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Cos’è la fame?

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Le carestie e le guerre ne sono la causa abituale. Poi però c’è l’orrore di Gaza
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La fame è la mancanza di cibo. Le carestie e le guerre ne sono la causa abituale. Poi però c’è l’orrore di Gaza. Gaza ha fame.

Le centinaia di mani tese nella calca della Striscia per una busta di plastica trasparente chiusa con un nodo strettissimo e che contiene dieci pite – il pane piatto di queste parti - è l’immagine indelebile della fame. Fame come arma di distruzione di massa e strage di civili.

Dai buchi nei muri dei fornai di Gaza, che hanno lavorato ininterrottamente per la notte intera, e lo faranno nelle notti che verranno, finché arriva la farina, da quei buchi passa il pane gettato agli affamati. Le mani degli affamati si tendono nella speranza. Mani di uomini di donne e di ragazzi che hanno fame perché sono privati del cibo.

Gaza, assalto al pane: la ressa davanti al forno di Nuseirat

L’Unicef, il Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia, ha calcolato che …

La fame è la mancanza di cibo. Le carestie e le guerre ne sono la causa abituale. Poi però c’è l’orrore di Gaza. Gaza ha fame.

Le centinaia di mani tese nella calca della Striscia per una busta di plastica trasparente chiusa con un nodo strettissimo e che contiene dieci pite – il pane piatto di queste parti - è l’immagine indelebile della fame. Fame come arma di distruzione di massa e strage di civili.

Dai buchi nei muri dei fornai di Gaza, che hanno lavorato ininterrottamente per la notte intera, e lo faranno nelle notti che verranno, finché arriva la farina, da quei buchi passa il pane gettato agli affamati. Le mani degli affamati si tendono nella speranza. Mani di uomini di donne e di ragazzi che hanno fame perché sono privati del cibo.

Gaza, assalto al pane: la ressa davanti al forno di Nuseirat

L’Unicef, il Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia, ha calcolato che a Gaza ci sia da mangiare per un bambino su 3 e per meno di un mese. Negli ultimi 5 giorni sono passati 115 camion di aiuti attesi da due milioni di persone che hanno bisogno di tutto: un contagocce. Sono un cucchiaino nel mare del bisogno. Dall’Italia negli ultimi giorni sono state recapitate 100 tonnellate di alimenti e di forniture mediche. Ma a rischio malnutrizione ci sono 100 mila individui che da tempo non hanno più un pasto vero a disposizione.

I sudari che sono stati esposti nelle principali città europee sembrano non scuotere abbastanza. Nel mezzo della guerra della fame, l’Agenzia a cui era stata affidata da ieri la distribuzione del pane in quattro punti della Striscia ha dato forfait. Non si sa cosa è meglio perché non dava buone referenze di alcun tipo. La Rete di Trieste, movimento di sindaci italiani cattolici, ha proposto un gesto di digiuno: c’è una fame per protesta.

Guterres, il segretario dell’Onu, ha avvertito che i bambini palestinesi si rischia di vederli morire in tempo reale. A Gaza comanda la fame.

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