Prodi rivela dal palco: due ore e mezza di incontro con Schlein. La segretaria Pd tra il pubblico

L’ex presidente del Consiglio: “Alla fine Vannacci appoggerà governo, il vero problema è Forza Italia”

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BOLOGNA – Quando Romano Prodi sale sul palco di Repubblica delle Idee, in prima fila si siede anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, anche lei ospite dell’evento. "C'è stato un incontro stamattina - ha detto sorridendo Prodi intervistato da Francesco Bei - abbiamo fatto due ore e mezzo di bella conversazione bolognese". L'ex premier spiega poi che il colloquio ha toccato numerosi temi di attualità. "È stata una conversazione veramente ampia - continua l'ex premier - dalla politica estera a quello che sta succedendo adesso. Abbiamo persino parlato di Vannacci. Pensate che abbiamo avuto anche tempo da perdere".

Ed è proprio il tema del generale Vannacci e dell'estremismo della destra che affronta subito il Professore. "Io ritengo che Vannacci stia crescendo stando fuori" dalla maggioranza, sostiene Prodi, "ma poi starà dentro ad appoggiare il governo e il problema si sposta su Forza Italia. Vannacci ha tutto l'interesse a essere forte, a ricattare la maggioranza. Finora si è sempre dichiarata l'incompatibilità tra Forza Italia e Vannacci, questo è il problema che dovranno risolvere". E chiude: "Potranno farlo con Vannacci fuori dalla maggioranza, ma sarebbe un suicidio, e i suicidi si fanno solo quando si è alla disperazione".

Dice poi che la crescita dell'estremismo "è un fatto comune a tutta l'Europa”. “In Gran Bretagna è uguale, in Germania è uguale: quando cede la forza dei partiti democratici non c'è mai un confine e questo è di una gravità enorme. Lo diciamo da tempo: attenzione che ormai si va verso il voto identitario, non si vota più solo per interesse ma per identità, con una spinta verso l'estremismo, tragicamente inevitabile. Lo dimostra anche l'esempio americano: dobbiamo riprendere il ruolo dei partiti, ed è un compito che pesa soprattutto sul Pd, che è l'unica struttura che ha in qualche modo la capacità di avere colloquio con la gente".

"La riforma della sanità di Schillaci andava nella giusta direzione. Riproponiamola noi”

Prodi poi si sofferma sulla riforma della sanità proposta dal ministro Schillaci e bocciata dal governo. "Proprio per quello bisognava approfittarne - dice il Professore - Schillaci fa una riforma che aveva punti nella giusta direzione, le Case della salute che abbiamo sempre voluto anche noi. Il governo la ritira? Allora riproponiamola noi, coi cambiamenti che riteniamo necessari, voglio vedere come reagiva la maggioranza. Lo spirito riformista lo dobbiamo avere anche se la proposta arriva da Schillaci".

In vista delle elezioni bisogna costruire la coalizione e il programma del centrosinistra. Uno dei punti più dibattuti è la tassa patrimoniale. Andrebbe fatta? "Siccome non riusciamo a farla non facciamola - risponde Prodi allargando le braccia - ma il fatto che ci debba essere un contributo delle persone che hanno di più per risolvere un problema di tutta la popolazione, non mi pare che sia un discorso demoniaco. Un conto è dire che poi la gente porta via i soldi e una cosa che non si possa fare. Sono due cose diverse".

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"Mi interessa il Pd, ma ancora di più il cambio di governo”

Prodi ritiene poi che il Pd "come partito si è rafforzato. Il problema è prendere il governo. A me interessa come va il Pd ma interessa molto di più il cambiamento di governo - spiega - la costruzione di una coalizione dove attorno al Pd ci sono diverse voci che possono poi confluire in un unico programma, approfondire le riforme e proporle agli altri. Fare in modo che ci sia un compromesso è parte della politica positiva, che faccia un programma concreto. Il singolo partito non può più bastare con sistemi elettorali che ci sono".

Bisognerà prima o poi scegliere il leader del centrosinistra. Con le primarie? "Le primarie devono avvenire dopo un processo di definizione su cosa si fanno le primarie - ritiene Prodi - non deve essere io voto per lui o per lei e basta, ma voto per lui o per lei perché fa questo o fa quell'altro. Allora diventa una primaria seria. La primaria non è né sacra né da biasimare, è uno strumento che va usato in modo appropriato".

"Italia esclusa dai tavoli internazionali: un’umiliazione”

Prodi poi analizza la situazione geopolitica internazionale e la guerra in Medio Oriente. "Il grandissimo errore americano-israeliano è stato pensare di uccidere la guida suprema iraniana pensando di dividere il Paese. Credevano di dividere il Paese - ragiona - invece l'hanno riunificato. Questi sono errori di diplomazia. Per questo dico attenzione all'identità: l'America si chiude in se stessa, non usa la diplomazia ma così non capisce quel che succede al mondo".

L'esclusione dell'Italia dai tavoli internazionali per la pace "è stata un'umiliazione per l'Italia, non ho goduto per questo", continua Prodi. "Abbiamo due problemi distinti ma uniti: l'Europa è stata assente da qualsiasi tentativo di soluzione pacifica, perfino i brasiliani si sono interessati, l'Europa no. Poi c'è l'altro problema: se ci vanno in tre e non l'Italia questa cosa è un dramma, perché l'Europa si è sempre gestita con un rapporto stretto tra Francia e Germania, ma con l'Italia sempre determinante, non come motore traente, ma trainante, me lo diceva Delors, me lo diceva Chirac, che il peso dell'Italia era decisivo. Con questi rapporti stretti - continua Prodi - si risolvono i problemi. Che ci vada un Paese fuori dell'Europa come la Gran Bretagna è un'umiliazione enorme, ma è conseguenza di una caratteristica della politica italiana, cioè l'ambiguità. I tre la pensavano allo stesso modo, riconoscendo che Trump ha fatto quel che ha fatto. L'Italia non l'ha mai fatto. Ha preteso e creduto di far da mediatore, ma non c'è riuscita perché non aveva il fisico adatto, non aveva la forza. A questo punto l'Italia non serve più e rientra in gioco la Gran Bretagna".

Detto questo, Prodi pensa che si sia vicini all'interruzione delle guerre in Ucraina e Iran, per una questione pratica. "I quattro protagonisti delle due guerre sono esausti - dice - serve un accordo conveniente per tutti". E allora l'appuntamento alla prossima edizione di Repubblica delle Idee sarà, prevede Prodi, anche quella senza guerre. "Alla prossima riunione - conclude tra gli applausi - le due guerre saranno finite".

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