"Esistono eccellenti scuole di musica in Europa che collaborano anche attraverso Erasmus e vari programmi di networking e organizzano scambi nell'ambito delle loro opportunità, ma purtroppo non esiste un'istituzione che riunisca le diverse culture e tradizioni musicali europee e dia loro uno spazio adeguato. In particolare, la 'musica classica', ma anche quella jazz, rock e pop, sono molto importanti nella formazione dei giovani musicisti, sia pratici che teorici. In questo caso, un'Accademia europea della musica potrebbe colmare la lacuna necessaria per dedicarsi alle diversità delle culture musicali europee, nel contesto di studi o progetti, promuovendo e mostrando incontri e concerti interculturali e transculturali. Un'istituzione di questo tipo potrebbe inoltre fungere da archivio vivente della storia musicale del continente". A lanciare la proposta, nella sezione online della Conferenza sul Futuro dell'Europa dedicata a Cultura e educazione, è il cittadino Jacob Przemus. La Conferenza mette infattia disposizione di tutti una piattaforma digitale multilingue, dove è possibile condividere idee e inviare contributi online che vengono poi raccolti, analizzati, monitorati e pubblicati.
Per indicare la musica dei diversi popoli si usa l’aggettivo “etnica”, parola di origine greca - da "ethnos" - che significa "tipica del popolo". Questa musica, detta anche popolare o folcloristica, rispecchia le usanze, le tradizioni e il pensiero della gente e viene utilizzata nelle occasioni più importanti della vita o in occasione di celebrazioni sociali e religiose. Le tipologie di musica etnica presenti in Europa sono moltissime, dalla musica spagnola a quella zigana tipica dell'Ungheria, fino a quella dei balcani e dell'area mediterranea, passando per la musica celtica.
Tutti i contributi ricevuti sulla piattaforma verranno valutati entro la data del prossimo rapporto, previsto per il 17 marzo, e alimenteranno le plenarie finali della Conferenza e le riunioni dei gruppi di lavoro. La possibilità di contribuire sulla piattaforma rimarrà tuttavia aperta anche dopo, così da permettere al dibattito di continuare online. Un rapporto che riassumerà i contributi successivi verrà poi preparato dopo il 9 maggio.