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Amministrative, Calenda: "Al secondo turno dichiarerò il mio voto, ma lascio libero chi mi ha scelto"

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"Uno sforzo titanico, anche mia moglie è delusa. Volevo fare il sindaco, torno all'Europarlamento". E a Letta: "Il segretario pd dice che le nostre strade si dovranno incontrare, eppure avevo capito che ero di destra..."
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Roma "È stato uno sforzo titanico, una sfida senza altre liste accanto. Faticosa, difficile. Non una battaglia di testimonianza però, ho sperato di andare al ballottaggio e ci ho lavorato un anno. E ora sono molto dispiaciuto. Quando non si raggiunge l'obiettivo per cui ci si è spesi, bisogna dirlo". Carlo Calenda, il leader di Azione, l'outsider che ha riempito le piazze nella corsa per il Campidoglio ma non le urne, parla della sconfitta. Ad addolcirla tuttavia, c'è il risultato della "lista Calenda"  che con il 19% si afferma come primo partito a Roma.

Calenda, si sente tradito e da chi? Dalle periferie che ha girato in lungo e in largo?
"Ma no! Nessun tradimento. È stato uno sforzo titanico il nostro. Ringrazio i 1.500 ragazzi con i quali abbiamo fatto una campagna elettorale porta a porta, il mio staff che rappresenterà una risorsa di classe dirigente per la politica italiana".

Elezioni com…

Roma "È stato uno sforzo titanico, una sfida senza altre liste accanto. Faticosa, difficile. Non una battaglia di testimonianza però, ho sperato di andare al ballottaggio e ci ho lavorato un anno. E ora sono molto dispiaciuto. Quando non si raggiunge l'obiettivo per cui ci si è spesi, bisogna dirlo". Carlo Calenda, il leader di Azione, l'outsider che ha riempito le piazze nella corsa per il Campidoglio ma non le urne, parla della sconfitta. Ad addolcirla tuttavia, c'è il risultato della "lista Calenda"  che con il 19% si afferma come primo partito a Roma.

Calenda, si sente tradito e da chi? Dalle periferie che ha girato in lungo e in largo?
"Ma no! Nessun tradimento. È stato uno sforzo titanico il nostro. Ringrazio i 1.500 ragazzi con i quali abbiamo fatto una campagna elettorale porta a porta, il mio staff che rappresenterà una risorsa di classe dirigente per la politica italiana".

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E anche sua moglie Violante?
"Sì certo. Anche mia moglie è molto dispiaciuta: ci ha creduto molto anche lei. Comunque è stato un buon risultato. Adesso ci rialziamo per portare un po' di pragmatismo e sano riformismo nella politica italiana".

Letta, il segretario del Pd, ha detto che lei è un interlocutore e che le vostre strade si dovranno incontrare. Come risponde?
"Avevo capito che ero di destra ...".

Quindi risponde picche?
"Enrico è un amico, parleremo. In questa campagna elettorale il Pd ha usato parole ultimative nei miei confronti. Però non ci sarà mai una questione personale tra me e Letta, contro il quale a Siena abbiamo evitato di presentare candidature".

Dove andranno i suoi voti, li riverserà su Roberto Gualtieri?
"Non faremo apparentamenti, non sarebbe onorevole. La nostra lista civica ha raccolto consensi da sinistra, dal centro, da destra".


E quindi nessuna indicazione?
"Deciderò nei prossimi giorni, ma sul mio voto personale e senza contropartita. Sono 220mila le persone che hanno votato la lista Calenda. La fiducia nei miei confronti è alta, quindi non voglio nessuna ombra e sospetto che si possa pensare a alleanze in cambio di posti in giunta".

In pratica semplicemente dirà per chi intende votare al ballottaggio?
"Probabilmente".

La sfida nella sfida è battere la Raggi e arrivare terzo?
"Lo sarebbe per la mia autostima, ma non cambia molto politicamente. Credo che Raggi sia stata insieme a Alemanno uno dei peggiori sindaci della Capitale.
È stata bocciata dall'80% dei romani. Non so se si è mai vista una cosa così per una sindaca uscente".

Neppure l'onore delle armi?
"Si è battuta. Anche se in modo talvolta un po' scombiccherato e scorretto".

E lei ora cosa farà?
"Come ho sempre detto, se fossi stato eletto sindaco avrei fatto il sindaco. Non essendo stato eletto, almeno che non risultino dati differenti, rimarrò europarlamentare. Il nostro obiettivo comunque, lo ripeto, non era una testimonianza ma arrivare a governare Roma. Rivendico con orgoglio un risultato che è stato comunque importante, perché è un'area di riformismo pragmatico che non si accontenta dell'offerta politica attuale e che a Roma ha avuto una affermazione molto significativa. Per una lista civica abbiamo raggiunto un dato senza precedenti".

Intorno al 17,5%.
"Forte di questo risultato si apre per noi una fase di lavoro importante anche a livello nazionale".

Immagina di lavorare a un raggruppamento centrista e con chi?
"Non penso a questo: per me il riformismo è il contrario del moderatismo e del centrismo. E poi non tramite alleanze. Andrò in giro a prendere il consenso, come ho fatto a Roma".