I trattori nel mondo al contrario di Lollobrigida: fondi per le assunzioni al ministero, ma solo tasse e lustrini per gli agricoltori
di Serenella MatteraNel mondo al contrario della destra, la rabbia degli agricoltori nasce dalla “ideologia” ambientalista. E le colpe sono dell’Europa. La priorità, secondo Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida, è vietare la carne coltivata (finta, sintetica, direbbero loro) e fa niente se ancora non esiste. E il Parlamento, su input salviniano, dona ai produttori il privilegio di vedersi riconoscere il titolo di “coltivatori custodi” e la speranza di vedersi assegnare il premio - 20mila euro, da spartire - de agri cultura, destinato ai migliori contadini italici.
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Nel mondo al contrario della destra arrivano i trattori, in marcia nelle città e persino al Festivàl, a svelare che gli agricoltori ce l’hanno sì con l’Europa, con i vincoli anti-inquinamento del Green deal su cui Bruxelles ha già fatto parziale retromarcia, ma ce l’hanno anche con il governo italia…
Nel mondo al contrario della destra, la rabbia degli agricoltori nasce dalla “ideologia” ambientalista. E le colpe sono dell’Europa. La priorità, secondo Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida, è vietare la carne coltivata (finta, sintetica, direbbero loro) e fa niente se ancora non esiste. E il Parlamento, su input salviniano, dona ai produttori il privilegio di vedersi riconoscere il titolo di “coltivatori custodi” e la speranza di vedersi assegnare il premio - 20mila euro, da spartire - de agri cultura, destinato ai migliori contadini italici.
Metropolis/496 - Trattori divisi d'Italia: chi sono gli agricoltori che assediano Roma e Sanremo
Nel mondo al contrario della destra arrivano i trattori, in marcia nelle città e persino al Festivàl, a svelare che gli agricoltori ce l’hanno sì con l’Europa, con i vincoli anti-inquinamento del Green deal su cui Bruxelles ha già fatto parziale retromarcia, ma ce l’hanno anche con il governo italiano, presunto amico, perché ha appesantito loro le tasse.
Lo stop all’esenzione dell’Irpef agricola contro cui si battono e il nuovo obbligo di assicurare i trattori anche se fermi, sono misure firmate Lollobrigida. Ora il governo corre ai ripari per rassicurarli, ma non può dissimulare: un dossier della Camera sta lì a confermare che nell’ultima legge di bilancio il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, mentre reintroduceva il pagamento dell’Irpef, si preoccupava di finanziare assunzioni al ministero e poco più.
L’Irpef, la tassa sui trattori fermi e l’infornata al ministero
Due milioni in più al ministro dell’Agricoltura per rafforzare gli uffici di sua diretta collaborazione. Due milioni in più per gli stipendi dell’Ispettorato anti-frodi del ministero. Quaranta assunzioni all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). L’estensione della rivalutazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola. L’erogazione da parte di Ismea di prestiti cambiari alle pmi dell’ortofrutta per un massimo di 30mila euro. L’istituzione di un fondo da 100 milioni per tre anni per la gestione delle emergenze in agricoltura. Dieci milioni al ministero per finanziare sperimentazione in campo agricolo.
Ecco il pacchetto Lollobrigida in legge di bilancio. Per un settore che lamenta i colpi dell’inflazione, le difficoltà a sostenere la transizione verde, la scomparsa di seicentomila aziende solo in Italia (dati aggiornati al 2020, prima di guerra e pandemia), un bottino magro. Soprattutto se si considera la decisione di eliminare l’esenzione dell’Irpef agricola di cui le aziende beneficiavano dal 2016 e reintrodurre la tassa, portando in dote al bilancio dello Stato 248 milioni di euro.
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Ora il governo prova a rimediare, inserisce in tutta fretta nel decreto Milleproroghe una norma per esentare di nuovo le aziende più piccole. E mette una pezza anche sull’altro “guaio” di Lollobrigida, che a dicembre con un decreto ministeriale ha introdotto l'obbligo di assicurare anche i trattori fermi e in disuso.
Basterà? Lecito dubitare. Per rassicurare i coltivatori, ecco allora la leader di FdI e il cognato ministro vantarsi dei miliardi destinati dal Pnrr all’agricoltura, in un florilegio di cifre assai ballerine. “I fondi del Pnrr passano da 3,6 miliardi a praticamente il doppio, sull'agrisolare e sulle filiere di produzione”, annunciava a fine novembre Lollobrigida. Il 4 febbraio Meloni, alle prime battute della protesta dei trattori, riannunciava e rilanciava: “Grazie al governo la dotazione passerà da 3,68 a 6,53 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i fondi del Piano nazionale complementare, pari a 1,2 miliardi, per un totale di circa 8 miliardi di euro”. Ma già il 7 febbraio il bottino cresceva: “Abbiamo riscritto il Pnrr, con 12 miliardi al tessuto produttivo, 3 miliardi alle aziende agricole, perché da molto prima che si scendesse in piazza il governo si era impegnato”.
Premi rurali e carne coltivata
Epperò, va riconosciuto, qualcosa è stato fatto.
Lollobrigida, tra le urla di giubilo della filo-governativa Coldiretti, a novembre ha vietato in Italia la produzione e vendita di carne coltivata, con una legge che ha ricevuto già il primo stop dall’Europa ed è al momento del tutto inutile, dal momento che nessun laboratorio è in grado ancora di produrre cibo in vitro.
E ieri la Lega ha visto approvare in via definitiva alla Camera, senza voti contrari e con le imbarazzate astensioni di un pezzo dell’opposizione, una sua proposta di legge per introdurre la figura dell'agricoltore e allevatore “custode dell'ambiente e del territorio”. E per istituire una giornata nazionale dell’agricoltura, con tanto di celebrazioni nelle scuole e in tv. E anche un premio, il de agri cultura, per chi si distingua per “aver prodotto beni di elevata qualità”: 20mila euro in palio, non è chiaro per quanti vincitori.
Un dettaglio, però, è inusuale. Nessun festeggiamento sui social, nessuna grancassa sulle agenzie di stampa. La Lega di Matteo Salvini ha incassato il risultato in silenzio. Per le strade sfilano i trattori, il velo è calato sul mondo al contrario.