Padre Benanti: “Sono finiti i tempi di Galileo. La Chiesa vuole un’IA accessibile a tutti”
di Caterina GiusbertiPadre Paolo Benanti
BOLOGNA – Di intelligenza artificiale si è parlato ieri al Cinema Modernissimo di Bologna, nell’Hub Italian Tech curato da Federico Ferrazza, ospiti Nello Cristianini, professore all’Università di Bath, e Padre Paolo Benanti, collegato da Washington, teologo, docente e già consigliere di Papa Francesco in materia di etica e tecnologia.
«Le macchine oggi sono in grado di comprendere anche il linguaggio umano - dice Cristianini - è possibile che una macchina sia più intelligente di un uomo? Per compiti specifici sì».
E qui si entra nel campo di padre Benanti: «L’idea di preservare qualcuno dopo la morte è antichissima. Alleviare il momento del lutto con una copia digitale del defunto però è un passaggio molto delicato. Che succede se la mia copia digitale finisce in mano a una azienda? La commercializzazione di questa interfaccia dovrà essere regolamentata».
Non sempre la relazione tra chiesa e tecnologia è stata piana. «Quello che ci ha detto il Papa – prosegue il religioso - è che no…
BOLOGNA – Di intelligenza artificiale si è parlato ieri al Cinema Modernissimo di Bologna, nell’Hub Italian Tech curato da Federico Ferrazza, ospiti Nello Cristianini, professore all’Università di Bath, e Padre Paolo Benanti, collegato da Washington, teologo, docente e già consigliere di Papa Francesco in materia di etica e tecnologia.
«Le macchine oggi sono in grado di comprendere anche il linguaggio umano - dice Cristianini - è possibile che una macchina sia più intelligente di un uomo? Per compiti specifici sì».
E qui si entra nel campo di padre Benanti: «L’idea di preservare qualcuno dopo la morte è antichissima. Alleviare il momento del lutto con una copia digitale del defunto però è un passaggio molto delicato. Che succede se la mia copia digitale finisce in mano a una azienda? La commercializzazione di questa interfaccia dovrà essere regolamentata».
Non sempre la relazione tra chiesa e tecnologia è stata piana. «Quello che ci ha detto il Papa – prosegue il religioso - è che non siamo di fronte a un modello Galileo, quando il telescopio era qualcosa da condannare in sé. Leone XIV ha detto: l’intelligenza artificiale c’è, dobbiamo capire come e quanto. Noi cattolici ci mettiamo al servizio, insieme a tutti gli uomini di buona volontà, per cercare di capire in che maniera possiamo integrare questa tecnologia nella nostra società, perché ne beneficino il maggior numero di persone possibili».