Gli aiuti alle famiglie della destra: mini-bonus a sposati (e vedovi), disciplina a scuola e leva nei campi
di Serenella MatteraRicapitoliamo. A Natale arriva un bonus da 100 euro al massimo per chi guadagna poco e ha coniuge a carico – statistiche alla mano: la moglie, perché gli uomini in genere lavorano – e almeno un figlio da mantenere. Ma a patto che chi chiede il bonus – sì, va chiesto, non è automatico – sia sposato o al massimo un vedovo o, par di capire, genitore di figlio non riconosciuto: urge una circolare interpretativa.
In manovra arriva – probabilmente, si vedrà – una riorganizzazione degli sgravi per premiare chi ha uno o più figli, a discapito dei single: obiettivo dichiarato, incentivare la natalità.
A scuola arriva una legge per restituire un peso al voto in condotta (bocciati col 5, rimandati a settembre col 6) e insegnare la disciplina ai ragazzi.
Nelle carceri arrivano le mamme con figli anche minori di un anno, perché la maternità non diventi un alibi per delinquere. Bersaglio: le donne rom, spiegano da destra, come a rassicurare.
Ecco la rassegna del solo mese di settembre alla voce: ge…
Ricapitoliamo. A Natale arriva un bonus da 100 euro al massimo per chi guadagna poco e ha coniuge a carico – statistiche alla mano: la moglie, perché gli uomini in genere lavorano – e almeno un figlio da mantenere. Ma a patto che chi chiede il bonus – sì, va chiesto, non è automatico – sia sposato o al massimo un vedovo o, par di capire, genitore di figlio non riconosciuto: urge una circolare interpretativa.
In manovra arriva – probabilmente, si vedrà – una riorganizzazione degli sgravi per premiare chi ha uno o più figli, a discapito dei single: obiettivo dichiarato, incentivare la natalità.
A scuola arriva una legge per restituire un peso al voto in condotta (bocciati col 5, rimandati a settembre col 6) e insegnare la disciplina ai ragazzi.
Nelle carceri arrivano le mamme con figli anche minori di un anno, perché la maternità non diventi un alibi per delinquere. Bersaglio: le donne rom, spiegano da destra, come a rassicurare.
Ecco la rassegna del solo mese di settembre alla voce: genitorialità. Un catalogo parziale, arbitrario, per carità. Ma abbastanza da riconoscere alla maggioranza di governo guidata da Giorgia Meloni la tenace, costante inclinazione a premiare valori e famiglia tradizionali, la riscoperta di sani principi. E infatti arriva pure la leva agricola, per chi se la fosse persa: un servizio civile per “servire” nei campi “la Patria”, con la “P” maiuscola, nell’orgogliosa dichiarazione del ministro dell’Agricoltura (separato, ma con prole) Francesco Lollobrigida.
Dunque, ricapitoliamo: mini-bonus e sgravi a chi fa figli, valore alla disciplina (non bastano i campi e il voto in condotta, serve la naja: non s’accontenta Matteo Salvini). E, a far da contraltare, una cittadinanza da mettere alla prova, conquistare dopo anni di attesa e scartoffie, per chi nel sangue ha radici straniere.
Madri penalizzate e crolli nelle classi
Basta seguire le tracce, nel dibattito parlamentare di questo secondo settembre di governo della destra. Per vedere in controluce il tentativo di declinare gli imperativi Patria e famiglia, anche là dove sembrerebbe meno evidente. Un tentativo pallido, però, maldestro. Perché certi dati di realtà si ostinano a insinuare dubbi e domande, continuamente confutare. Perché anche ad ammettere che sia giusto farlo, come si possono spedire i bambini in carcere, se non ci sono strutture adatte ad accoglierli? Anche a condividere la necessità di disciplina nelle scuole, come dimenticare le falle nel sistema didattico, le crepe negli istituti, i 69 crolli in un anno registrati da Cittadinanzattiva? Anche a riconoscere che siano cosa buona un bonus una tantum per chi guadagni meno di 28mila euro l’anno o degli sgravi per chi fa figli, come ignorare che l’Italia ha tassi di occupazione femminile ancora troppo bassi e soffre la carenza di politiche di sostegno alla genitorialità?
L’Inps appena tre giorni fa ha ribadito il prezzo che una madre deve pagare, in termini di calo dello stipendio – un gap che non recupererà più rispetto ai colleghi uomini – e di propensione ad abbandonare il lavoro: svantaggiate tre volte, la sentenza. Uno studio del think tank Tortuga, reso noto ieri, ha raccontato come le aziende si stiano organizzando da sole per garantire agli uomini congedi di paternità più lunghi dei miseri dieci giorni riconosciuti ancora oggi dallo Stato.
Ma il governo della destra, per dire, ad allungare i congedi non pensa affatto. E alle madri con figli promette sgravi e bonus, tra mille paletti.
“Bonus vedove”, è già stato ribattezzato dal Pd l’esiguo premio natalizio, che fu annunciato a maggio come Bonus Befana e ora è stato anticipato a fine anno (100 milioni stanziati: platea stimata di un milione di beneficiari). In quel perfido nomignolo c’è tutto il disfattismo della minoranza, si dirà. E’ difficile però che a ottobre sia la manovra a depotenziare le critiche con interventi organici, misure ad alto impatto per aiutare le famiglie: i soldi scarseggiano. Più lecito attendersi nuove trovate, misure spot: in fondo, è solo settembre.