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Per governare una regione serve Masaniello?

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Alle elezioni di questo autunno (Campania, Marche, Toscana, Puglia, Veneto), la prima vittoria da ottenere è creare un po’ d’entusiasmo, di aspettativa, di desiderio per la politica nonostante dazi e guerre
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A quest’ora, cinque anni fa, erano già tutti in fila, accordati e legati stretti. Ma ora sono più le smagliature negli schieramenti politici che le intese, le distrazioni, le riunioni rinviate tanto se non è oggi è domani, dai partiti alla ricerca di un po’ di entusiasmo per sé e, soprattutto, per gli elettori che altrimenti non vanno alle urne. Quindi sursum corda, coraggio!

Alle elezioni per le regioni, le prossime nella tabella di marcia politica di questo autunno, la prima vittoria da ottenere è creare un po’ d’entusiasmo, di aspettativa, di desiderio per la politica domestica nonostante dazi e guerre non aiutino, distolgono.

In Campania Vincenzo De Luca, don Vicienzo, ‘u vicerè, non può più presentarsi al voto, amen. Ma i campani se lo meritano un altro difensore dei propri interessi! Qualcuno che sia forte di consensi e capacità, senza bisogno di avere lo sguardo sempre e solo al passato. Scenda in campo e combatta contro Cirielli, se è Cirielli , il generale, la carta che il ce…

A quest’ora, cinque anni fa, erano già tutti in fila, accordati e legati stretti. Ma ora sono più le smagliature negli schieramenti politici che le intese, le distrazioni, le riunioni rinviate tanto se non è oggi è domani, dai partiti alla ricerca di un po’ di entusiasmo per sé e, soprattutto, per gli elettori che altrimenti non vanno alle urne. Quindi sursum corda, coraggio!

Alle elezioni per le regioni, le prossime nella tabella di marcia politica di questo autunno, la prima vittoria da ottenere è creare un po’ d’entusiasmo, di aspettativa, di desiderio per la politica domestica nonostante dazi e guerre non aiutino, distolgono.

In Campania Vincenzo De Luca, don Vicienzo, ‘u vicerè, non può più presentarsi al voto, amen. Ma i campani se lo meritano un altro difensore dei propri interessi! Qualcuno che sia forte di consensi e capacità, senza bisogno di avere lo sguardo sempre e solo al passato. Scenda in campo e combatta contro Cirielli, se è Cirielli , il generale, la carta che il centrodestra vuole calare. Urge condottiero.

E Matteo Ricci nelle Marche, deve iniziare subito la volata per il Pd. Non c’è da attendere investiture ufficiali.

Attenzione alla Puglia. Qui i sentimenti complicano le cose semplici. Forse a causa di Valeria Gentile alias Nuvola, artista e futura moglie di Michele Emiliano a cui sta per dare una figlia, o se per incertezze tutte interne ai ruoli del governatore uscente Emiliano e dell’ex governatore e leader della sinistra Nichi Vendola la partita per la regione si è intricata oltremodo. In pole per la guida c’è Antonio Decaro, amatissimo ex sindaco di Bari, ora eurodeputato già pronto al nastro di partenza, se non spintonato dai colleghi di partito in cerca del loro posto al sole. Chiarimenti nei prossimi giorni. Ai pugliesi non bastano le prebende e il potere personale per recarsi al voto, serve u po’ di sentimento. E poi c’è il Veneto. La partita impossibile per la sinistra e decisiva per la destra. Luca Zaia, il doge, dovrà rinunciare, ma a sfidare Giovanni Manildo, che fu sindaco di Treviso in terra leghista e che ora si gioca la scommessa di diventare governatore nella tana del Leone, si attende un altro leghista di chiara fama o di stretta osservanza zaiaiana. Nomi tanti: Stefani, Mario Conte.

La più tranquilla tra le regioni, la “rossa” Toscana, si è svegliata con il mal di pancia. Messo in discussione dai 5Stelle il governatore uscente, il moderato Eugenio Giani, è partita una resa dei conti che dovrebbe concludersi con una pace siglata nelle prossime ore. Così come pace è in Friuli Venezia Giulia grazie a Massimiliano Fedriga se ci sta.

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