ROMA - In tutta Europa, oltre 17mila persone si sono iscritte a Europe Talks, il progetto lanciato da Repubblica in collaborazione con Zeit Online, HuffPost Italia e le testate di altri 15 Paesi, dalla Spagna alla Finlandia, per far incontrare persone con idee politiche diverse e opposte. Circa 2100 di loro (secondo l'ultimo aggiornamento) sono italiani e tra di loro c'è anche l'attrice e regista Monica Guerritore. "Ho visto questo progetto lanciato da Repubblica e rispetto ai tanti progetti che si trovano su Facebook o altri social questa era garanzia di affidabilità. E quindi mi sono iscritta".
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Ma non c'è solo Europe Talks, che è un evento per chi parla bene inglese. Per chi vuole confrontarsi in italiano con qualcuno della sua zona, può iscriversi all'Italia si parla, a cui si sono iscritte già 1900 persone dal Trentino alla Sicilia.
Monica Guerritore, perché si è iscritta?
Credo che il rapporto interpersonale sia fondamentale, il ruolo del rapporto diretto tra persona e persona sia un aspetto da coltivare in questo momento. È necessario per contrastare la doxa, che non ha corpo fisico, non ha fibra. Penso che sia fondamentale ribadire come anche una singola persona sia un grandello di sabbia che possa inceppare il meccanismo della propoaganda
Il rapporto diretto con il pubblico è fondamentale anche nel suo lavoro...
Lavorando a teatro ho chiaro quale sia l'importanza di creare una relazione dal vivo con chi guarda. Il confronto tra pubblico reale ed attore reale rende l'esperienza reale, più vera. E il reale è diverso dall'esperienza mediatica.
Cosa si aspetta dalla persona che le sarà accoppiata dall'algoritmo?
Che nasca un confronto che porti alla democrazia. Perché la democrazia è fatta da due differenti tensioni, lo scrisse Sofocle per primo e io penso che sia ancora oggi così. È la tensione che esiste tra Antigone e Creonte, tra leggi fondamentali e leggi dello Stato. Dobbiamo garantire il rispetto delle leggi fondamentali, che sono protetti dalle leggi costituzionali, ma esiste e va difesa anche le regole che difendono "l'ordine della città". E non va considerato il desiderio di ordine come qualcosa che appartiene a una frangia estrema. Bisogna dare regolarità e dignità al desiderio di ordine, che è ciò che permette a tutti di convivere. Bisogna dare diritto d'asilo anche alla parola "ordine".
Qual è il punto di incontro di questa tensione?
È in una dinamica di dialettica. L'equilibrio è nel rispetto che Creonte ha per Antigone, nel dirgli "capisco il tuo dolore ma non posso eseguire l'ordine di seppellire tuo fratello". L'equilibrio è nel riconoscersi, nell'amarsi, nello stare insieme. Tutto questo vuol dire essere umani, per tendere a una società che fiorisce, che non sia cupa o brutta, che non muoia.
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Ma non c'è solo Europe Talks, che è un evento per chi parla bene inglese. Per chi vuole confrontarsi in italiano con qualcuno della sua zona, può iscriversi all'Italia si parla, a cui si sono iscritte già 1900 persone dal Trentino alla Sicilia.
Monica Guerritore, perché si è iscritta?
Credo che il rapporto interpersonale sia fondamentale, il ruolo del rapporto diretto tra persona e persona sia un aspetto da coltivare in questo momento. È necessario per contrastare la doxa, che non ha corpo fisico, non ha fibra. Penso che sia fondamentale ribadire come anche una singola persona sia un grandello di sabbia che possa inceppare il meccanismo della propoaganda
Il rapporto diretto con il pubblico è fondamentale anche nel suo lavoro...
Lavorando a teatro ho chiaro quale sia l'importanza di creare una relazione dal vivo con chi guarda. Il confronto tra pubblico reale ed attore reale rende l'esperienza reale, più vera. E il reale è diverso dall'esperienza mediatica.
Cosa si aspetta dalla persona che le sarà accoppiata dall'algoritmo?
Che nasca un confronto che porti alla democrazia. Perché la democrazia è fatta da due differenti tensioni, lo scrisse Sofocle per primo e io penso che sia ancora oggi così. È la tensione che esiste tra Antigone e Creonte, tra leggi fondamentali e leggi dello Stato. Dobbiamo garantire il rispetto delle leggi fondamentali, che sono protetti dalle leggi costituzionali, ma esiste e va difesa anche le regole che difendono "l'ordine della città". E non va considerato il desiderio di ordine come qualcosa che appartiene a una frangia estrema. Bisogna dare regolarità e dignità al desiderio di ordine, che è ciò che permette a tutti di convivere. Bisogna dare diritto d'asilo anche alla parola "ordine".
Qual è il punto di incontro di questa tensione?
È in una dinamica di dialettica. L'equilibrio è nel rispetto che Creonte ha per Antigone, nel dirgli "capisco il tuo dolore ma non posso eseguire l'ordine di seppellire tuo fratello". L'equilibrio è nel riconoscersi, nell'amarsi, nello stare insieme. Tutto questo vuol dire essere umani, per tendere a una società che fiorisce, che non sia cupa o brutta, che non muoia.
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