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Afghanistan, è aumentato il numero dei miliziani dell’Isis-K

Guardie di sicurezza talebane  (ansa)
I talebani negano la presenza di combattenti e la considerano irrealistica. Al tempo stesso, i Paesi della regione, in particolare la Russia, esprimono la propria preoccupazione per la presenza di miliziani
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I talebani negano la presenza di combattenti dell’Isis-K in Afghanistan e la considerano irrealistica. Al tempo stesso, i Paesi della regione, in particolare la Russia, esprimono la propria preoccupazione per la presenza di miliziani dell’Isis-K (Stato islamico dell'Iraq e del Levante - Provincia di Khorasan) in Afghanistan. I talebani hanno risposto al rappresentante speciale della Russia in Afghanistan, Zamir Kabulov, il quale ha affermato che il numero di combattenti  è triplicato da quando i talebani sono tornati al potere.

Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha detto che creare preoccupazione per l'aumento del numero di miliziani dell’Isis-K in Afghanistan equivale a stimolare il gruppo e che questo problema deve essere fermato. Mujahid ha aggiunto che i combattenti dell'Isis-K sono stati repressi da quando loro sono al potere e che i talebani non permetteranno all'Isis-K di usare il territorio dell'Afghanistan co…

I talebani negano la presenza di combattenti dell’Isis-K in Afghanistan e la considerano irrealistica. Al tempo stesso, i Paesi della regione, in particolare la Russia, esprimono la propria preoccupazione per la presenza di miliziani dell’Isis-K (Stato islamico dell'Iraq e del Levante - Provincia di Khorasan) in Afghanistan. I talebani hanno risposto al rappresentante speciale della Russia in Afghanistan, Zamir Kabulov, il quale ha affermato che il numero di combattenti  è triplicato da quando i talebani sono tornati al potere.

Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha detto che creare preoccupazione per l'aumento del numero di miliziani dell’Isis-K in Afghanistan equivale a stimolare il gruppo e che questo problema deve essere fermato. Mujahid ha aggiunto che i combattenti dell'Isis-K sono stati repressi da quando loro sono al potere e che i talebani non permetteranno all'Isis-K di usare il territorio dell'Afghanistan come loro rifugio. Secondo Kabulov, invece, c'erano 2.000 combattenti dell’Isis-K in Afghanistan prima del ritorno dei talebani, e in questo momento il loro numero ha raggiunto le 6.000 unità.

Alcuni analisti afghani ritengono che attualmente l’Afghanistan fornisca all’Isis-K l’opportunità per sviluppare le sue attività. Il prolungarsi di questa situazione è una preoccupazione in più per i Paesi della regione. Secondo questi osservatori, la situazione in Afghanistan è così grave che i Paesi della regione o del resto del mondo, chiunque può sfruttare questa situazione con un impatto negativo per tutto il Paese.

Il portavoce dei talebani nega la presenza fisica dei combattenti dell’Isis-K in Afghanistan, ma il loro ministro degli Esteri, Amir Khan Muttaqi, parlando alla conferenza di Tashkent ha affermato che 1800 combattenti dell’Isis-K che si trovavano detenuti nelle prigioni di Bagram e Pole Charkhi sono stati liberati quando hanno assunto il potere. Il ministro ha accusato il precedente governo di sostenere l'Isis-K, mentre loro hanno continuato a combatterlo.

Da quando sono al potere i talebani, l’Isis-K ha aumentato le sue attività in Afghanistan e ha rivendicato la responsabilità degli attacchi più letali. L'Isis-K ha recentemente rivendicato anche la responsabilità di attacchi missilistici contro l'Uzbekistan e il Tagikistan sferrati dal territorio dell'Afghanistan.

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(Traduzione di Luis E. Moriones)