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Voto in Emilia-Romagna, Galli: "Fare pronostici è impossibile. Le Sardine irretite dalla politica"

Il politologo: "L'esito delle Regionali sarà stabilito dagli indecisi. Bonaccini è partito troppo presto, Salvini non sta sbagliando un colpo"
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BOLOGNA - "Le Sardine mi pare siano state "irretite" dalla politica", e "Stefano Bonaccini è partito troppo presto".
Per questo, secondo il politologo Carlo Galli, la forbice dei sondaggi che si era allargata a metà dicembre a favore del governatore, adesso è tornata stretta nel testa a testa. Col risultato che ora "è impossibile dire chi vincerà. Decideranno gli indecisi. Ma nel frattempo la sinistra dovrebbe chiedersi come è stato possibile che l'Emilia-Romagna diventasse così tanto contendibile".

Galli, quindi come andrà a finire?
"Non si sa, perché la distanza tra i candidati è inferiore al margine d'errore dei sondaggi. La Regione è divisa in due. Anzi, in tre, con gli indecisi, che come al solito decideranno a due giorni dal voto".

L'affluenza secondo le rilevazioni fatte finora sarà alta, secondo alcuni fino all'80%. Lei concord…
BOLOGNA - "Le Sardine mi pare siano state "irretite" dalla politica", e "Stefano Bonaccini è partito troppo presto".
Per questo, secondo il politologo Carlo Galli, la forbice dei sondaggi che si era allargata a metà dicembre a favore del governatore, adesso è tornata stretta nel testa a testa. Col risultato che ora "è impossibile dire chi vincerà. Decideranno gli indecisi. Ma nel frattempo la sinistra dovrebbe chiedersi come è stato possibile che l'Emilia-Romagna diventasse così tanto contendibile".

Galli, quindi come andrà a finire?
"Non si sa, perché la distanza tra i candidati è inferiore al margine d'errore dei sondaggi. La Regione è divisa in due. Anzi, in tre, con gli indecisi, che come al solito decideranno a due giorni dal voto".

L'affluenza secondo le rilevazioni fatte finora sarà alta, secondo alcuni fino all'80%. Lei concorda? Nel 2014 votò solo il 37,3%.
"Non so se sarà così elevata, ma sono d'accordo che ci sarà partecipazione. Da una parte c'è chi vuole difendere fino all'ultimo la fortezza, dall'altra chi sente l'odore del sangue e vuole espugnarla".

Le Sardine che ruolo giocano?
"Da fenomeno di piazza le Sardine sono diventate un fenomeno mediatico. E mi sembra siano state "irretite" dalla politica. Non credo che ora spostino molto. D'altra parte, temo che Bonaccini sia partito un po' troppo presto, con la sua manifestazione in piazza Maggiore il 7 dicembre . E ha finto di non considerare un tema che pure sicuramente conosce: il fatto che nelle città il Pd è forte e le piazze si riempiono, ma è nei piccoli centri che si gioca la partita".

La scelta del M5S di andare da solo è un regalo alla destra?
"In teoria sì, anche se il M5S in realtà è un partito in dissolvimento. Una bolla di sapone. Quasi un incidente della storia, per caso al suo apice quando si votò per le politiche. Così com'è non penso cambierà molto".

Salvini però è stato costretto a "sostituire" la sua candidata. Non è un segnale di debolezza?
"Sì, ma è anche una strategia. Salvini per ora non sta sbagliando un colpo, dal punto di vista comunicativo. Vuole far cadere il governo e fa una campagna nazionale. Usa nel discorso pubblico temi che sono privati: parla di cibo, di figli, di calcio. Dice: votate per me perché sono come voi, portatore del comunissimo buon senso di un italiano perbene. E questo è molto rassicurante".