Geppi Cucciari a Repubblica delle Idee: “Quanti insulti solo per aver invitato a votare”
di Caterina GiusbertiLa politica, «che dovrebbe essere il mestiere più bello del mondo», Lucio Malan che canta bene («almeno quello»), il «potere intoccabile della satira» e le rivelazioni di Candy Candy: «Terence nella versione originale non torna, ragazze: i veri drammi vanno affrontati». E giù risate. Ad Annalisa Cuzzocrea che la intervista in piazza Maggiore, Geppi Cucciari confida: «Spesso a Un giorno da Pecora ho l’impressione che le battute non vengano colte: l’inconsapevolezza è il vero segreto». Anche lei ha pensato di fare politica in Sardegna sì, «ma in un futuro lontano». Però avvisa: «È politico occuparsi di certi temi».
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Lei lo ha fatto portando ad Amici un monologo sull’importanza di andare a votare. «Per alcuni è diventato un appello al sì, per altri ho esondato dal mio ruolo di cabarettista. Ho letto insulti terribili, mi ha spaventato. Sembra quasi che le donne che non rimangono al loro posto diano più fastidio degli uomini.
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La politica, «che dovrebbe essere il mestiere più bello del mondo», Lucio Malan che canta bene («almeno quello»), il «potere intoccabile della satira» e le rivelazioni di Candy Candy: «Terence nella versione originale non torna, ragazze: i veri drammi vanno affrontati». E giù risate. Ad Annalisa Cuzzocrea che la intervista in piazza Maggiore, Geppi Cucciari confida: «Spesso a Un giorno da Pecora ho l’impressione che le battute non vengano colte: l’inconsapevolezza è il vero segreto». Anche lei ha pensato di fare politica in Sardegna sì, «ma in un futuro lontano». Però avvisa: «È politico occuparsi di certi temi».
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Lei lo ha fatto portando ad Amici un monologo sull’importanza di andare a votare. «Per alcuni è diventato un appello al sì, per altri ho esondato dal mio ruolo di cabarettista. Ho letto insulti terribili, mi ha spaventato. Sembra quasi che le donne che non rimangono al loro posto diano più fastidio degli uomini.
RepIdee 25, Geppi Cucciari: "Le donne che non rimangono al loro posto danno fastidio"
È che non si è ancora capito quale sia, questo posto: ognuno si cerca il proprio. Uno degli insulti che ricevo più spesso è pastora, non capisco come possa essere un insulto un mestiere così nobile». Per fortuna c’è Perfetta, il monologo scritto per lei da Mattia Torre: «Racconta che esseri meravigliosi, forti, fragili siamo noi donne, anche per il ciclo mestruale che ci accompagna». Sanremo? «Ma chi è a proprio agio col 60% degli italiani che ti stanno a guardare?».