Campo largo, sinistra e sindaci: "Acceleriamo sul programma"
di Caterina GiusbertiLe priorità sono per tutti le stesse: sanità, lavoro, giustizia sociale, giustizia climatica. È il momento per mettersi insieme a scrivere il programma. «Siamo molto meno divisi di come ci raccontano, sul 99% del programma siamo d'accordo», dice uno dei due leader di Avs Nicola Fratoianni.
Parte da Bologna la sfida al governo di centrodestra e a Giorgia Meloni. Sono prove tecniche di campo largo, quelle che vanno in scena sul palco di piazza Maggiore, nel primo giorno di Repubblica delle Idee, un filo rosso che parte dall'exploit al referendum sulla giustizia, forse passa per la patrimoniale, di certo cerca i giovani, non evita la sicurezza e vuole arrivare fino al 2027.
Ne parlano i sindaci — il padrone di casa Matteo Lepore, insieme alla prima cittadina di Genova Silvia Salis e quello di Roma Roberto Gualtieri — ma anche il governatore dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale. E Fratoianni con Angelo Bonelli, i «gemelli diversi» di Avs. Un dibattito che proseguirà oggi con Giuseppe Co…
Le priorità sono per tutti le stesse: sanità, lavoro, giustizia sociale, giustizia climatica. È il momento per mettersi insieme a scrivere il programma. «Siamo molto meno divisi di come ci raccontano, sul 99% del programma siamo d'accordo», dice uno dei due leader di Avs Nicola Fratoianni.
Parte da Bologna la sfida al governo di centrodestra e a Giorgia Meloni. Sono prove tecniche di campo largo, quelle che vanno in scena sul palco di piazza Maggiore, nel primo giorno di Repubblica delle Idee, un filo rosso che parte dall'exploit al referendum sulla giustizia, forse passa per la patrimoniale, di certo cerca i giovani, non evita la sicurezza e vuole arrivare fino al 2027.
Ne parlano i sindaci — il padrone di casa Matteo Lepore, insieme alla prima cittadina di Genova Silvia Salis e quello di Roma Roberto Gualtieri — ma anche il governatore dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale. E Fratoianni con Angelo Bonelli, i «gemelli diversi» di Avs. Un dibattito che proseguirà oggi con Giuseppe Conte e Matteo Renzi. Poi domani, nel gran finale, con la leader Pd Elly Schlein, anticipata dal professore nobile della sinistra, Romano Prodi.
Salis, Gualtieri e Lepore, la ricetta per il 2027: "Sicurezza, sanità e lavoro, così vinceremo"
«Non bisogna aver paura di parlare di patrimoniale — esordisce Fratoianni rispondendo, piccato, all'assessore di Roma Alessandro Onorato, col suo progetto civico — che questa cosa diventi un tabù è una follia tutta italiana, non può non stare nel programma. Porre un rimedio all'indecente distribuzione ineguale della ricchezza in Italia dev'essere una priorità. La maggioranza degli italiani è d'accordo, perché il 99,99% degli italiani le ricchezze di cui parliamo non è in grado di immaginarsele».
Pd, Avs e 5 Stelle hanno già lavorato insieme, sostengono Bonelli e Fratoianni: «Sul salario minimo, la riduzione dell'orario di lavoro, la parità salariale, il congedo paritario e una legge per vietare il commercio con le colonie illegali di Israele in Cisgiordania. Abbiamo già — dice il leader dei Verdi — la traccia del programma, si tratta di declinarlo». Subito.
Un compito, quello di declinare il programma dell'alternativa, sul quale si esercitano anche i sindaci dal palco. A partire dalla legalità. «L'ex capo della polizia Franco Gabrielli — avvisa Salis — dice che i sindaci hanno in mano il 20% delle leve, mentre la percezione dei cittadini è che ne abbiano l'80%. Ci sono 92mila poliziotti in Italia, mentre la dotazione dovrebbe essere 103mila. Non importa avere o no i Cpr, il punto è che mancano gli accordi sui rimpatri con gli altri Paesi e quando finiscono i 18 mesi queste persone tornano sul territorio». Insomma, conclude: «Non basta riempirsi la bocca di sicurezza, bisogna anche investire». Le ricette della destra in materia non funzionano, attacca Lepore: «Quando fai sei decreti sicurezza significa che non hai fatto bene i compiti». La sicurezza per Gualtieri è fatta anche di «illuminazione, politiche sociali, street tutor, ma — sottolinea il sindaco di Roma — non andremo mai in scia alla destra della remigrazione».
Poi ci sono i giovani, ai quali «dobbiamo pensare, offrire qualcosa», ripete Salis guardando una neonata tra il pubblico di piazza Maggiore. Per Gualtieri «dopo il Pnrr questo governo ha messo un freno e adesso l'Italia è priva di proposte per il futuro». E allora proprio dalle città del centrosinistra — dicono i primi cittadini — può arrivare la direzione. «Stiamo facendo battaglie sulla casa con i sindaci di Amsterdam e Parigi», dice Lepore. Salis ribadisce il proprio no alle primarie: «Divisive». E alla domanda se il candidato premier sia tra gli attuali leader del centrosinistra risponde: «Penso proprio di sì, però bisogna parlare alla gente progressista e dire come si cambia questo Paese, non tanto chi lo farà». Lepore prova a tracciarne l'identikit: «Dobbiamo avere un candidato che ispirandosi alla Costituzione dia più potere alla democrazia. Chi ha meno potere economico deve avere più potere politico, a questo serve la sinistra: dev'essere capace di ribaltare il tavolo». O almeno di provarci.