Salis, Gualtieri, Lepore: “Non basta riempirsi la bocca di sicurezza. Il candidato lo abbiamo già”

Salis, Gualtieri, Lepore: “Non basta riempirsi la bocca di sicurezza. Il candidato lo abbiamo già”

I tre sindaci sul palco di Repubblica delle Idee: “Ridiamo speranza ai giovani”

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BOLOGNA – Ricette per la sicurezza, al di là degli slogan. Giovani. Periferie. Le risorse col contagocce. E uno sguardo che dalle città si allarga all’Italia, alle sfide cui il centrosinistra deve saper rispondere. Tre primi cittadini sul palco di Repubblica delle Idee, davanti a una piazza Maggiore strapiena: il padrone di casa, Matteo Lepore, e i colleghi Silvia Salis (Genova) e Roberto Gualtieri (Roma). A moderare il dibattito, Carmelo Lopapa.

Le città e il nodo sicurezza. Salis: “Non basta parlarne, occorre investire”

Città in cerca di maggiore sicurezza. Ma come si fa? “E’ un tema centrale, l’ex capo della polizia Franco Gabrielli dice che i sindaci hanno in mano il 20% delle leve di sicurezza mentre la percezione dei cittadini è che ne abbiano l’80%”, ricorda Salis, che dà altri numeri: “Ci sono 92mila poliziotti in Italia mentre la dotazione dovrebbe essere 103mila. Sull’immigrazione ci troviamo in un Paese che non riesce a rimpatriare gli immigrati irregolari. Non importa avere o no i Cpr, il punto è che mancano gli accordi di rimpatri, e quando finiscono i 18 mesi queste persone escono nel territorio in cui si trova il Cpr. Non basta riempirsi la bocca di sicurezza – denuncia Salis - bisogna anche investire e aumentare le dotazioni”.

LA DIRETTA DELLA PRIMA GIORNATA

Gualtieri: “Nelle periferie agenti ma anche cultura e scuola”

Va in scia il sindaco della Capitale. “Non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo la fortuna di vivere in un Paese che è molto più sicuro di quelli in cui si applicano le ricette che la destra vorrebbe applicare, abbiamo una polizia democratica per esempio”, dice Gualtieri, raccogliendo applausi dalla piazza. “Poi dobbiamo dire la verità: le medie sono molto lusinghiere ma ci sono zone e orari dove le persone non si sentono sicuri e bisogna occuparsene. Nelle periferie sosteniamo le azioni delle forze dell’ordine ma cerchiamo di portare anche formazione lavoro politiche sociali, scuola, educazione, cultura. Ma non andremo mai appresso della politica razzista della destra che parla di remigrazione”, conclude, raccogliendo ancora consensi dai lettori di Repubblica in piazza Maggiore.

Lepore: “Il governo scarica sugli ultimi i problemi della società”

Fare squadra, è una delle ricette adottate dai primi cittadini che toccano con mano i problemi della società e delle città. “Stiamo lavorando molto insieme come sindaci delle città metropolitane, anche di centrodestra e civici. A me preoccupa che il governo voglia scaricare sugli ultimi e sui penultimi i problemi della società e della comunità”. Il governo è “al sesto decreto sicurezza: se uno fa sei volte i compiti, non li ha fatti molto bene. Abbiamo offerto collaborazione al governo, ma ci hanno chiesto in cambio obbedienza e questo non va bene”. A cosa si riferisce? “La premier ha detto: il sindaco mi critica quindi noi gli aiuti sull'alluvione non li diamo. Questo non va bene. Non è democratico. L’unica cosa che ha fatto il governo in questi quattro anni sono: decreto rave, sei decreti sicurezza, centri per il rimpatrio in Albania. Mi sembra un bilancio deludente”, tuona Lepore.

Salis: “Ridare speranza ai giovani”

Genova è la città in Europa con la popolazione più anziana. E questo “perché i giovani se ne sono andati”, riconosce Salis. “Ma io non ho voluto arrendermi su questo e sto cercando di offrire proposte culturali, lavoro, e di investire sulla scuola. Non è vero che i giovani non si interessano di politica, la cercano in luoghi diversi da quelli tradizionali”. E allora “bisogna tornare a parlare con loro e offrire qualcosa a loro, pensare a loro. La cosa più importante per chi guida una città è che sappia dare speranza ai giovani”.

Ma come si dà speranza ai giovani senza risorse? “A Bologna abbiamo fatto opere per 1,9 miliardi di Pnrr, e abbiamo trovato anche risorse per l’alluvione. Stiamo facendo battaglie sulla casa con sindaci di Amsterdam e Parigi. Se vogliamo fare crescere l’Europa serve anche dare case alle persone. Bisogna finanziare le città perché solo così potremo crescere e abbassare le tasse ai giovani e a chi fa girare il Paese”.

I sindaci: “Il candidato del centrosinistra ce l’abbiamo già”

Il sindaco Lepore è certo che “la destra abbia paura di noi perché stanno cambiando la legge elettorale e non vogliono neanche far coincidere amministrative e politiche”. E per quanto riguarda il centrosinistra, “dobbiamo avere un candidato leader che ispirandosi alla Costituzione dia più potere alla democrazia. Chi ha meno potere economico deve avere più potere politico, a questo serve la sinistra, deve essere capace di ribaltare il tavolo”. "Se saremo capaci nei prossimi mesi di unirci su questo, io credo che il candidato o la candidata ce l'abbiamo già: sarà la persona che porterà più persone a votare e vinceremo le prossime elezioni", aggiunge Lepore. Raccoglie la palla Salis: "Se il candidato premier sarà tra attuali leader del centrosinistra? Penso proprio di sì". Però "bisogna parlare alla gente progressista e dire come si cambia questo paese, non tanto con chi. Non è vero che non cambia niente, andare a votare conta".

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