Gli ucraini inventano il drone-lupara
L’ultima invenzione bellica degli ucraini è il drone-lupara. Un velivolo telecomandato dotato di un doppio fucile a canna liscia, estremamente simile all’arma tradizionale della mafia siciliana. La sua missione è quella di intercettare i droni russi, frantumandoli con una scarica di pallettoni.
I primi prototipi di questo modello sono stati sperimentati alla fine del 2024 dalla Lesia, una società noprofit ucraina che raccoglie donazioni e progetta sistemi militari: ora vengono distribuiti ai reparti di Kiev, come la 30ma brigata “Dei Gratia” che ha filmato l’azione. L’azienda SkyDefenders invece ha costruito un aeroplanino ad ala fissa, sempre radicomandato, con ben quattro fucili nel muso.
Dalla scorsa estate russi e ucraini hanno cominciato a usare fucili da caccia o a pompa come strumento per affrontare i droni: il raggio d’azione è limitato a pochi metri, ma le cartucce disperdono una rosa di pallini o pallettoni molto ampia.
I quadricotteri killer sono costruiti in plastica: basta un minuscolo colpo a segno sull’elica per farli cadere o deviarli dalla rotta fissata. Inoltre si tratta dell’unica difesa a disposizione dei singoli soldati contro i droni pilotati tramite cavi in fibra ottica, che sono immuni dai disturbatori di frequenze.
Alcune “noprofit belliche” ucraine – come il collettivo Wild Hornet – hanno prodotto quadricotteri armati di kalashnikov o di lanciarazzi rpg, ma si trattava di apparecchi destinati ad assaltare obiettivi a terra. Ora invece la priorità è liberare il cielo dalle macchine volanti nemiche.
Di Gianluca Di Feo
I primi prototipi di questo modello sono stati sperimentati alla fine del 2024 dalla Lesia, una società noprofit ucraina che raccoglie donazioni e progetta sistemi militari: ora vengono distribuiti ai reparti di Kiev, come la 30ma brigata “Dei Gratia” che ha filmato l’azione. L’azienda SkyDefenders invece ha costruito un aeroplanino ad ala fissa, sempre radicomandato, con ben quattro fucili nel muso.
Dalla scorsa estate russi e ucraini hanno cominciato a usare fucili da caccia o a pompa come strumento per affrontare i droni: il raggio d’azione è limitato a pochi metri, ma le cartucce disperdono una rosa di pallini o pallettoni molto ampia.
I quadricotteri killer sono costruiti in plastica: basta un minuscolo colpo a segno sull’elica per farli cadere o deviarli dalla rotta fissata. Inoltre si tratta dell’unica difesa a disposizione dei singoli soldati contro i droni pilotati tramite cavi in fibra ottica, che sono immuni dai disturbatori di frequenze.
Alcune “noprofit belliche” ucraine – come il collettivo Wild Hornet – hanno prodotto quadricotteri armati di kalashnikov o di lanciarazzi rpg, ma si trattava di apparecchi destinati ad assaltare obiettivi a terra. Ora invece la priorità è liberare il cielo dalle macchine volanti nemiche.
Di Gianluca Di Feo
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