Un gioco di ultimatum e sabbie mobili
di Concita De Gregorio , di Concita De GregorioRiprendiamo da dove eravamo rimasti. Si diceva ieri, della scacchiera: commovente il tentativo di Matteo Salvini alle prese con un gioco ignoto, assistito dal suocero attualmente in carica. Ieri ha provato una tecnica nuova: fare la voce grossa niente meno che con B. Ora: Berlusconi ha tutti i difetti del mondo il principale dei quali, come sanno anche gli aborigeni, è il delirio di onnipotenza. Il quale sovente acceca - potrebbe essere questo del Quirinale un nuovo caso - ma nel frattempo, nell'economia breve dei giorni, gli impedisce di concepire un ultimatum a lui rivolto.
Proprio non ha il muscolo dell'abitudine, non riconosce il suono delle sillabe. Se tu gli dici, e non sei una pin up: entro domenica devi portarmi i soldi (il primo esempio…
Riprendiamo da dove eravamo rimasti. Si diceva ieri, della scacchiera: commovente il tentativo di Matteo Salvini alle prese con un gioco ignoto, assistito dal suocero attualmente in carica. Ieri ha provato una tecnica nuova: fare la voce grossa niente meno che con B. Ora: Berlusconi ha tutti i difetti del mondo il principale dei quali, come sanno anche gli aborigeni, è il delirio di onnipotenza. Il quale sovente acceca - potrebbe essere questo del Quirinale un nuovo caso - ma nel frattempo, nell'economia breve dei giorni, gli impedisce di concepire un ultimatum a lui rivolto.
Proprio non ha il muscolo dell'abitudine, non riconosce il suono delle sillabe. Se tu gli dici, e non sei una pin up: entro domenica devi portarmi i soldi (il primo esempio che mi viene in mente) lui in automatico risponde come il vecchio di Succession, la serie. Risponde: fottiti. È fatto così, i suoi alleati dovrebbero saperlo. Ma niente. Nel disperato tentativo di recuperare la leadership, mentre Giorgia Meloni non ne sbaglia una e drena voti, Salvini spara alla cieca: un giorno dice che va all'opposizione, un altro che serve un governo dei leader con lui dentro, quello dopo spiega a Draghi che gli bastano gli Interni, li rivuole indietro: giocare con le barche gli piaceva tantissimo. Ieri ha intimato a B. di fargli vedere il conto dei voti entro domenica. Un dettaglio gli sfugge: di quella lista quasi 200 voti, il grosso dei 505 che servono, sono suoi. Della Lega. Perciò ci si aspetterebbe che dicesse: i miei ce li hai, contiamo gli altri. Ma no, non lo dice. Anche Meloni tace su chi sia, tra i patrioti, il suo favorito. C'è dell'apprensione, nel Paese. La sinistra è una palude di sabbie mobili ma la destra, quanto a solidità del terreno, compete. Occhio a dove mettete i piedi, chiunque voi siate.