Ai politici spettano le ferie?
di Giovanna Casadio“Mica timbriamo il cartellino”: è il fallo di reazione dei politici. Perché ogni anno, si sa, le ferie di parlamentari e ministri sono uno degli argomenti preferiti degli anti casta. Se ne parla già ai primi caldi, e si arriva al dunque ad agosto. Ad aprire le danze delle polemiche questa volta è stato il leader dei 5Stelle, Giuseppe Conte. Ha detto che se la destra rimanda a settembre la legge sul salario minimo è perché se ne vuole andare in vacanza. “Mica timbriamo il cartellino” è il tormentone degli accusati, e non solo, per dire che alle ferie hanno diritto pure loro, i parlamentari, che sono stati sfoltiti da 630 deputati a 400 e da 315 senatori a 200, in nome del risparmio dei costi della casta.
Quindi questa è la prima estate del Parlamento snello. Poi c’è stato l’annuncio dei 33 giorni di chiusura di Palazzo Madama. Prevedibilmente le ferie 2023 oscilleranno tra i 30 e 33 giorni: ritorno nelle aule parlamentari il 5 settembre o giù di lì. Intanto è nel ping pong di decreti s…
“Mica timbriamo il cartellino”: è il fallo di reazione dei politici. Perché ogni anno, si sa, le ferie di parlamentari e ministri sono uno degli argomenti preferiti degli anti casta. Se ne parla già ai primi caldi, e si arriva al dunque ad agosto. Ad aprire le danze delle polemiche questa volta è stato il leader dei 5Stelle, Giuseppe Conte. Ha detto che se la destra rimanda a settembre la legge sul salario minimo è perché se ne vuole andare in vacanza. “Mica timbriamo il cartellino” è il tormentone degli accusati, e non solo, per dire che alle ferie hanno diritto pure loro, i parlamentari, che sono stati sfoltiti da 630 deputati a 400 e da 315 senatori a 200, in nome del risparmio dei costi della casta.
Quindi questa è la prima estate del Parlamento snello. Poi c’è stato l’annuncio dei 33 giorni di chiusura di Palazzo Madama. Prevedibilmente le ferie 2023 oscilleranno tra i 30 e 33 giorni: ritorno nelle aule parlamentari il 5 settembre o giù di lì. Intanto è nel ping pong di decreti su Delega fiscale e su Pubblica amministrazione 2, che si stabilirà l’ultimo giorno delle Camere prima delle vacanze. Tanto per cercare un metro di misura: le vacanze dei “travet”, che timbrano il cartellino – il pubblico impiego – sono fissate in 26 giorni più 2 riposi.
E poi c’è il capitolo governo. I ministri boccheggiano, ma è molto probabile che la premier Giorgia Meloni pensi a riunioni nella settimana pre-Ferragosto. Il potere non dorme. Persino il Primo Maggio, Meloni ha voluto lavorare varando in consiglio dei ministri il decreto sul mondo del Lavoro nel giorno della Festa del Lavoro. Per dire che il governo di destra lavora in modo indefesso.
Alle ferie dei politici corrisponde un riflesso (quasi) pavloviano: se la godono. Forse i primi a chiedersi come mai, dovrebbero essere proprio loro. C’è una falla di credibilità che non è bastato il tramonto del vaffa di Beppe Grillo a fare tramontare. Si è mostrata in tutta la sua ampiezza nel 2020. Nell’anno del Covid la politica giurò che in ferie non ci sarebbe andata. Garantito? Garantito. Comparve l’annuncio con una nota sul sito online di Palazzo Madama in data 18 giugno. I colleghi deputati, idem. Poi non andò così. Furono ferie in po’ più brevi e si scomodò la serie storica per dimostrarlo. Quindi nel 2017, i giorni di vacanza erano stati ben 40; nel 2018 furono 30; nel 2016 si arrivò a 38 e nel 2015 a 35 giorni, ma nel 2013 furono i sobri 27 giorni. Si restringono le ferie dei politici solo quando ci sono le crisi di governo (nel 2019 Salvini la aprì ad agosto al Papeete) e i parlamentari dovettero tornare di gran carriera, o quando ci sono elezioni di mezzo come l’estate del 2022. Solo un anno fa. Draghi chiese ai ministri di restare a disposizione. Ferie appese al voto del 25 settembre.
Le ferie, va da sé, spettano a chi si merita il giusto ristoro. Possibilmente senza lasciare sguarnita la cosa pubblica.