Dai partecipanti alla Conferenza sul Futuro dell’Europa giunge un grido forte e chiaro, oggi fino alla plenaria straordinaria di Bruxelles. “Solidarietà alle persone in Ucraina”. Le ultime 48 raccomandazioni sono arrivate domenica dal Panel 1 su Economia più forte, la giustizia sociale e l'occupazione; Istruzione, cultura, gioventù e sport; e Trasformazione digitale. Non si parlava di sicurezza, né di Unione europea nel mondo, eppure quando c’è di mezzo una guerra inevitabilmente qualunque aspetto delle vite delle persone viene travolto. Si tratta dell’ultima serie di raccomandazioni che stavamo aspettando, e l’unico panel che si è riunito dopo l’attacco della Russia sui territori ucraini.
La preoccupazione di cittadini e cittadine porta un segno di speranza verso il futuro, che si tinge di alcuni tratti di consapevolezza. Nelle situazioni di crisi, c’è bisogno di occuparsi prioritariamente delle persone più vulnerabili. “Raccomandiamo che in caso di una crisi grave (per esempio crisi sanitaria, guerra, ecc.) siano pronti piani ben preparati con scenari dettagliati per ridurre l'impatto sui giovani nei loro studi, nella formazione professionale, sul benessere mentale”, dicono i cittadini del panel 1. Le cosiddette “soft skill” sono menzionate subito sopra, e sono descritte come capacità di stare in ascolto dell’altro, restare curiosi. Un auspicio di costruzione di identità libere da stereotipi, nel rispetto delle diversità di cui ciascuno e ciascuna di noi è portatrice.
Scuola e sport sono certo al centro delle raccomandazioni del Panel 1, ma non solo come mandato, anche con l’idea che l’istruzione, la cultura e le manifestazioni sportive inclusive siano spazi e tempi di costruzione di cittadinanza. Una cittadinanza europea. Con lo stesso spirito, quello di non lasciare nessuno indietro e costruire un’Unione europea più equa, si presentano le raccomandazioni su una strategia fiscale comune e un accordo su un salario minimo commisurato al costo della vita nei differenti Stati membri.
Colpisce anche, ora che le raccomandazioni di tutti e quattro i panel sono state pubblicate, l’attenzione allo sviluppo di policy e provvedimenti tutti all’insegna della sostenibilità. In ogni parte, e dove possibile, un richiamo al contatto con l’ambiente, al benessere che da esso se ne trae, al recupero di una relazione più intima, meno distaccata, e familiare con l’ambiente che erode quella più antica e disastrosa di risorsa da consumare a beneficio umano. Ottanta rappresentanti – 20 per ciascuno dei quattro panel, di cui almeno un terzo ha un'età compresa tra i 16 e i 25 anni – sono stati incaricati di rappresentare i panel alla conferenza plenaria, dove saranno formulate le proposte finali della conferenza.
Due quattro panel, quelli su Democrazia, valori e diritti europei, stato di diritto e sicurezza; e Cambiamento climatico, l'ambiente e la salute sono stati discussi in plenaria il 21 e 22 gennaio. Il panel su Unione europea nel mondo e Migrazione; e Economia più forte, la giustizia sociale e l'occupazione; Istruzione, cultura, gioventù e sport; e Trasformazione digitale troveranno il loro spazio di discussione probabilmente a Strasburgo l'11-12 marzo. Le proposte finali della plenaria saranno presentate al comitato esecutivo della Conferenza sul Futuro dell’Europa in primavera.
I contributi collezionati anche sulla piattaforma online della Conferenza sul Futuro dell’Europa entro il 20 febbraio, saranno inclusi in una relazione finale il 17 marzo. Tuttavia, la possibilità di presentare contributi sulla piattaforma rimane aperta, per permettere che il dibattito continui online, e i contributi introdotti dopo il 20 febbraio saranno inclusi in un rapporto finale previsto in uscita per la Festa dell’Europa il 9 maggio.