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Con Mariotti Simon Boccanegra è concerto

Michele Mariotti 
Il direttore: "La proposta senza scene costringe a concentrarsi meglio"
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«Era la mia prima direzione verdiana allora, un azzardo che ancora oggi mi impressiona, e la mia prima inaugurazione di stagione», confessa Michele Mariotti. Con Simon Boccanegra il giovane direttore pesarese nel 2007 aprì infatti la stagione del Comunale di Bologna, teatro in cui è stato direttore principale, e dal 2015, direttore musicale. «Mi pare un segno del destino. A quattordici anni di distanza, e dopo essermi rifiutato di dirigerla in altre occasioni, faccio Boccanegra con la stessa orchestra. Con questi musicisti c'è un rapporto speciale. Ci conosciamo bene, pregi e difetti, e siamo reciprocamente felici di lavorare insieme». In seguito, il suo carnet verdiano s'è incrementato.

 

Oggi tutti i titoli di riferimento – nell'ultimo anno, la tripletta Aida , Falstaff e Otello (inaugurazione a Napoli, tra qualche settimana) – li ha in repertorio. Rispondendo con i fatti a chi, agli inizi, e mettendo…

«Era la mia prima direzione verdiana allora, un azzardo che ancora oggi mi impressiona, e la mia prima inaugurazione di stagione», confessa Michele Mariotti. Con Simon Boccanegra il giovane direttore pesarese nel 2007 aprì infatti la stagione del Comunale di Bologna, teatro in cui è stato direttore principale, e dal 2015, direttore musicale. «Mi pare un segno del destino. A quattordici anni di distanza, e dopo essermi rifiutato di dirigerla in altre occasioni, faccio Boccanegra con la stessa orchestra. Con questi musicisti c'è un rapporto speciale. Ci conosciamo bene, pregi e difetti, e siamo reciprocamente felici di lavorare insieme». In seguito, il suo carnet verdiano s'è incrementato.

 

Oggi tutti i titoli di riferimento – nell'ultimo anno, la tripletta Aida , Falstaff e Otello (inaugurazione a Napoli, tra qualche settimana) – li ha in repertorio. Rispondendo con i fatti a chi, agli inizi, e mettendo maliziosamente di mezzo l'anagrafe artistico-familiare radicata al Rossini Opera Festival, aveva tentato di arginarne talento e determinazione etichettandolo come "rossiniano ". Seconda opera del cartellone, il 9 e 16 settembre Simon Boccanegra sarà in forma di concerto. In ciò Mariotti replica il modo con cui l'anno scorso firmò un bellissimo Ernani al Regio. Fu il titolo del rientro in teatro, dopo gli appuntamenti ospitati al Parco Ducale. In forma di concerto era anche la Luisa Miller di prim'ordine che ha eseguito all'Opera in primavera. Gesto preparatorio e propiziatorio in vista della nomina a direttore musicale del teatro romano venuta di lì a poche settimane, e operativa nel novembre 2022. Ma non avere a che fare con uno spettacolo non lo impensierisce: «certo che mi manca, la regia, ma la proposta senza scene mi stimola. La forma di concerto costringe tutti a concentrarsi meglio; io sarò certamente più pignolo», dice Mariotti, «siamo solo noi: tutti nudi».

 

La meravigliosa opera di Verdi vede in palco, oltre all'Orchestra e coro del Comunale di Bologna, Igor Golovatenko, Michele Pertusi, Angela Meade, Riccardo Della Sciucca, Sergio Vitale e Andrea Pellegrini. «Ho voluto curare nei dettagli la scelta; voci capaci di "pronunciare" il canto verdiano e di dar risonanza e colore alle mezze-voci che, non solo nel Prologo, sono peculiari alla scrittura di Boccanegra». Lì dove si ascolta per la prima volta quel disegno "del mare": «ma più che l'eco del mare dominante nel finale, ci sento la proiezione del sentimenti di malinconia di Simone, un personaggio – ma in questo è una sorte comune un po' a tutti – in cui il destino drammatico e umanissimo è scandito dai ricordi, oltre che dalle coincidenze». Tutto cose che Mariotti sapeva allora ma oggi riscopre: «la partitura l'ho studiata come se non l'avessi mai diretta», ammicca: «anzi, per non confondermi, ho usato una partitura nuova, senza segni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Talento e determinazione Michele Mariotti, torna a Parma dopo l'Ernani del 2020