✕

Sfida al piano Biden

Il presidente Usa, Joe Biden

 (reuters)
Il presidente Usa voleva incassare entro le presidenziali del 2024 l’accordo tra Israele e Arabia Saudita, con concessioni ai palestinesi e stabilizzazione del Medio Oriente in funzione anti-Iran. Invece si ritrova davanti a una regione sul punto di esplodere, col rischio di compromettere anche la guerra in Ucraina e il contenimento cinese
1 minuti di lettura

NEW YORK – Joe Biden si aspettava di annunciare la normalizzazione delle relazioni tra Israele e Arabia Saudita, con annesse concessioni ai palestinesi e stabilizzazione del Medio Oriente in funzione anti-Iran, entro le presidenziali del prossimo anno. Un risultato che oltre a portare speranza in questo angolo martoriato del pianeta, gli avrebbe anche fornito una spinta elettorale. Invece si ritrova davanti ad una regione sul punto di esplodere, col rischio di compromettere anche la guerra in Ucraina e la deterrenza per difendere Taiwan dalla possibile invasione cinese.

Biden era andato alla Casa Bianca con l’obiettivo di resuscitare l’accordo nucleare con l’Iran Jcpoa negoziato dall’amministrazione Obama, per bloccare la cor…

NEW YORK – Joe Biden si aspettava di annunciare la normalizzazione delle relazioni tra Israele e Arabia Saudita, con annesse concessioni ai palestinesi e stabilizzazione del Medio Oriente in funzione anti-Iran, entro le presidenziali del prossimo anno. Un risultato che oltre a portare speranza in questo angolo martoriato del pianeta, gli avrebbe anche fornito una spinta elettorale. Invece si ritrova davanti ad una regione sul punto di esplodere, col rischio di compromettere anche la guerra in Ucraina e la deterrenza per difendere Taiwan dalla possibile invasione cinese.

Biden era andato alla Casa Bianca con l’obiettivo di resuscitare l’accordo nucleare con l’Iran Jcpoa negoziato dall’amministrazione Obama, per bloccare la corsa all’arma atomica che Teheran aveva rilanciato dopo la denuncia dell’intesa da parte di Trump. Il negoziato però non ha portato da nessuna parte, secondo gli Usa perché la Repubblica islamica non ha trattato in buona fede.

A quel punto la direzione è cambiata, puntando invece a costruire sugli Accordi di Abramo, firmati dalla precedente amministrazione.

I rapporti storicamente stretti fra Usa e Arabia si erano rovinati a causa dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, e Riad aveva iniziato a flirtare con la Russia, ansiosa di allargare la sua presenza in Medio Oriente dopo aver aiutato Assad a sopravvivere in Siria, e soprattutto la Cina, che si propone come portatrice di una nuova visione nella regione, allo scopo di sedurre l’intero Sud globale e staccarlo dagli Usa, nella sfida lanciata da Pechino per diventare la nuova superpotenza dominante.

Quindi l’anno scorso Biden era andato in Israele e Arabia, tessendo la tela di una nuova iniziativa.

La proposta era dare a Riad garanzie militari per proteggerla da Teheran, più la tecnologia per un programma nucleare civile. In cambio i sauditi avrebbero normalizzato le relazioni con lo Stato ebraico, a patto che ci fossero concessioni per i palestinesi quanto meno per tenere viva la possibilità di un loro Stato.

La trattativa era in fase avanzata e se fosse andata in porto avrebbe definitivamente isolato l’Iran, aprendo prospettive di sviluppo per il mondo arabo che potevano cambiare la storia.

Hamas, attaccando Israele, ha bombardato questa soluzione, facendo un favore agli ayatollah che l’armano. Ora Biden deve evitare l’allargamento del conflitto, salvare se possibile il negoziato con l’Arabia, continuare a sostenere l’Ucraina e scoraggiare Pechino dall’invadere Taiwan.

Altrimenti sarà la fine del mondo basato sulle regole in cui abbiamo vissuto dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi.

Leggi i commenti