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Sarà una settimana politica bestiale?

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L’Italia ha una politica “animalier”, fatta di bau bau bau di Montaruli, di Conigli che scappano dalle spiegazioni nelle aule parlamentari (Meloni per Schlein), di “gatto e di volpe” Nordio e Piantedosi indicati da Renzi. Fino alla cagnolina Puggy di Biancofiore che ha debuttato in Senato
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Lo è stata quella trascorsa, si prevede lo sia anche questa appena iniziata.

Si è scoperto infatti che l’Italia ha una politica “animalier”, fatta di bau bau bau (abbaiare di cane), di Conigli che scappano dalle spiegazioni nelle aule parlamentari (essendo nella realtà presidenti del Consiglio), di “gatto e di volpe” abilmente indicati dal Grillo parlante Renzi, in giornate in cui i Pinocchio sono tanti e restano burattini.

Sarebbe interessante discutere del “premio Tripoli”, come è stato definito dai più spiritosi il gran pasticcio che ha portato l’Italia alla liberazione del torturatore Almasri, e capire se consegnarlo al Guardasigilli Nordio, a Piantedosi del Viminale o inevitabilmente a lei, alla prima ministra. Forse andrebbe ex aequo, cioè alla pari a tutti i protagonisti.

E dunque, dovendo parlare di bestie e di bestialità, c’è materiale a iosa, metafore e paragoni e giochi di prestigio. Giorgia Meloni è il “coniglio”, la “presidente del coniglio” per Elly Schlein, il gatt…

Lo è stata quella trascorsa, si prevede lo sia anche questa appena iniziata.

Si è scoperto infatti che l’Italia ha una politica “animalier”, fatta di bau bau bau (abbaiare di cane), di Conigli che scappano dalle spiegazioni nelle aule parlamentari (essendo nella realtà presidenti del Consiglio), di “gatto e di volpe” abilmente indicati dal Grillo parlante Renzi, in giornate in cui i Pinocchio sono tanti e restano burattini.

Sarebbe interessante discutere del “premio Tripoli”, come è stato definito dai più spiritosi il gran pasticcio che ha portato l’Italia alla liberazione del torturatore Almasri, e capire se consegnarlo al Guardasigilli Nordio, a Piantedosi del Viminale o inevitabilmente a lei, alla prima ministra. Forse andrebbe ex aequo, cioè alla pari a tutti i protagonisti.

E dunque, dovendo parlare di bestie e di bestialità, c’è materiale a iosa, metafore e paragoni e giochi di prestigio. Giorgia Meloni è il “coniglio”, la “presidente del coniglio” per Elly Schlein, il gatto è Nordio e la volpe Piantedosi (o viceversa). Nel bestiario della politica, spicca Augusta Montaruli, parlamentare meloniana di prima fila, che nel confronto in tv su La7 con Marco Furfaro, responsabile iniziative del Pd, ha preferito abbaiare invece di argomentare. Un lungo e ripetuto “bau bau bau”. Che non era paragonabile ai delicati guaiti di Puggy, prima ospite canina a Palazzo Madama, batuffolo peloso che ha preferito ronfare nella cuccia rosa confetto per tutta la giornata. La sua padrona, Michaela Biancofiore, senatrice altoatesina, l’ha presentata: “È un tesoro, una bontà da imitare”.

(ansa)

In agenda la premier Meloni ha appuntamenti decisivi. In primis c’è la “pitonessa”, affettuoso soprannome che amici e colleghi di partito danno a Daniela Santanchè: discussa la mozione di sfiducia, ora va votata in data da destinarsi. Meloni deve rispondere alla Corte penale internazionale che ha aperto una inchiesta sul governo e rendere conto dello scandalo degli attivisti e giornalisti italiani spiati con un software della società israeliana Paragon. Fermiamoci qui. Spiati e spioni.

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