La cultura dell'equità di genere: in Basilicata un progetto sull'empowerment femminile

La cultura dell'equità di genere: in Basilicata un progetto sull'empowerment femminile
Due le giornate dedicate: il 27 aprile dalle 9 alle 12:30 e il 6 maggio dalle 16:30 alle 18:30. Entrambi gli eventi si terranno nell'Aula Magna dell'Università degli Studi della Basilicata a Potenza
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Il rispetto dell’identità di genere è il punto di partenza fondamentale per il superamento delle differenze e il contrasto delle diseguaglianze, in una sintesi sempre nuova, avanzata e inclusiva, capace di rispondere alle sfide poste dalla crescente complessità della società di oggi. Proprio per questo il raggiungimento dell'uguaglianza e dell'emancipazione di tutte le donne e delle ragazze è uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di Agenda 2030, nonché uno dei punti di ripartenza per l’Italia previsto nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Coerentemente con questo presupposto l'Università degli Studi della Basilicata promuove processi culturali non discriminatori e progetti che promuavono azioni di empowerment femminile, creando situazioni di incontro con donne che rappresentino dei modelli a cui guardare (c.d. female role modeling), non rivolti esclusivamente a un pubblico femminile, e da cui uomini e donne possano imparare.

Nell'ambito della Conferenza sul Futuro dell'Europa, prossimamente si terranno due giornate dedicate: la prima il 27 aprile dalle 9 alle 12:30 e la seconda il 6 maggio dalle 16:30 alle 18:30. Le iniziative - entrambe previste nell'Aula Magna dell'Università degli Studi della Basilicata a Potenza - si terranno mediamente una volta al mese, saranno aperte al pubblico e puntano a coinvolgere in primo luogo i giovani, sia universitari che delle scuole secondarie superiori.

In particolare, l'incontro di aprile vedrà come relatrice la biologia Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di MicroBioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa), mentre quello di maggio la giornalista e scrittrice Imma Vitelli, già inviata di guerra in Siria e in Libano.

Il progetto, di cui è responsabile la docente Aurelia Sole, in collaborazione con i colleghi Donatella Caniani e Nicola Cavallo, rappresenta il contributo dell'Università degli Studi della Basilicata alla Conferenza.