Perché la destra non ama Ilaria Salis?
di Giovanna CasadioGiovanni Donzelli è uno che non le manda a dire. Quando nell’aula di Montecitorio svelò le confidenze del sottosegretario e allora coinquilino Andrea Delmastro Delle Vedove sull’anarchico Cospito e la visita dei parlamentari del Pd in carcere, si disse che gli era scappata la frizione. Ma chi lo conosce descrive Donzelli, meloniano di ferro, come un politico razionale e abile.
Dopo il rifiuto del tribunale di Budapest di concedere i domiciliari a Ilaria Salis, la prima dichiarazione della destra è stata la sua: “Non assolvo completamente Salis, ma è una concittadina e quindi la difenderemo”. Un po’ come dire: facciamocene una ragione…C’è una mancanza di simpatia della destra nei confronti dell’insegnante milanese da tredici mesi in carcere per aggressione, avendo partecipato alla contromanifestazione nel Giorno dell’Onore, la kermesse dei gruppi neonazisti a Budapest. Neppure le catene e il guinzaglio smuovono empatia?
Al massimo Antonio Tajani, il miglior volto del governo, e respons…
Giovanni Donzelli è uno che non le manda a dire. Quando nell’aula di Montecitorio svelò le confidenze del sottosegretario e allora coinquilino Andrea Delmastro Delle Vedove sull’anarchico Cospito e la visita dei parlamentari del Pd in carcere, si disse che gli era scappata la frizione. Ma chi lo conosce descrive Donzelli, meloniano di ferro, come un politico razionale e abile.
Dopo il rifiuto del tribunale di Budapest di concedere i domiciliari a Ilaria Salis, la prima dichiarazione della destra è stata la sua: “Non assolvo completamente Salis, ma è una concittadina e quindi la difenderemo”. Un po’ come dire: facciamocene una ragione…C’è una mancanza di simpatia della destra nei confronti dell’insegnante milanese da tredici mesi in carcere per aggressione, avendo partecipato alla contromanifestazione nel Giorno dell’Onore, la kermesse dei gruppi neonazisti a Budapest. Neppure le catene e il guinzaglio smuovono empatia?
Al massimo Antonio Tajani, il miglior volto del governo, e responsabile della Farnesina, invita a non politicizzare. Invito che dovrebbe essere rivolto a Orban.
Salis è una militante antifascista. Che occasione sprecata per questa destra alla ricerca di nuova identità non dare un primo concreto segno di antifascismo sostenendo senza tregua l’antifascista Salis per riportarla a casa.
Quale migliore banco di prova per chiarire da che parte stare? E spiegarlo all’amico di Giorgia Meloni, Viktor Orban. Ci vuole il presidente Sergio Mattarella per ricordare non solo lo Stato di diritto, che è nostro e dell’Unione europea, ma anche i principi a cui l’Italia si ispira. L’antifascismo, appunto.