Dalle prime ore del mattino al termine della notte, la Design Week atterra su Milano con visionarie forme e sonorità elettroniche che alzano il battito della città, ritmando la girandola di circa cinquecento appuntamenti in chiostri, cortili, gallerie d’arte e lussuosi alberghi
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I faraonici party di multinazionali, gli intimi vernissage da realtà emergenti, il traffico paralizzato e le camere vendute a prezzi triplicati sono parte integrante del panorama del doppio evento Salone del Mobile - Fuorisalone che oramai rivaleggia e forse addirittura sorpassa, i numeri della Fashion Week. Ciò accade perché rispetto alle passerelle haute couture, forme e funzioni interdisciplinari della Design Week favoriscono commistioni che attirano i marchi automotive (e non solo) più sensibili a stile, tecnologia ed innovazione.
La presenza fissa di Audi alla Design Week è una certezza assodata della manifestazione il cui tema “Re-Evolution”, riflette la virata verso al circolarità dei sistemi produttivi narrati dalla Audi House of Progress.
Nel cortile interno dell’ex seminario arcivescovile, l’installazione “The Domino Act” di Gabriele Chiave creata con 22 monoliti riflettenti, ricorda un contemporaneo Tempio di Giove a celare la rivoluzionaria roadster elettrica Skysphere concept e la messa in opera di nuovi teoremi industriali.
Audi Skysphere, la roadster elettrica che ha debuttato alla Design Week milanese
Per dare continuità fattuale a parole e proiezioni, Audi ha organizzato un incontro su come l’economia circolare avviata nel 2018 verrà supportata nel prossimo quinquennio da altri 28 miliardi di euro d’investimenti.
Se entro il 2025, l’obiettivo è dimezzare l’impronta carbonica rispetto ai valori del 2018, già oggi tutta la gamma elettrica Audi in Europa è prodotta da stabilimenti carbon neutral, La casa di Ingolstadt ha espanso l’utilizzo di rinnovabili risparmiando all’ambiente 12.000 tonnellate di CO2 soltanto nell’impianto di Neckarsulm. Negli stabilimenti di Gyor (dotato d’impianto solare) e Bruxelles (con fotovoltaico da 107.000 mq) l’energia non “green” è stata ridotta del 95% e nella base di Ingolstadt, l’ottimizzazione si avvale di un software gestionale che dal 2018, ha portato ad un meno 37.000 MWh utilizzati (pari al fabbisogno di 600.000 famiglie).
Con l’implementazione di cicli chiusi e controllati per le materie prime, la casa tedesca ha risparmiato 480 mila tonnellate di anidride carbonica (equivalente al consumo diuna cittadina da 70.000 persone) alla nostra atmosfera e come spiegato dal direttore Audi Italia, Fabrizio Longo, durante il talk alla House of Progress, «creare una filiera ecosostenibile su cui costruire la futura mobilità è considerato prioritario sia a livello industriale che percettivo. Il pensiero umanistico deve convivere con la tecnologia per generare modelli virtuosi, sostenibili e socialmente sicuri».
Fabrizio Longo, direttore Audi Italia
Il dibattito nella casa milanese di Audi ha visto la partecipazione del filosofo ed antropologo, Umberto Galimberti, del fondatore di Yoox, Federico Marchetti, e dell’esploratore polare, Sebastian Copeland. Quest’ultimo ha detto che l’industria automotive è tra le poche ad offrire soluzioni concrete nel ridurre l’inquinamento senza però nascondere preoccupazioni: «Se volete sapere come sarà il mondo tra trent’anni – ha detto Copeland – osservate cosa sta accadendo oggi nelle regioni polari ». «Viviamo in un mondo che si muove troppo velocemente a scapito di ambiente e rapporti umani – ha aggiunto Galimberti –ed è essenziale capire che il futuro per sé, non porterà alcun rimedio al passato senza azioni collettive. Bisogna ascoltare i ragazzi ed impiegarli per la loro potenza ideativa».
Gilda Bojardi, direttrice d’Interni Magazine, ha sintetizzato come la ri-evoluzione debba concentrarsi sul progettare senza inquinare. Audi ha accolto da tempo il paradigma ecologico tanto che oggi, l’alluminio più utilizzato nei suoi stabilimenti è quello secondario (meno 95% di energia utilizzata) e simili processi di recupero e rigenerazione, accadono con acciaio e vetri che attraverso processi purificanti, tornano a nuova vita riducendo il consumo d’acqua fino al 90%.