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Come si sceglie gli amici il sottosegretario Delmastro?

(ansa)
Da Donzelli a Pozzolo. Per quegli amici – non si sa se scelti per caso, per affinità o come semplici compagni di guasconate - il sottosegretario, fedelissimo ex avvocato di Giorgia Meloni, passa da un guaio all’altro ormai da tempo
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Dice il proverbio antico: “Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”. Nulla è più calzante per Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario un tempo potentissimo alla Giustizia. Ora assai meno. E proprio per via di quegli amici, non si sa se scelti per caso, per affinità o come semplici compagni di guasconate, il sottosegretario, fedelissimo ex avvocato di Giorgia Meloni, passa da un guaio all’altro ormai da tempo.

Mentre scolava la pasta con il coinquilino Giovanni Donzelli, si è lasciato andare al racconto delle registrazioni sull’anarchico Alfredo Cospito in carcere al 41 bis. Vai a pensare che Donzelli, coordinatore di Fratelli d’Italia, non uno sprovveduto, le divulgasse nell’aula della Camera per attaccare inappropriatamente il Pd. Così Delmastro è finito rinviato a giudizio dal gup per violazione del segreto d’ufficio.

Vitalista, esuberante, chissà com’era da piccolo, appassionato di Marinetti e del futurismo come molti in quel coté di destra, è stato fregato d…

Dice il proverbio antico: “Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”. Nulla è più calzante per Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario un tempo potentissimo alla Giustizia. Ora assai meno. E proprio per via di quegli amici, non si sa se scelti per caso, per affinità o come semplici compagni di guasconate, il sottosegretario, fedelissimo ex avvocato di Giorgia Meloni, passa da un guaio all’altro ormai da tempo.

Mentre scolava la pasta con il coinquilino Giovanni Donzelli, si è lasciato andare al racconto delle registrazioni sull’anarchico Alfredo Cospito in carcere al 41 bis. Vai a pensare che Donzelli, coordinatore di Fratelli d’Italia, non uno sprovveduto, le divulgasse nell’aula della Camera per attaccare inappropriatamente il Pd. Così Delmastro è finito rinviato a giudizio dal gup per violazione del segreto d’ufficio.

Vitalista, esuberante, chissà com’era da piccolo, appassionato di Marinetti e del futurismo come molti in quel coté di destra, è stato fregato da un’altra amicizia. Emanuele Pozzolo detto Manny. Deputato vercellese, stessa destra, identiche nostalgie, simpatie no vax. Le affinità. Manny arriva alla Proloco di Rosazza, 99 abitanti, per un Capodanno organizzato dalla sindaca Francesca Delmastro che ha nel fratello Andrea l’ospite di riguardo, e zac, ci scappa lo sparo e un ferito. Il ferito è il genero del caposcorta di Delmastro che, nel clima di personale amicizia creato dal sottosegretario, è della comitiva. E che mai poteva aspettarsi un proiettile come regalo al posto di qualche botto, che nel biellese sono pure contati.

Delmastro ha detto che è la iella a non mollarlo. In Procura a Biella - dove è stato ascoltato come testimone insieme ad alcuni altri amici - è rimasto quasi tre ore. Aveva già spiegato che, santocielo, manco lui si aspettava di avere un amico pistolero e che, inoltre, non era nelle immediate vicinanze del fattaccio.

Ma, per citare ancora un detto popolare: “Chi non ci bada, non s’avvede”. Da un bel po’ Delmastro non s’avvede. Non gli converrebbe una pausa e pensarci un po’ su? Senza scomodare Iddio, eviterebbe a Giorgia Meloni l’imbarazzo di coprirgli ogni volta le spalle.

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