Rita Zagaglia: "Sogno un'Europa in cui la tecnologia ci unisca in ogni campo, dalla salute all'ecologia"

Rita Zagaglia: "Sogno un'Europa in cui la tecnologia ci unisca in ogni campo, dalla salute all'ecologia"
I panel europei di cittadini sono un elemento chiave della Conferenza sul futuro dell'Europa. Ne sono stati organizzati quattro, per consentire ai cittadini di riflettere insieme sul futuro che vogliono per l'Unione europea
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Per Rita è iniziato tutto come uno scherzo. "Quando ho ricevuto la prima telefonata a giugno dell'anno scorso - racconta - per partecipare alla Conferenza credevo che fosse una di quelle forme pubblicitarie per vendere prodotti impossibili, magari attirandoti con un viaggio. Dopo pochi giorni ho ricevuto una mail dal Parlamento europeo e mi sono resa conto che si trattava di altro".

Rita Zagaglia ha 65 anni, vive a Osimo, in provincia di Ancona, e prima della pensione era insegnante di scuola Primaria. È anche lei una delle cittadine estratte a sorte per partecipare alla Conferenza sul futuro dell'Europa.

"La mia esperienza - spiega - è stata molto positiva dal punto di vista emotivo. Varcare la soglia dell'enorme edificio del Parlamento ed entrare nell'emiciclo è stata un'emozione forte, da brividi. Sedermi accanto a cittadini che provenivano da altri Paesi europei e poter comprendere, nella mia lingua, quali fossero i loro problemi e le loro difficoltà è stata un'emozione indimenticabile. Il lavoro delle e degli interpreti è stato davvero encomiabile. Sono fiera di aver partecipato a questo evento che prima d'ora non si era svolto a livello europeo e di poter raccontare che a 'quella prima volta...' c'ero anch'io. Ho apprezzato molto la disponibilità del personale che ci ha accolto ovunque mi sia recata, negli eventi in presenza e durante gli incontri on line. Tutto super organizzato e ordinato".

I panel europei di cittadini sono un elemento chiave della Conferenza sul futuro dell'Europa. Ne sono stati organizzati quattro per consentire ai cittadini di riflettere insieme sul futuro che vogliono per l'Unione europea.

"Ci è stato chiesto, a 360°, come avremmo voluto che fosse per noi l'Europa. Ricordo ancora - continua - il disegno che la coordinatrice bulgara del mio sottogruppo aveva chiesto di fare a tutti noi. Io ricordo di aver disegnato e parlato di lavoro per i giovani, della possibilità di studiare, di fare ricerca e di viaggiare nei vari Paesi europei, facendo in modo che la tecnologia ci unisca in ogni campo, dalla salute all'ecologia. Ho parlato di accoglienza e di tolleranza ma anche di economia e agricoltura sostenibile. Ho anche presentato un'associazione di cui faccio parte - Il Baratto - come spunto di economia circolare".

Rita vorrebbe che l'Europa offrisse alle nuove generazioni la possibilità di vivere in luoghi più sicuri anche dal punto di vista ambientale e la libertà di spostarsi liberamente per rafforzare la ricerca e creare lavoro, insomma che tutti possano trovare il loro posto. "Sono convinta - spiega - che l'accoglienza sia una ricchezza e una marcia in più per una società che vuole davvero crescere e bandire quell'individualismo che ci acceca".

Venti rappresentanti di ciascun panel europeo di cittadini, almeno un terzo dei quali sotto i 25 anni, partecipano alla plenaria presentando i risultati delle loro discussioni sotto forma di raccomandazioni e dibattendoli con gli altri partecipanti.

"Le proposte che mi hanno particolarmente colpito - continua Rita - sono quelle che riguardano la sensibilità verso stili di vita sani per tutte le età. Ho trovato importante che fin dalla scuola dell'infanzia si educhi a un'alimentazione corretta, all'attività fisica, a un rapporto diretto con la natura. Io vivo in una città di circa 30 mila abitanti, tra gli Appennini, le colline marchigiane e la costa adriatica, e mi è stato possibile prendere parte a numerose esperienze ambientali con i bambini delle classi con cui ho lavorato. Ho partecipato a molti progetti su alimentazione, ambiente, conoscenza del territorio e spero di aver lasciato qualche seme ai giovani di domani. Famiglia e scuola, se camminassero assieme, sarebbero ottime maestre di vita. In senso negativo sono stata colpita dalla proposta di un cittadino tedesco che, se ho ben capito, proponeva un'Europa guidata da un solo Paese solido dal punto di vista economico e che legiferasse per tutti gli altri. Solo a guida tedesca si poteva avanzare con risultati positivi. Sono rimasta basita!".

I panel tengono conto dei contributi raccolti nel quadro della Conferenza attraverso la piattaforma digitale multilingue e alimentano i lavori della sessione plenaria della Conferenza mediante la formulazione di una serie di raccomandazioni a cui l'Unione dovrà dare seguito.

"Le proposte selezionate - continua Rita - sono quelle che abbiamo votato all'ultimo panel di Varsavia domenica 9 gennaio. Le ho lette prima di votarle e anche dopo. Le più "gettonate" sono quelle riguardanti la protezione dell'ambiente e della salute (ambiente naturale sano - biodiversità - cibo sano e sicuro) oltre alla possibilità di offrire a livello europeo un accesso alla salute per tutti, anche per i meno abbienti e il covid ce l'ha dimostrato (rafforzare il sistema sanitario - comprensione più ampia della salute - accesso equo alla salute per tutti). Io mi sono trovata molto d'accordo con queste raccomandazioni votate, ma trovo che anche gli altri tre flussi con i relativi substream siano validi".

Prima di questa esperienza Rita non aveva una buona opinione dei meccanismi di democrazia europea. "Penso che sia molto complicato mettere d'accordo democraticamente chi non sa governare nel proprio Stato. Figuriamoci metterne d'accordo 24!", conclude.