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Si può fare politica sulla pelle dell’Emilia Romagna?

20/09/2024 Alluvione in Emilia Romagna. Danni per esondazione del fiume Lamone che ha rotto gli argini a Traversara di Bagnocavallo nel Ravennate. Pulizie dal fango 

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Si può lucrare consenso sui disastri che si abbattono su una popolazione? Le terre alluvionate finite nel mirino di esponenti politici e ministri
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Più in generale c’è da chiedersi: è politica quella che vuole lucrare consenso sui disastri che si abbattono su una popolazione? A distanza di un anno è tornato il dramma dell’alluvione che coinvolge i cittadini emiliano romagnoli. E quelle terre sono finite nel mirino di politici, di ministri, spregiudicati. Eccoci di nuovo alle accuse della destra sulle risorse e su chi ha speso quanto dei soldi che lo Stato non ha neppure inviato. Uno scaricabarile politico più limaccioso del fango che copre appezzamenti di terre coltivate con amore e cura, scantinati, case, allevamenti in ginocchio.

Gli sforzi di tutela di un luogo per chi ci vive non sono un optional: che è invece quanto il governo capitanato dal ministro della Protezione civile Nello Musumeci vuole fare credere, accusando le istituzioni locali di non avere fatto le opere necessarie a contrastare il replay del disastro idrogeologico. I soldi arrivati - che la Regione sostiene essere stati 40 milioni l’anno in 14 anni – sono stati…

Più in generale c’è da chiedersi: è politica quella che vuole lucrare consenso sui disastri che si abbattono su una popolazione? A distanza di un anno è tornato il dramma dell’alluvione che coinvolge i cittadini emiliano romagnoli. E quelle terre sono finite nel mirino di politici, di ministri, spregiudicati. Eccoci di nuovo alle accuse della destra sulle risorse e su chi ha speso quanto dei soldi che lo Stato non ha neppure inviato. Uno scaricabarile politico più limaccioso del fango che copre appezzamenti di terre coltivate con amore e cura, scantinati, case, allevamenti in ginocchio.

Gli sforzi di tutela di un luogo per chi ci vive non sono un optional: che è invece quanto il governo capitanato dal ministro della Protezione civile Nello Musumeci vuole fare credere, accusando le istituzioni locali di non avere fatto le opere necessarie a contrastare il replay del disastro idrogeologico. I soldi arrivati - che la Regione sostiene essere stati 40 milioni l’anno in 14 anni – sono stati per l’85% già rendicontati, e il restante impegnato in opere in corso (dichiarazione dell’ex governatore emilianoromagnolo Stefano Bonaccini).

Ora il governo ha stanziato in Consiglio dei ministri 20 milioni di euro per l’Emilia Romagna e 4 per le Marche. Saranno impiegati e giustificati fino all’ultimo centesimo: si spera. Ma lo spettacolo dello sciacallaggio politico si è pregati di evitarlo. C’è bisogno di aiuti, di solidarietà in cui peraltro le popolazioni di quei luoghi sono maestre. Giorgia Meloni ha provato a metterci una pezza, dopo l’infelice uscita di Musumeci sui conti che non tornavano e lo sguardo rivolto alla campagna elettorale per il rinnovo della Regione che la destra vorrebbe prendersi.

Se nel momento in cui qualcuno è in ginocchio, si alza la voce per accusarlo invece che per aiutarlo, la politica è esondata nell’egoismo. Meglio non occuparsi di Protezione civile.

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