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I talebani hanno sciolto la Commissione elettorale indipendente dell’Afghanistan

(afp)
Un portavoce del governo ha detto che non ha motivo di esistere né di operare. Sciolto anche il ministero per la Pace e quello per gli Affari parlamentari
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I nuovi governanti dell’Afghanistan ovviamente non rispettano la democrazia e la loro recente decisione di sciogliere la Commissione elettorale indipendente lo dimostra. Gli estremisti talebani, quattro mesi dopo aver preso il potere, hanno sciolto la Commissione elettorale indipendente (IEC) e la Commissione indipendente per i reclami elettorali (IECC). Un portavoce del governo talebano ha detto che queste commissioni non hanno motivo di esistere né di operare. Ha poi comunicato che i talebani hanno anche sciolto il ministero per la Pace e quello per gli Affari parlamentari.

Proiettili invece di elezioni

La Commissione elettorale indipendente era stata istituita nel 2006 per monitorare le elezioni presidenziali e altre questioni relative alle elezioni. Un ex politico di alto livello, Halim Fidai, nel denunciare questa iniziativa, ha detto che i talebani non credono nella democrazia e li ha duramente criticati, affermando che vogliono rafforzare il loro potere “con i proiettili al posto delle elezioni”.


Ad oggi, nessun Paese ha riconosciuto il governo dei talebani, nonostante abbiano promesso di non ripetere le rigide regole imposte dal loro precedente governo nel 1990. Finora non lo hanno dimostrato, tanto che hanno ripristinato il ministero della Propagazione della virtù e della prevenzione del vizio. 

Da quando i talebani hanno preso il potere, il livello di povertà e la fame sono aumentati senza precedenti. Secondo il rapporto dell'Onu, 24 milioni di afghani, 13 milioni dei quali sono bambini, hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente. Il ministro degli Esteri della Germania, Annalena Baerbock, ha recentemente detto che l'Afghanistan sta affrontando “la più grande catastrofe del nostro tempo”.  Ha promesso di aiutare le persone bisognose in Afghanistan e di assisterle se vorranno lasciare il Paese. 

traduzione di Luis E. Moriones

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