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Francesca Mambro può dire qualcosa in più?

Francesca Mambro in un' immagine d'archivio del marzo 1984, durante il processo in Corte d'Assise

 (ansa)
Gli ex Nar hanno sempre negato il loro coinvolgimento nella strage del 2 agosto 1980
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C’è la verità processuale.

C’è la verità della ricostruzione storica. Da non dimenticare.

E ci sono i detriti del neo fascismo che sono tornati a galla, cercando di depistare, negare, assolvere il passato per consegnare alla destra del presente una eredità meno vergognosa.

Mai come in questo agosto del 2023, il ricordo della strage alla stazione di Bologna è stato corredato, 43 anni dopo, dalla ignavia di chi governa o, peggio, dalla complicità di coloro che sono stati famigli delle trame eversive.

La strage alla stazione di Bologna e la sua matrice neofascista sono una ferita che non si rimargina mai. Come in tutti passaggi più dolorosi, occorre però scandagliare la verità. Francesca Mambro e Valerio Fioravanti che, con Luigi Ciavardini, sono stati ritenuti colpevoli della strage e condannati in via definitiva, hanno continuato a dirsi non colpevoli, a negare di essere loro la manovalanza stragista. Perché?

Mambro, e così Fioravanti, hanno ammesso decine di delitti, hanno accumulato …

C’è la verità processuale.

C’è la verità della ricostruzione storica. Da non dimenticare.

E ci sono i detriti del neo fascismo che sono tornati a galla, cercando di depistare, negare, assolvere il passato per consegnare alla destra del presente una eredità meno vergognosa.

Mai come in questo agosto del 2023, il ricordo della strage alla stazione di Bologna è stato corredato, 43 anni dopo, dalla ignavia di chi governa o, peggio, dalla complicità di coloro che sono stati famigli delle trame eversive.

La strage alla stazione di Bologna e la sua matrice neofascista sono una ferita che non si rimargina mai. Come in tutti passaggi più dolorosi, occorre però scandagliare la verità. Francesca Mambro e Valerio Fioravanti che, con Luigi Ciavardini, sono stati ritenuti colpevoli della strage e condannati in via definitiva, hanno continuato a dirsi non colpevoli, a negare di essere loro la manovalanza stragista. Perché?

Mambro, e così Fioravanti, hanno ammesso decine di delitti, hanno accumulato ergastoli, hanno espiato le pene. Mambro lavora (così Fioravanti) da vent’anni presso l’associazione “Nessuno Tocchi Caino”. Dice spesso Sergio D’Elia, segretario dell’associazione, che “la persona della pena è diversa da quella del delitto”, che la diversità tra quello che si è “poi” quasi non permette di riconoscersi in quello che si era “prima”. Per questo Mambro, e Fioravanti e Ciavardini, si tirano fuori dalla strage di Bologna? O perché lo stragismo è inconfessabile persino per chi fu terrorista dei Nar esercitando un ruolo criminale come del resto la galassia neofascista italiana? D’Elia resta convinto che siano “estranei al più orribile dei delitti”.

Non interessa qui il post di Marcello De Angelis – l’ex Terza Posizione, ora responsabile della comunicazione della Regione Lazio presieduta dal meloniano Francesco Rocca – che ha deciso il 2 di agosto di assolvere nel suo personale tribunale Mambro, Fioravanti e Ciavardini omettendo la pietà per le vittime, il rispetto per i loro familiari.

Ma interessa capire appieno. Poiché una strada maestra c’è in quasi tutte le cose, forse Francesca Mambro oggi potrebbe dire qualcosa in più? Non c’è da temere ormai di essere catalogati tra i pentiti. Però è possibile identificarsi con le vittime, avendone compassione.

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