanno i ricercatori e le ricercatrici di Micro4Food, il Laboratorio di microbiologia degli alimenti della Libera Università di Bolzano, che ha ricevuto un finanziamento di 1.734.031,76 euro tramite il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020 gestito dalla Regione Trentino Alto-Adige per sviluppare una piattaforma di proteomica microbica e alimentare che consenta l'innovazione, la sostenibilità e l'autenticazione di processi e prodotti.

Diretto dalla Professoressa Raffaella Di Cagno e dal Professor Marco Gobbetti, il Laboratorio si trova nel parco tecnologico NOI di Bolzano Sud, e rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale, soprattutto nel campo della ricerca sulla lievitazione naturale.

Il Laboratorio Micro4food consta infatti di sei laboratori interconnessi, dove la ricerca si sviluppa su due aree principali: la prima si concentra sulle “fermentazioni alimentari”, con l'obiettivo di sviluppare nuovi prodotti con migliori proprietà nutrizionali e soluzioni per sfruttare scarti e sottoprodotti della produzione alimentare. La seconda, “l'asse dieta-essere umano”, lavora invece per modellare e assemblare il microbioma intestinale umano in risposta alle abitudini alimentari e ad alimenti fermentati studiati ad hoc.

La piattaforma di Micro4Food unisce diversi campi di ricerca legati alle scienze alimentari: trasformazione alimentare, biotecnologie, microbiologia e tecnologie omiche. L’obiettivo è quello di sviluppare nuove soluzioni per garantire ad alimenti e bevande standard di elevata qualità, in linea con le aspettative delle aziende e di consumatori e consumatrici.

Le scienze omiche contribuiscono in maniera significativa a diversi settori della ricerca. Si tratta di quelle discipline – come la genomica, la proteomica e la metabolomica – che utilizzano tecnologie di analisi che consentono, in breve tempo e a costi ridotti, di produrre grandi quantità di dati a livello molecolare, utili per la descrizione e l’interpretazione dei sistemi biologici.

Fra queste, la proteomica, che si occupa dell'identificazione delle proteine sintetizzate nelle cellule o nei tessuti degli organismi, è in grado di offrire un approccio olistico allo studio del microbioma gastrointestinale in risposta alla dieta, e del miglioramento della qualità degli alimenti.

Oltre a consentire lo sviluppo della piattaforma Micro4Food, il finanziamento europeo ha dato un importante contributo alla realizzazione dei laboratori stessi e all’acquisto delle attrezzature. Fra queste c’è lo SHIME, che riproduce il tratto intestinale umano su scala di laboratorio. Uno strumento di cui esistono pochi esemplari in Italia, grazie al quale ricercatori e ricercatrici possono produrre risultati all’avanguardia, anche grazie al supporto che i fondi europei assicurano alla ricerca scientifica.

(A cura di FGB)

Il progetto è realizzato con il contributo della Commissione Europea. Dei contenuti editoriali sono ideatori e responsabili gli autori degli articoli. La Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsivoglia uso fatto delle informazioni e opinioni riportate.

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