Teresa Ermenegilda Curatelo: "L'Ue sanzioni i Paesi membri che delocalizzano la produzione"

Teresa Ermenegilda Curatelo: "L'Ue sanzioni i Paesi membri che delocalizzano la produzione"
Parla una delle cittadine selezionate per partecipare alla Conferenza sul futuro dell'Europa. I panel sono 4, ognuno costituito da 200 cittadini scelti in modo casuale dai 27 Stati membri
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Teresa Ermenegilda Curatelo ha 55 anni, vive a Milano ed è direttore amministrativo in una onlus che si occupa di anziani e disabili: è una delle cittadine estratte a sorte per partecipare alla Conferenza sul futuro dell'Europa all'interno del panel 4, dedicato all'Europa nel mondo e alla migrazione. I panel sono 4, ognuno costituito da 200 cittadini Ue, scelti in modo casuale e provenienti dai 27 Stati membri, rappresentativi della diversità dell'Europa in termini di origine geografica (cittadinanza e contesto urbano/rurale), genere, età, contesto socioeconomico e livello di istruzione.

"Considero questa esperienza molto importante", spiega. Il confronto con gli 'europei', è stato molto bello, arricchente e di grande apertura verso le problematiche che accomunano gli Stati membri. Quanto al panel di discussione, trovo umiliante e dequalificante dal punto di vista umano il confluire di tutti questi immigrati senza un vero progetto di integrazione nelle società che li accolgono e ritengo doveroso il coinvolgimento della Ue in questo senso, così fa poter fare qualcosa che li aiuti nei loro Paesi di origine. Credo anche che l'Europa dovrebbe sanzionare tutti i Paesi membri che delocalizzano la produzione nelle nazioni più povere, sfruttando il lavoro minorile e non rispettando l'ambiente".

Tra le proposte che hanno colpito di più Teresa, quella della creazione di un "esercito europeo" capace di contrastare l'immigrazione clandestina. I panel terranno conto dei contributi raccolti attraverso la piattaforma digitale della Conferenza e presenteranno un contributo in sede di sessione plenaria. "Non sappiamo ancora quali saranno le proposte selezionate", conclude Teresa. "Stiamo ultimando le varie 'raccomandazioni'. Capiremo di più a Maastricht, durante la terza sessione prevista dall'11 al 13 febbraio. prima di questa esperienza consideravo l'Europa qualcosa di molto distante, di élite. Ora la sento molto vicina ai cittadini e interessata ai bisogni, alle idee, alle aspettative degli appartenenti alla Comunità Europea".