A star fermi non si sbaglia
di Concita De Gregorio , di Concita De GregorioEnrico Letta, salutato si sospetta con un filo di sarcasmo come "the winner" dal suo competitor interno Dario Franceschini, esce dall'aula portandosi via la matita con la quale ha appena votato Sergio Mattarella. "Me la tengo tra i ricordi. Belli.", scrive su Twitter, l'emiciclo web su cui in questi sei giorni si è fatta e disfatta la politica.
Soprattutto disfatta, come ripete il democristiano di lungo corso Bruno Tabacci che a novembre, due mesi fa, diceva in un'intervista: "Finirà che andranno tutti a chiedere a Mattarella di restare". E dunque sì, il giro di pista di tentativi goffi, maldestri, non concordati, spallate e sgambetti si è concluso e siamo tornati al via. Ha vinto il paese e ha perso la politica, dicono tutti come un mantra che non consola nessuno. Accecati dalla paura dello scontro mortale, come gli animali illuminati dai fari di una macchina, tutti insieme hanno infine deciso …
Enrico Letta, salutato si sospetta con un filo di sarcasmo come "the winner" dal suo competitor interno Dario Franceschini, esce dall'aula portandosi via la matita con la quale ha appena votato Sergio Mattarella. "Me la tengo tra i ricordi. Belli.", scrive su Twitter, l'emiciclo web su cui in questi sei giorni si è fatta e disfatta la politica.
Soprattutto disfatta, come ripete il democristiano di lungo corso Bruno Tabacci che a novembre, due mesi fa, diceva in un'intervista: "Finirà che andranno tutti a chiedere a Mattarella di restare". E dunque sì, il giro di pista di tentativi goffi, maldestri, non concordati, spallate e sgambetti si è concluso e siamo tornati al via. Ha vinto il paese e ha perso la politica, dicono tutti come un mantra che non consola nessuno. Accecati dalla paura dello scontro mortale, come gli animali illuminati dai fari di una macchina, tutti insieme hanno infine deciso di restare immobili. A non far niente non si sbaglia.
Naturalmente, poi, nel minuto esatto del voto numero 505, lunghissimo applauso, le agenzie di stampa hanno quintuplicato i messaggi di chi si intesta l'operazione: praticamente tutti, salvo evidentemente Giorgia Meloni. Il drappello degli ex democristiani che ovunque nei partiti e nelle istituzioni sovrintende i lavori ha questa volta lavorato ad evitare la crisi istituzionale, di governo e politica in piena pandemia, Pnrr incardinato, bollette raddoppiate, rumori di piazza. Potrebbe essere l'ultima volta perché i reduci del secolo scorso sono pochi e sempre più stanchi, i nuovi - la generazione dei cinquantenni - qui alla prima prova potevano, diciamo, far meglio.
La loro partita comincia adesso, e ancora con Draghi dovranno fare i conti. Fico meglio di Casellati, nel confronto fra presidenti delle Camere. Dalla gara da fermi è tutto.