Pentiti dei tatuaggi? Non siete gli unici

Incompatibili con il lavoro o diventati fuori moda, ecco i motivi per cui si vuole cancellare un disegno fatto in un momento diverso della vita. Stessa tendenza per il trucco permanente

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In era di #iorestoacasa, si moltiplicano i forum e le chat sui social network dei pentiti della body art che vorrebbero eliminare i tatuaggi dal corpo, appena ambulatori e centri laser riapriranno al pubblico, seppure in modo contingentato. Crescono anche le pentite del trucco permanente, effettuato ricorrendo alla dermopigmentazione e al microblading che sfruttano gli stessi identici principi dei tatuaggi. E’ davvero possibile cancellare simboli, grafismi e sopracciglia ad ali di gabbiano indelebili? A fronte di sempre più estese parti di pelle disegnata con inchiostri di tutti i colori (incluso il viso, sempre più disegnato), sono in molti a pensare che quei grafismi abbiano perso di significato. Divenuti fenomeno di massa e quindi soggetti a trend e stili del momento sale la voglia di eliminarli magari per sostituirli con altri più cool. Disegni tribali, farfalline e ideogrammi cinesi e giapponesi decisamente divenuti fuori moda, il nome dell’ex tatuato sul petto o sull’avambraccio, grafismi scoloriti e disegni divenuti incompatibili con l’ambiente lavorativo fra i principali simboli della body art sempre meno amati.

Tempi e costi per mandarli via

Le domande con più seguito sul web degli adepti dei tattoo vertono soprattutto su come cancellarli, quali pigmenti si eliminano più facilmente di altri e quanto costerebbe eliminare per sempre disegni e grafismi nei quali non ci si rispecchia più. In Italia sono circa 7 milioni le persone con almeno un tatuaggio, cioè il 12,8% della popolazione. Ma chi li elimina è circa il 17,2%, secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità. In tutto il mondo cresce il popolo dei pentiti del tattoo che arrivano ora fino al 20% in Europa e al 17% negli Stati Uniti.

Metodi alternativi

Di pari passo con la domanda crescente di soluzioni aumenta l’offerta di metodiche innovative per cancellarli più facilmente delle vie classiche rivelatesi non sempre efficaci. Dopo anni di dermoabrasione, peeling chimici e laser non in grado di eliminare tutti i colori degli inchiostri è la volta di macchinari di nuova generazione in grado di ‘sbriciolare’ anche i pigmenti più resistenti ma con qualche eccezione e precauzione da considerare, incluso il costo elevato dei trattamenti considerando che il costo oscilla fra i 200 e i 400 euro a sedute e che per cancellare un tatuaggio di colore nero e blu sono necessarie fino a 3 trattamenti laser, mentre per quelli di altri colori anche 6 sedute.

I laser che disintegrano

“Fra i più efficaci ci sono i laser di tipo ‘Q-switched’ con impulsi a nanosecondi e diverse lunghezze d’onda ed è recente l’impiego del laser di tipo Q-switched high energy che emette impulsi a picosecondi che disintegrano le particelle più piccole e superficiali dei pigmenti iniettati nella pelle - spiega Norma Cameli, responsabile Dermatologia correttiva e laser terapia all’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma - sono macchinari nuovi destinati ad uso esclusivamente medico e che stanno dando migliori risultati rispetto alle tipologie precedenti ma dobbiamo ancora essere cauti perché esiste il dubbio che i frammenti di pigmento esplosi dal raggio laser e che restano nel tessuto possano essere in parte fagocitati dai macrofagi e giungere nei linfonodi periferici. E potrebbero provocare reazioni tossiche e non mancano alcune reazioni allergiche”.

Indelebili giallo, bianco e beige

Prima di sottoporsi ad un tatuaggio è inoltre bene sapere che ci sono alcune zone del corpo particolarmente delicate e più soggette a effetti collaterali se sottoposte alla cura dei laser in caso di ripensamento, come caviglie, polsi, collo, seno e incavo delle ginocchia. Trattare queste aree provoca più dolore, eritemi, formazione di bolle, emorragie e reazioni allergiche.
Anche i laser di nuova generazione, inoltre, seppure cancellino la maggioranza dei colori di un disegno, possono lasciare qualche traccia. “Si va dallo sgradevole effetto ‘ghost’, cioè la comparsa di un disegno fantasma che affiora sulla pelle in modo sbiadito - precisa la specialista - all’alterazione della trama della superficie della pelle interessata e alla formazione di cicatrici. Ci sono infine alcuni pigmenti che risultano più resistenti anche ai nuovi sistemi di luce laser come quelli di colore giallo, bianco e beige, molto usati nell’ultimo anno e che restano indelebili”.

Trucco permanente, difficile tornare indietro

Anche la cancellazione del trucco permanente non è facile. “I pigmenti usati per truccare sopracciglia e palpebre in modo indelebile sono particolarmente difficili da eliminare - conclude Cameli – i sistemi migliori sono, ancora una volta, i macchinari a fasci di luce laser ma è frequente il viraggio del colore perché gli inchiostri possono contenere pigmenti ferrosi che si possono ossidare diventando ancora più scuri per l’azione termica del fascio di luce emesso dai macchinari. Anche la cancellazione dell’eye-liner permanente, operazione molto delicata da effettuare, può provocare lo sbiancamento delle ciglia”. 

Come cancellare i tatuaggi