Vale la pena non dimenticare. E quindi non c’è scandalo nelle fascette (l’evoluzione hi.tech delle manette) ai polsi dei migranti accompagnati dall’Italia al centro per il rimpatrio (Cpr) albanese di Gjader, pozzo senza fondo della spensierata propaganda meloniana. Lo ha detto Matteo Piantedosi, che è il ministro dell’Interno, quindi competente in fatto di sicurezza. Ha spiegato che non si potevano accompagnare questi 40 (sono poi scesi a 39) al di là dell’Adriatico con le mimose o le uova di Pasqua. Perché?
Perché sono pericolosi. Hanno nel loro curriculum una serie di “tentati reati” (o condanne scontate o non è molto chiara la loro fedina penale), comunque sono fior di gaglioffi.
Non sono detenuti, ma sono migranti “trattenuti”. In realtà sono trattenuti a prescindere, perché la legge italiana Bossi-Fini, prevede il reato di clandestinità (un reato che colpisce ciò che sei, non ciò che hai fatto, e cioè hai attraversato frontiere senza lascia condotto). “Tutto regolare trasferirli …
Vale la pena non dimenticare. E quindi non c’è scandalo nelle fascette (l’evoluzione hi.tech delle manette) ai polsi dei migranti accompagnati dall’Italia al centro per il rimpatrio (Cpr) albanese di Gjader, pozzo senza fondo della spensierata propaganda meloniana. Lo ha detto Matteo Piantedosi, che è il ministro dell’Interno, quindi competente in fatto di sicurezza. Ha spiegato che non si potevano accompagnare questi 40 (sono poi scesi a 39) al di là dell’Adriatico con le mimose o le uova di Pasqua. Perché?
Perché sono pericolosi. Hanno nel loro curriculum una serie di “tentati reati” (o condanne scontate o non è molto chiara la loro fedina penale), comunque sono fior di gaglioffi.
Non sono detenuti, ma sono migranti “trattenuti”. In realtà sono trattenuti a prescindere, perché la legge italiana Bossi-Fini, prevede il reato di clandestinità (un reato che colpisce ciò che sei, non ciò che hai fatto, e cioè hai attraversato frontiere senza lascia condotto). “Tutto regolare trasferirli in manette” per il responsabile del Viminale.
Essere clandestini è bruttissimo. Ci sono storie strazianti di clandestinità (quasi tutte in realtà lo sono). MoIti Cpr, ovvero centri di identificazione per i rimpatri, da quello di Ponte Galeria a Gradisca d’Isonzo, per citare i più noti - in Italia sono 10 i Cpr -, sono stati teatro di suicidi e di atti di autolesionismo che avrebbero dovuto (dovrebbero) scuotere lo Stato, cioè tutti noi, altro che ignorare e punire. Piantedosi (e Salvini) sembrano vantarsi delle manette ai migranti. Rimpiangono i ceppi con cui Trump il presidente americano appena eletto ha inaugurato le sue politiche sull’immigrazione?
Le lunghe file di disperati da rispedire a casa loro con un cargo militare furono postate dalla Casa Bianca stessa come vanto di una operazione esemplare. Ci siamo indignati noi qui, in Italia. Ma ora siamo diventati trumpiani al punto da accettare le manette ai migranti trattenuti, tanto non fanno male a nessuno, tanto se le sono meritate. Se le sono meritate per essere arrivati fin qua, in Europa inseguendo un sogno. L’Europa è il sogno di tutti.