Jessica, 25 anni, studentessa di Giurisprudenza: "L'Europa dovrebbe avere un linguaggio meno burocratico"

Jessica, 25 anni, studentessa di Giurisprudenza: "L'Europa dovrebbe avere un linguaggio meno burocratico"
"Conferenza per il futuro dell'Europa", parla una delle più giovani cittadine coinvolte nel dibattito: "Prima di questa esperienza immaginavo le istituzioni europee come qualcosa di chiuso, una bolla sopra le nostre teste"
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FAVORIRE una partecipazione più attiva dei cittadini all'interno del processo decisionale dell'Ue è uno degli obiettivi della Conferenza per il futuro dell'Europa, una serie di dibattiti e discussioni che consentiranno agli europei di condividere le proprie proposte e contribuire a plasmare il futuro comune. Protagonisti di questo grande esercizio democratico paneuropeo anche tanti giovani, estratti a sorte per proporre nuove idee. Tra di loro c'è Jessica Calabrese, venticinquenne che vive a Milano, dove studia Giurisprudenza.

"L'esperienza è stata positiva, interessante, ricca di spunti su cui riflettere", racconta. "Ciascun partecipante ha avuto modo di esporre le proprie idee e confrontarsi con altri cittadini provenienti dalle diverse nazioni. Il panel 2, dedicato a valori e diritti, stato di diritto, sicurezza e democrazia europea, si è svolto nel rispetto reciproco e all'insegna dell'armonia".

Con il suo gruppo di lavoro Jessica ha elaborato una serie di raccomandazioni che puntano a favorire una partecipazione più attiva dei cittadini all'interno dei processi decisionali in Ue. "La nostra proposta è quella di creare un'assemblea permanente di cittadini - scelti casualmente all'interno della popolazione europea - che, riunendosi periodicamente, partecipi al dibattito politico sui temi rilevanti del momento. Abbiamo previsto anche la possibilità di interventi da parte di esperti, così da fornire a tutti i partecipanti una visione chiara e puntuale delle materie trattate di volta in volta".

La Conferenza rappresenta una sorta di nuovo forum pubblico, per un dibattito aperto, inclusivo e trasparente con i cittadini su una serie di priorità e sfide fondamentali. "Mi sono trovata d'accordo con gli altri partecipanti sulla necessità di incrementare le notizie riguardanti l'Ue: le informazioni relative alle istituzioni europee e alle decisioni assunte dovrebbero essere accessibili a tutti e avere un linguaggio non troppo tecnico-burocratico; e inoltre credo che i media dovrebbero prevedere appositi spazi da dedicare alle notizie sull'Europa". Le proposte che verranno presentate in sede di sessione plenaria sono quelle che hanno ottenuto almeno il 70% dei voti favorevoli espressi dai "panelisti".

"Prima di questa esperienza - conclude Jessica - percepivo la Ue come un'istituzione chiusa, poco incline al dialogo diretto con i cittadini. La immaginavo come una bolla sopra le nostre teste che aveva bisogno di essere scoppiata. Oggi credo ad una sua maggiore apertura verso le opinioni provenienti 'dal basso'. Anche se c'è ancora molta strada da fare per rendere i meccanismi di democrazia europei davvero partecipativi".