Lo ha detto the Donald nell’ora più buia: quella degli attacchi ai siti per smantellare il nucleare iraniano e riscrivere la storia del mondo.
Su Truth Donald si è sfogato già da qualche giorno: voglio la pace ma non ci credono, pensano che voglio il Nobel per la pace e Islamabad quasi quasi sarebbe d’accordo, se non fosse che è solo una parte di mondo, ma nell’altra assai più vasta è scoppiato un conflitto nero e profondo. Quindi se lo giocheranno questo sporco mondo ai dadi mentre i Paesi sono in fiamme e discutono se Trump è pacifista o no?
Non ci crede neppure lui, the Donald, che si sia arrivati a tanto!
Verso sera il potere distruttivo dell’attacco a Teheran è massimo, al mattino l’allarme si ridimensiona, la verità è che nessuno sa come finirà: Netanyahu festeggia perché Dio perde gli idioti e prega per Trump al Muro del Pianto a Gerusalemme, almeno questo. I bambini affamati come si salvano a Gaza è una questione che non lo riguarda.
Ben vestiti, ben rasati, freschi doccia, il…
Lo ha detto the Donald nell’ora più buia: quella degli attacchi ai siti per smantellare il nucleare iraniano e riscrivere la storia del mondo.
Su Truth Donald si è sfogato già da qualche giorno: voglio la pace ma non ci credono, pensano che voglio il Nobel per la pace e Islamabad quasi quasi sarebbe d’accordo, se non fosse che è solo una parte di mondo, ma nell’altra assai più vasta è scoppiato un conflitto nero e profondo. Quindi se lo giocheranno questo sporco mondo ai dadi mentre i Paesi sono in fiamme e discutono se Trump è pacifista o no?
Non ci crede neppure lui, the Donald, che si sia arrivati a tanto!
Verso sera il potere distruttivo dell’attacco a Teheran è massimo, al mattino l’allarme si ridimensiona, la verità è che nessuno sa come finirà: Netanyahu festeggia perché Dio perde gli idioti e prega per Trump al Muro del Pianto a Gerusalemme, almeno questo. I bambini affamati come si salvano a Gaza è una questione che non lo riguarda.
Ben vestiti, ben rasati, freschi doccia, il componenti del gabinetto di guerra trumpiani a Washington cercano di vendere per fave fresche gli scatti di rabbia, gli sgambetti, le corna del generale Caine, il berretto rosso sempre lo stesso di Trump