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Repubblica delle Idee, l’abbraccio di Bologna: bentornata fratellanza

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Primo giorno del nostro festival: Zagrebelsky, Recalcati, Manconi e gli scrittori italiani e stranieri parlano con la stessa voce: “È ora di ricostruire insieme”
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Bologna – A sera, il colpo d’occhio è impressionante: una piazza Maggiore gremita ha abbracciato il palco della Repubblica delle Idee. Il debutto dell’edizione 2025 è stato da record: lunghe code all’Arena del Sole e una piazza gremita già dalle sei del pomeriggio, nonostante il caldo. Mentre piovono nuove bombe e il presente fa paura, la comunità di Repubblica si ritrova a Bologna per cercare risposte a nuove domande. Una giornata aperta da un videomessaggio della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola che ha incitato l’Europa a mostrare «determinazione e coraggio» perché è «forte solo se unita».

La Repubblica delle Idee 2025 - Roberta Metsola: "Stampa libera strumento di difesa"

«Repubblica è una comunità che ha un’identità speciale», ha ricordato il direttore Mario Orfeo inaugurando la nuova tre giorni «che parlerà di quello che accade nel mondo». Con inte…

Bologna – A sera, il colpo d’occhio è impressionante: una piazza Maggiore gremita ha abbracciato il palco della Repubblica delle Idee. Il debutto dell’edizione 2025 è stato da record: lunghe code all’Arena del Sole e una piazza gremita già dalle sei del pomeriggio, nonostante il caldo. Mentre piovono nuove bombe e il presente fa paura, la comunità di Repubblica si ritrova a Bologna per cercare risposte a nuove domande. Una giornata aperta da un videomessaggio della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola che ha incitato l’Europa a mostrare «determinazione e coraggio» perché è «forte solo se unita».

La Repubblica delle Idee 2025 - Roberta Metsola: "Stampa libera strumento di difesa"

«Repubblica è una comunità che ha un’identità speciale», ha ricordato il direttore Mario Orfeo inaugurando la nuova tre giorni «che parlerà di quello che accade nel mondo». Con intelligenza. E uno sguardo nuovo.

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Così, provando a tessere la tela dei tanti eventi di ieri, Gustavo Zagrebelsky e Massimo Recalcati hanno affrontato due temi chiave, in qualche modo intrecciati: tolleranza e fratellanza. Zagrebelsky ha riempito la sala de Berardinis dell’Arena del Sole con una lectio partita da Tucidide: «Uguaglianza nelle democrazie significa essere ugualmente diversi». Se nella sfera pubblica «un po’ di intolleranza è necessaria», nella sfera privata «una società libera deve essere fondata sulle differenze». Ma si può essere tolleranti con gli intolleranti? «No: il limite è la violenza», dice Zagrebelsky che ci tiene a definirsi «professore di scuola» strappando un lungo applauso. E Recalcati in una piazza Maggiore ancora assolata ma colma, ha idealmente proseguito il ragionamento affrontando il tema della fratellanza che con il sangue, precisa, non c’entra nulla: «I fratelli sono il principio cardine delle democrazie perché scardinano l’uno tutto solo in favore del due: i totalitarismi sono l’uno contro il due. A scuola il codice di fratellanza si attiva insegnando a parlare ascoltando le ragioni dell’altro». Tollerando le idee diverse e «combattendo il fascista che ognuno di noi porta dentro di sé». Vedere o non vedere: le differenze, l’altro da te.

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Luigi Manconi con Alessandro Bergonzoni e Giancarlo Mola ha infiammato la platea quando ha chiesto alla sinistra di interrogarsi sul fallimento del quesito sulla cittadinanza agli stranieri al referendum: «Una disfatta politica e culturale». Fratellanza sono le lacrime di Rita Baroud, la giornalista ventitreenne palestinese che ha scritto per Repubblica le cronache di una Gaza distrutta, che un videomessaggio da Marsiglia, durante il racconto di Fabio Tonacci inviato in Medio Oriente, ha commosso la platea dicendo: «Sono salva, ma non intera».

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Fratellanza è denunciare «i migranti trasformati in arma» come ha fatto Cecilia Strada sul palco con il rifugiato vittima di Almasri Lag Magok, la giudice Silvia Albano, don Mattia Ferrari e Alessandra Ziniti. È parlare di clima come hanno fatto Telmo Pievani e lo scrittore Stephen Markley. E sorellanza è la scrittrice di origini messicane Valeria Luiselli che con Silvia Avallone e Giovanna Vitale ha parlato della scrittura «che crea comunità», mentre Avallone chiede di «liberare le donne da tutte le gabbie».

LA DIRETTA DELLA PRIMA GIORNATA

Tanti gli ospiti: tra gli altri Chiara Valerio, Francesca Fialdini, Barbara Gallavotti. La giornata, dopo la rassegna stampa di Laura Pertici e Luca Bottura, si era aperta con il cruciverba Rep50 di Stefano Bartezzaghi: tra le definizioni indovinate dal pubblico, “eugenismo”: la rivoluzione di Eugenio Scalfari. Che a Bologna vive ancora.

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