Giulia Vecchio ha mille facce, come un Cubo di Rubik. Teatro, cinema, ora il grande successo da comica e imitatrice. Persino miss Puglia da ragazza. E poi la giovane attrice — ospite di Repubblica delle Idee, dove ha chiacchierato con Matteo Macor in piazza e ha anche abbracciato Gino Castaldo, il suo “Ginotto” — può diventare Milly Carlucci, Monica Setta, Valeria Bruni Tedeschi, Iva Zanicchi e Ema Stokholma. «È stata la mia salvezza, con le maschere puoi giocarci: vale tutto».
Perché questa svolta comica nella sua carriera?
«Per esigenze di mercato, ho avvertito che come attrice canonica avevo poche chance e invece come attrice comica ce n’erano molte di più: mancano le donne comiche. Da lì le maschere mi sono servite per avere la libertà di variare e non sentirmi in imbarazzo per il “ma come Giulia che devo fare?”».
Per far ridere serve un talento innato, non è solo una scelta.
«Nel gruppo di amici ero quella che p…
Giulia Vecchio ha mille facce, come un Cubo di Rubik. Teatro, cinema, ora il grande successo da comica e imitatrice. Persino miss Puglia da ragazza. E poi la giovane attrice — ospite di Repubblica delle Idee, dove ha chiacchierato con Matteo Macor in piazza e ha anche abbracciato Gino Castaldo, il suo “Ginotto” — può diventare Milly Carlucci, Monica Setta, Valeria Bruni Tedeschi, Iva Zanicchi e Ema Stokholma. «È stata la mia salvezza, con le maschere puoi giocarci: vale tutto».
Perché questa svolta comica nella sua carriera?
«Per esigenze di mercato, ho avvertito che come attrice canonica avevo poche chance e invece come attrice comica ce n’erano molte di più: mancano le donne comiche. Da lì le maschere mi sono servite per avere la libertà di variare e non sentirmi in imbarazzo per il “ma come Giulia che devo fare?”».
Per far ridere serve un talento innato, non è solo una scelta.
«Nel gruppo di amici ero quella che prendeva in giro, imitavo tutti quelli della mia famiglia, ma era più un qualcosa di goliardico. Il battesimo c’è stato con la Gialappa’s, ma quando mi hanno chiesto che personaggi volessi fare non ne avevo idea».
Non aveva qualcosa di pronto?
«Facevo parte del collettivo comico Contenuti Zero ma non avevo mai fatto imitazioni. Però mi ero appuntata da un po’ di tempo il mondo di Monica Setta e dell’intervista femminile retorica, che non è solo la sua ma lei ha intorno il mondo un po’ più circense. Mi faceva molto ridere. L’ho buttata lì ma i Gialappi non la conoscevano, per fortuna uno degli autori sì, aveva capito che era molto seguita e l’abbiamo fatta».
E così è iniziata l’ascesa. A proposito di Monica Setta, c’è qualcun altro che non ha preso molto bene l’imitazione?
«No, Iva Zanicchi all’inizio aveva fatto un’intervista nella quale non si capiva se l’avesse presa bene o male e invece dopo mi ha mandato anche un messaggio molto carino. C’è libertà d’espressione in questo Paese e non faccio niente di così strano da dovermi giustificare».
La prendono sportivamente, insomma.
«Ema mi ha detto “Amò ti faccio una statua” (pronunciato con la voce di Stokholma, ndr)».
Siete amiche.
«Quando le persone mi sono vicine può essere un problema: le conosci meglio e hai più elementi su di loro, è vero, ma ti chiedi su cosa sia giusto scherzare essendo tue amiche. Però lei fortunatamente è stata pazzesca».
Continuerà con la Gialappa’s?
«Sì assolutamente, sto pensando già a nuovi personaggi».
Chi?
«Ancora non ne ho idea ma vorrei sempre più scegliere quelli che abbiano anche una parte artistica, per esempio le cantanti come Arisa. Voglio che ci sia una performance intorno, in questo caso il canto, e non solo l’imitazione».
E oltre alla tv?
«Ho girato un film di Massimiliano Bruno che uscirà a fine ottobre, Un tranquillo funerale di famiglia, remake del cult Funeral party. E ora ho l’esigenza di scrivere un mio spettacolo, con la mia firma, con i personaggi che sto facendo e la mia storia di attrice».
L’hanno mai imitata?
«Sì, un’amica al Piccolo di Milano».
L’ha presa bene?
«Sì, mi fa ridere. Anzi vorrei proprio che mi imitassero».